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"Warhol è Noto", in mostra la famosissima Collezione Rosini-Gutman

  • Ex Convitto Ragusa, corso Vittorio Emanuele 31 - Noto (Sr)
  • Dal 7 maggio al 30 ottobre 2016 (evento concluso)
  • Visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 24.00
  • 10 euro (intero), 7 euro (ridotto over 65, gruppi minino 6 persone), 6 euro (ridotto plus per universitari, ragazzi sino a 18 anni e residenti)
Balarm
La redazione
La mostra "Warhol è Noto" a cura di Giuseppe Stagnitta e realizzata da Fenice Company Ideas e associazione Culturale Studio Soligo in collaborazione con il Comune di Noto, nasce dall’esigenza di raccontare e far conoscere al grande pubblico la potente forza comunicativa della personalità più eclettica e importante dell’arte del ‘900: Andy Warhol.

120 opere provenienti dalla Collezione Rosini-Gutman: il percorso espositivo inizia con 20 disegni degli anni ’50 che descrivono l’inizio della sua carriera per passare alla nota Campbell’s Soup e Brillo e dalla celebre Marilyn Monroe a Ingrid Bergman, da Man Ray a John Gotti e Liz Taylor al famosissimo pezzo unico che rappresenta Mao.

Esposta anche la rara opera su tela Liza Minnelli e Assassinio a Dallas e opere rappresentative di quasi tutta la sua produzione, come Flowers, Cow e Fish. In mostra anche le famose foto stampate su rulli di carta kodak dal titolo Tacchi a Spillo e molti altri prestigiosi pezzi unici che resero noto l’artista nel panorama internazionale.

Nello stesso tempo l’esposizione propone quella celebrazione di cose, persone e simboli ricorrenti nella business art di Andy Warhol e che lo hanno reso forse il più famoso artista del XX secolo: i manifesti dei suoi film, le copertine dei dischi tra cui quelle dei Rolling Stones, Velvet Underground, Graces Jones, alcuni abiti da lui disegnati e autoritratti video.

Inoltre, la proiezione di una rarissima intervista realizzata dal giornalista Vanni Ronsisvalle nel 1977 a Roma, in cui l’artista viene ripreso nel suo vagabondare per la Città Eterna, mentre incontra personaggi del tessuto sociale romano di quel periodo, come Federico Fellini, e si sofferma a contemplare le architetture barocche della città.
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