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Uno spazio spirituale in mezzo al bosco: il nuovo centro di Biagio Conte dedicato a Pino Puglisi

Il centro di preghiera si chiama "Porta e Valle della Speranza" e comprende anche un casolare dove il missionario laico ha trascorso alcuni mesi. Ecco dove si trova

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 3 febbraio 2021

Biagio Conte (foto di Filippo Barbaria)

Si chiama “Porta e Valle della Speranza” il Centro di preghiera e spiritualità, interreligioso, fondato da Biagio Conte, il missionario laico che ha dato vita, anni or sono, alla “Missione di speranza e carità” a Palermo, che accoglie senza tetto e persone in difficoltà.

Il Centro si trova in contrada Portella di Pero a Godrano, paesino del Palermitano con poco più di un migliaio di popolazione, che sorge a 700 metri di altezza, ai piedi di Rocca Busambra e ai margini del bosco della Ficuzza, ed è nato in ricordo di Padre Pino Puglisi.

«In questo luogo, dove Padre Pino Puglisi sostava quando portava i ragazzi a fare esperienza di vita nel creato nei boschi di Ficuzza - ha spiegato sul posto Fratello Biagio, così come viene comunemente chiamato il missionario – ho sentito che doveva nascere uno spazio di spiritualità, per vivere momenti di intensa preghiera».

Biagio Conte conobbe il prete martire la mattina di quel tragico 15 settembre del 1993, ci ha detto Riccardo Rossi, portavoce della Missione Speranza e Carità, giorno in cui fu ucciso per mano mafiosa.



Da quel giorno molte delle azioni intrapese dal missionario laico sono state guidate dalla presenza spirituale del prete di Brancaccio (ricordiamo, ad esempio, che Biagio Conte, prorio ai piedi della statua di don Puglisi, ha svolto i 21 giorni di un suo digiuno, ndr).

Da mesi il centro “Porta e Valle della Speranza” è in pieno fermento poichè moltissimi volontari, a partire dai lavoratori della Forestale fino ad arrivare a semplici cittadini, hanno lavorato velocemente per mettere quanti più segni della vita di Cristo, in modo che i giovani, i gruppi di preghiera, possano trascorrere periodi intensi per rigenerarsi nelle braccia della natura e della fede.

Il primo incontro di Fratello Biagio con Godrano risale cirsa a sette anni fa quando, sentendo un forte richiamo spirituale, ha deciso di far erigere lì una grande croce.

«Negli anni - ci ha detto Riccardo Rossi - il missionario è tornato diverse volte fino allo scorso anno, quando ha sentito che era richiesta, spiritualmente, la sua presenza.

È rimasto lì un paio di mesi, dormendo in questa capanna senza luce elettrica, acqua corrente, finestre; non c'era nemmeno un letto, che è stato poi donato ma Fratello Biagio ha continuato a dormire a terra, sottolinenado la sua scelta di penitenza.

L'8 dicembre Biagio Conte ha fatto rientro alla Missione a Palermo poichè non è auspicabile vivere i mesi invernali in quelle zone, in quelle condizioni. Ma i lavori sono continuati grazie alla continua attività dei volontari.

Nei mesi di permanenza Fratello Biagio ha instaurato un fortissimo legame di preghiera, lavoro comune e spiritualità, con il luogo ma soprattutto con le persone che andavano a trovarlo e che, nei mesi, hanno moltiplicato i gesti di provvidenza che sono giunti fino alle Missioni a Palermo».

Ad inizio di gennaio 2021, a fronte di questa volontà trasformata in azione, il Comune di Godrano ha conferito, su proposta del sindaco Daniele Bellini e della Giunta, la cittadinanza onoraria a Biagio Conte, «con la consapevolezza che la sua preziosa opera a sostegno dei più bisognosi e i suoi accorati appelli alla pace e alla speranza contribuiranno a rendere migliore la nostra amata terra di Sicilia», si legge nella motivazione.

In occasione della cerimonia ufficiale al fondatore della Missione Speranza e Carità al quale è stata consegnata anche una chiave del Comune come segno di questa profonda unione.

«Questa onorificenza – ha dichiarato Conte – sancisce ulteriormente un legame profondo tra Godrano, i poveri della Missione e Padre Pino Puglisi».

L’area che la Missione di Speranza e Carità ha avuto in concessione, in contrada Portella di Pero, comprende oltre alla capanna una vasta area dove in questi mesi di incessante lavoro sono stati piantati molto alberi, anche donati dalla cittadinanza, e svolto delle opere ben precise.

«Siamo riusciti a completare la rappresentazione della Natività - ci ha detto Rossi - grazie alle 8 statute donate dall'artista palermitano Rosario Vullo; abbiamo realizzato una palizzata, un percorso (fruibile anche dalla sedie a rotelle) che porta fino ad una simbolica rappresentazione del Golgota; oltre ad un grande altare e ad un tavolo, tutto realizzato in legno sempre dai lavoratori della Forestali volontari, simbolo dell'ultima cena.

L'idea di Fratello Biagio è quella di realizzare le principali tappe della vita di Gesù (in futuro pensaimo di realizzare le tappe della Via Crucis), accogliendo quanti avranno bisogno di un ascolto o vorrano pregare in comunione con Dio».
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