La favola di Cenerentola rivive nel balletto "Cinderella" al Teatro Massimo
La favola di Cenerentola rivive nel balletto “Cinderella” di Fabrizio Monteverde che debutta al Teatro Massimo. Una riscrittura originale, che si ispira all’asciutta crudeltà del testo dei fratelli Grimm più che alla versione di Perrault, e che è ambientata in una scuola di danza, dominata dalla figura imperiosa della matrigna.
Musiche di Georg Friedrich Händel (i Concerti Grossi, con l’aggiunta di alcune arie e duetti dalle opere), direttore Ignazio Maria Schifani, protagonisti Anbeta Toromani e Josè Perez, Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro Massimo, allestimento del Balletto di Roma. Monteverde crea uno spettacolo dalle tinte forti nella precisa intenzione di mettere in risalto il tema della diversità, del disagio di un individuo che vive il dramma dell’emarginazione: in questo caso Cenerentola, emarginata dal “gruppo” per la sua bravura e per la sua bellezza.
Più a fondo c’è la chiara idea di superare l’apparente semplicità della fiaba per scandagliare le angosce e l’inconscio di un individuo vessato. Affascinato dalla bellezza di alcune arie, che ben riflettevano nel testo quella particolare “sofferenza” che ricercava e voleva ricreare, Fabrizio Monteverde ha selezionato e montato un supporto musicale unicamente händeliano per la propria idea coreografica.
Il balletto nasce nel 2006 in un momento di particolare sintonia del coreografo romano con la compagnia “Balletto di Roma”, con la quale instaura un intenso rapporto di collaborazione. Ripresentarlo al Teatro Massimo oggi è un’occasione per affinarlo e rinverdirlo. Per le differenti caratteristiche di ogni ballerino è stato comunque necessario riadattare a nuovi corpi, nuove sensibilità e nuove storie ciascun personaggio.














