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Ccp Agricantus: “perché siamo stati esclusi?”

Fabio Ricotta
Giornalista e imprenditore
  • 30 agosto 2005

«Protestiamo per il mancato inserimento del festival “Palermo non Scema” nel cartellone artistico delle manifestazioni estive promosse dal Comune di Palermo e per la disparità di trattamento determinata dalla differente applicazione delle regole alle realtà “private” e “pubbliche”, che comprimono la crescita e lo sviluppo dell’impresa privata a favore di quella “pubblica”». Sono le parole di Vito Meccio, presidente della cooperativa Agricantus di Palermo, pronunciate nel corso della conferenza stampa indetta il 19 agosto scorso a cui hanno preso parte anche Toni Costumati, dirigente regionale delle Acli, Filippo Parrino, dirigente regionale della Lega delle Cooperative e Mutue e Giovanni Felice, presidente della Confesercenti Sicilia.

«La nostra cooperativa – spiega Meccio - opera da 25 anni a Palermo e da 10 anni gestisce il centro culturale Agricantus, che è frequentato da tutte le categorie e fascie sociali, senza distinzione di colore politico e di religione. Siamo l’unica realtà privata rimasta in città che non si può definire semplicemente un pub, perché proponiamo un vero e proprio cartellone artistico durante tutti i 12 mesi dell’anno. Il nostro obiettivo è stato sempre quello di riuscire a costruire e attuare una sinergia tra impresa pubblica e privata, di privilegiare la strada dei co-finanziamenti e dei contributi per lo svolgimento delle nostre attività. In tal senso ci siamo mossi per la manifestazione estiva, “Palermo non Scema”, giunta alla sua ottava edizione: dal 20 maggio scorso (giorno della presentazione all’Uffico Gradi Eventi del primo progetto) e dal 18 luglio (giorno di presentazione del secondo progetto, riveduto, ribassato e corretto), non abbiamo avuto più nessuna risposta, né verbale né scritta, sui motivi della nostra esclusione dal cartellone estivo del Comune di Palermo. Ci siamo chiesti: la nostra proposta, tra le tante presentate all’Ufficio Gradi Eventi, ha qualche difetto? Non è stata formulata correttamente? Non rientra per i contenuti nelle linee progettuali della direzione artistica? Chi di dovere ci illumini».

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Da parte della cooperativa Agricantus, c’è anche stata tutta la disponibilità, in quanto luogo già attrezzato per eventi di carattere culturale e di spettacolo, ad ospitare all’interno del proprio spazio, alcune delle proposte culturali inserite nel cartellone di “Kals’Art”. «Guardate un po’ – spiega Meccio – quello che sta succedendo all’Ex deposito Sant’Erasmo, uno spazio gestito da privati, che a differenza di noi, non pagano il suolo pubblico, impongono una consumazione/drink card da 5 a 10 euro, pur avendo tutti gli spettacoli interamente comprati dal Comune. Non c’è isola più felice, come quella di Sant’Erasmo, per un imprenditore che vuole iniziare un’attività». Questa e altre parentesi sono state esposte da Meccio alla conferenza stampa. «Il mancato inserimento di “Palermo non Scema” all’interno del cartellone estivo del Comune – continua Vito Meccio – rischia di farci chiudere i battenti prima del previsto, oltre che a mettere in serie difficoltà l’attività di tutta la cooperativa nonché le numerose persone che ci lavorano e ci campano. Per tale ragione inoltreremo un esposto alla Procura della Repubblica e alla Commissione Regionale Antimafia, affinchè questi organi giudiziari e politici possano indagare ed accertare circa l’esatta e uniforme applicazione su tutto il territorio comunale delle prescrizioni che a seguito della nostra richiesta, il Comune di Palermo ci ha imposto di osservare».

Tra le curiosità un fax, spedito il 19 agosto scorso dal gruppo consiliare di Forza Italia e firmato dal consigliere Agostino Portanova, che ha per oggetto “richiesta di incontro”, dove “si apprende e condivide la protesta in atto” e dove si dice di “essere a favore di quelle logiche che possano far valorizzare prioritariamente le risorse cittadine per la promozione e produzione delle attività culturali ed artistiche”. «Attualmente – conclude Meccio – non abbiamo avuto nessun contatto da parte di Forza Italia». Per chi volesse sostenere la cooperativa Agricantus, è già partita la raccolta firme. Tutto il materile informativo, compreso il modulo per sottoscrivere le firme, è scaricabile dal sito www.agricantus.org.

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