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Più di un milione euro per giovani e donne: un bando incentiva il turismo sulle Madonie

Un'iniziativa per favorire l'inversione di tendenza allo spopolamento delle aree rurali, per tutela del patrimonio culturale e delle produzioni locali tipiche

Balarm
La redazione
  • 20 settembre 2019

Uno scorcio del Parco delle Madonie

Incentivare la creazione e lo sviluppo di attività economiche extra agricole, in particolare per giovani e donne nelle Madonie. È questo l'obiettivo dell'iniziativa del Gal (Gruppo Azione Locale) Madonie, finanziata con un milione e duecentomila euro in attuazione del "Programma di sviluppo rurale Sicilia 2014/2020" della Commissione europea.

L'iniziativa è rivolta a quindici progetti di impresa finalizzati alla realizzazione di B&b, servizi turistici, servizi ricreativi, intrattenimento, servizi per l’integrazione sociale in genere, servizi di manutenzione ambientale per la fruizione di aree naturali quali Parchi o Riserve.

Un contributo a fondo perduto in regime de minimis in aiuto alle imprese che hanno difficoltà di accesso al credito. Questi sono alcuni degli aspetti salienti di un bando (leggi qui il bando) che mira a stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali delle Madonie.

La sfida è lanciata ad imprenditori agricoli e ai coadiuvanti familiari, che diversificano la loro attività attraverso l’avvio di attività extra-agricola, alle persone fisiche e alle piccole e microimprese all'interno di uno dei comuni del Gal Isc Madonie.

Un intervento volto a favorire l'inversione di tendenza allo spopolamento delle aree rurali con perdita del patrimonio culturale, delle arti e, dei mestieri e delle produzioni locali. La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata al 9 dicembre 2019.

Secondo i dati del "Italy Rural Development programme, Sicilia, azione F04" si evidenzia un tasso di occupazione regionale notevolmente inferiore alla media italiana. Ancora meno confortanti sono i dati relativi al tasso di occupazione femminile, in base ai quali risulta ooccupatapoco più di una donna su quattro, e quelli sul tasso di occupazione giovanile, dai quali risulta occupato meno di un giovane su otto. Nelle aree rurali il differenziale tra occupazione maschile e femminile risulta ancora più elevato.

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