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Vendite online, Fincantieri, ferrovie e turismo: Albanese e la Palermo che "cresce"

E ancora le imprese giovanili e femminili, la privatizzazione di Gesap e il rapporto con i partner nel Mediterraneo. L'analisi del presidente della Camera di Commercio

Federica Dolce
Avvocato e scrittrice
  • 18 febbraio 2026

Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo-Enna

Palermo e la sua area metropolitana stanno vivendo una fase economica sorprendentemente positiva, con segnali di crescita che superano la media nazionale. Dall’export alle start-up innovative, fino al rafforzamento delle imprese femminili e giovanili, il tessuto produttivo locale mostra vitalità e capacità di resilienza. Per capire come questi risultati possano trasformarsi in sviluppo strutturale e futuro concreto, abbiamo incontrato il Presidente della Camera di Commercio Palermo-Enna, Alessandro Albanese.

I dati dimostrano che l’export della città cresce in modo straordinario, spinto sia dall’industria locale sia dalle vendite online, piuttosto che da fattori culturali, lo conferma il Presidente Albanese: «Sì, io direi che più di fattori culturali parliamo di fattori industriali, perché l’export cresce grazie a due dinamiche importanti: una è quella della cantieristica navale per Fincantieri, che ha completato la prima nave e ora ha in itinere la costruzione della seconda, commissionata dalla Regione; l’altra è quella del settore ferroviario, grazie a un’azienda posizionata a Carini, la Omer, che ha dato un forte impulso.

Naturalmente, bisogna considerare i valori assoluti: rispetto al Nord Italia, l’export resta ancora contenuto, ma è un buon inizio, e avviene attraverso l’industria, che produce valore aggiunto anche in termini occupazionali. Inoltre, la vendita online da parte di aziende palermitane quotate in borsa ha dato una spinta notevole, con circa il 70% del fatturato generato all’estero». Un altro elemento fondamentale per la crescita economica è l’ecosistema delle start-up innovative e del Terzo settore.

La Camera di Commercio ha messo in campo strumenti per supportare le nuove imprese, favorendone la registrazione e incentivando la produzione digitale: «Lo facciamo in due modi: uno è il funzionamento del Registro delle imprese, che permette alle start-up di registrarsi velocemente, diventando un attrattore; il secondo riguarda la dimensione industriale: Palermo è tra le città più digitalizzate d’Europa, e molte start-up sviluppano prodotti digitali, consolidando qui il proprio ecosistema. Certo, ci sono piccoli ostacoli, come i requisiti di bilanci nei bandi di agevolazione per start-up, che vanno rivisti con la programmazione regionale».

La fiducia nel sistema economico locale si traduce anche in un aumento dei depositi e del credito alle imprese, ma Albanese sottolinea come sia necessario trasformare questo capitale in investimenti concreti: «Questo è un fattore culturale: quando crescono i depositi significa che c’è poca fiducia nel mercato industriale. Bisogna incentivare l’investimento diretto nelle imprese sane, attraverso azionariato e strumenti finanziari come i basket bond. Crescere nei depositi è positivo per l’accumulo personale, ma investire nelle imprese locali genera valore reale e duraturo».

Sul fronte della governance e della strategia infrastrutturale, la Camera di Commercio punta da anni alla privatizzazione di Gesap, considerato un asset fondamentale per il turismo e l’economia regionale: «La Camera di Commercio ha deliberato nel 2022 la vendita delle proprie azioni, circa il 23%. La prima tappa è stata completata con l’assemblea dei soci della Gesap che ha approvato il bando per individuare un advisor internazionale. Il privato permetterà investimenti, maggiore dinamicità e contrattazioni più efficaci con le compagnie aeree. Se tutto procede bene, in 12-18 mesi si potrà avere capitale privato nell’azienda».

Albanese aggiunge poi sull’aeroporto: «Il valore aggiunto di un aeroporto competitivo è enorme: può attrarre più passeggeri, favorire investimenti turistici di qualità, allargare le infrastrutture e migliorare i collegamenti internazionali. Non si tratta solo dell’azienda, ma di crescita complessiva per la città e per la Sicilia».

Le imprese femminili e giovanili rappresentano un altro punto di forza del tessuto economico: l’ente camerale promuove progetti e formazione per incoraggiare il coraggio di fare impresa, soprattutto in quartieri socialmente più vulnerabili. «Si rafforza con monitoraggio industriale e incentivo culturale. Fare impresa sana genera lavoro e crescita personale. Stiamo avviando progetti in quartieri come lo Zen, dove promuoviamo l’etica del lavoro e dell’impresa, per far capire ai giovani la convenienza di diventare non solo lavoratori, ma anche imprenditori».

Infine, la Camera di Commercio punta alla cooperazione internazionale come leva per lo sviluppo delle imprese e per aprirle a mercati nuovi, in particolare nel Mediterraneo: «Siamo una regione euro-mediterranea con affinità culturali e produttive con il Nord Africa. L’accordo di partenariato con Marrakesh Safi apre una nuova stagione di cooperazione nel Meditteraneo e favorisce scambi commerciali, partnership e formazione reciproca. Si tratta di un’opportunità concreta per nuove imprese, nuovi lavoratori e un’espansione internazionale del nostro tessuto economico».

In questo scenario di crescita e trasformazione, uno sguardo decisivo è rivolto oltre i confini regionali, verso il Mediterraneo. L’accordo di partenariato con la Regione di Marrakech-Safi segna un nuovo percorso rivolto verso una nuova stagione di collaborazione economica e culturale. Un progetto che non riguarda soltanto l’internazionalizzazione delle imprese, ma una vera visione di sviluppo condiviso, capace di mettere in relazione territori, competenze e mercati emergenti.

«Sappiamo bene che noi siamo una regione euro-mediterranea: siamo europei, ma siamo ubicati nel Mediterraneo, in questo grandissimo mercato che è quello del Nord Africa e del Medio Oriente. Abbiamo molte affinità di natura culturale e di natura produttiva. Il rapporto che abbiamo instaurato, grazie anche al console generale del Marocco a Palermo, - afferma il Presidente Albanese - è proprio quello di fare di queste affinità un punto di forza e di valore. Far conoscere le nostre aziende alle loro e le loro alle nostre significa iniziare con un partenariato, poi con scambi commerciali e affacciarsi a un mercato enorme, in forte crescita, che non ha il nostro problema strutturale del calo demografico».

Questa, dunque, potrebbe essere una mossa strategica per il futuro della Sicilia. «Oggi noi abbiamo bisogno di nuove imprese e di nuovi lavoratori, e questo lo possiamo fare legandoci a Paesi che hanno queste dinamiche: la crescita delle imprese, come il Marocco, ma anche la Tunisia e l’Algeria, Paesi frontalieri, e una forza lavoro giovane e ormai altamente specializzata». La visione del Presidente della Camera di Commercio Palermo-Enna è ampia e guarda lontano. «Ci sono grandi opportunità anche nel turismo: lì esistono scuole di formazione alberghiera già strutturate e istituzionalizzate. Si può fare molto e si può dare molto. Paesi che fino a qualche anno fa consideravamo soltanto frontalieri oggi sono diventati partner. Questo non sarà naturalmente l’unico sbocco: stiamo lavorando anche con Paesi extraeuropei, oltre oceano. Proprio oggi, ad esempio, abbiamo ricevuto una richiesta di incontro dal Canada. Stiamo mettendo in atto tutto ciò che è possibile, con le nostre forze, per creare quante più occasioni di sviluppo possibili per le nostre imprese».

Palermo dimostra così di saper coniugare resilienza, innovazione e apertura internazionale, costruendo un futuro di crescita concreta e speranza per cittadini, giovani e imprese. La città del domani si fonda oggi sull’industria, la digitalizzazione, la formazione e la cooperazione, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento nel Mediterraneo.
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