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La lotta contro il Covid19 la sta vincendo lui: la storia di un medico siciliano (a Bergamo)

Riccardo Munda, medico di base di Mazzarino, in un'intervista al Corriere della Sera, racconta il modo in cui sta lavorando con i suoi pazienti affetti da Coronavirus

Balarm
La redazione
  • 3 novembre 2020

Il medico Riccardo Munda

Assistenza domiciliare: è questo il fulcro intorno al quale, probabilmente, passa la lotta al coronavirus in tutta Italia. Mentre il Governo si prepara a nuove strette, la medicina è impegnata a fronteggiare la moltitudine di persone che si ammalano.

Molte di loro, fortunatamente, restano in casa e non necessitano di ricoveri ospedalieri. Ad aiutarli ci sono medici di base come Riccardo Munda, originario di Mazzarino, che, intervistato dal Corriere della Sera, dice la sua sulla possibilità di sconfiggere il Coronavirus proprio con l'assistenza domiciliare, ovvero con cure personalizzate che il medico porta direttamente in casa del malato e organizza in base alle condizioni di salute.

Il medico, che lavora in provincia di Bergamo (tra Selvino e Nembro), racconta di muoversi anche in altri comuni della provincia quando la gente, presa spesso dalla paura, non riesce a contattare il proprio medico o quello di guardia e lo chiama.

«Ho visitato una signora, una malata oncologica, che era arrivata a 92 di saturazione - racconta testualmente al Corriere - Ora sta meglio e mi benedice. Poi ho fatto una visita a Brescia, a un collega. A Milano ho visto un ragazzo molto agitato che aspettava di fare il tampone da una settimana, aveva una tosse pazzesca ma non c’entrava niente il virus. Il giorno dopo stava già bene, era solo il bisogno di rassicurazioni».



La voce si è sparsa e il medico riceve diverse chiamate anche attraverso i social. Non sa dire di no, è la sua missione, ma ovviamente è impensabile possa arrivare ovunque. Ecco perché diventa indispensabile, in Italia, rafforzare la medicina territoriale e a domicilio.

«Andare a casa di un mutuato - spiega ancora - non è la stessa cosa che fare il medico stregone via cavo. Tanto per cominciare andare significa fare una visita accurata, capire se ci sono problemi respiratori e quanto sono seri, valutare lo stato generale del paziente, prescrivere i farmaci giusti».

Sembra che nei comuni in cui risiedono i suoi assistiti non ci siano stati ricoveri o decessi, la ricetta sembra essere quella di cure attente e quasi personalizzate a seconda delle condizioni e dalle variabili che presenta ciascun paziente.

Alla domanda riguardante la gravità della seconda ondata, alla giornalista Giusi Fasano del Corriere risponde così: «Stavolta vedo pazienti sempre spaventati, ma in generale in condizioni decisamente meno gravi rispetto ad allora. Comunque sì, niente ospedale e niente morti nemmeno ora».

I pazienti, secondo Riccardo Munda, hanno bisogno di medici che vadano da loro quando hanno bisogno. È per questo che, secondo lui, occorre che si investa sul sistema sanitario nazionale.

Con un numero maggiore di medici di base e servizi sempre più presenti di assistenza a domicilio. Una strategia di cui si dibatte parecchio in questi giorni e che potrebbe salvare l'Italia nonn solo dal Coronavirus, ma anche da tante patologie.
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