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"Resto al Sud 2020": fino a 200 mila euro per aprire un'attività nel Mezzogiorno

Gli incentivi del progetto, inizialmente limitati alle imprese, con la legge di bilancio 2019 vengono estesi anche agli under 46 e ai professionisti possessori di partita iva

  • 27 novembre 2019

Rimanere e fare impresa al Sud adesso non è più un lontano miraggio: "Resto al Sud” è il progetto di finanziamento approvato dal Governo per un aiuto concreto diretto a favorire la nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno. Anche la Sicilia, insieme con altre regioni d’Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna) è tra i soggetti beneficiari della misura.

E a rendere ancor più nitida questa possibilità è finalmente arrivato anche il tanto atteso decreto correttivo alla normativa che prevede una serie di rilevanti novità: il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale sabato 23 novembre, rende operativa l'estensione dell'incentivo "Resto al Sud" anche ai professionisti e agli under 46 ed entrerà in vigore già il prossimo 8 dicembre 2019, data in cui sarà possibile presentare le candidature tramite una piataforma web dedicata.

Ma andiamo con ordine, per capirne di più.

Cosa è "Resto al Sud" e quali sono i soggetti beneficiari
Il provvediamento sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno, attraverso misure di incentivo e finanziamento alle imprese, ed è rivolto ai residenti delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (o a coloro che vi si trasferiscono entro sessanta giorni, o entro centoventi giorni se residenti all'estero, dalla comunicazione del positivo esito dell'istruttoria).

In cosa consiste l’agevolazione
L’agevolazione consiste in un finanziamento (fino a 50mila euro per la creazione di nuove attività e fino a 200mila euro in caso di società) destinato a coprire i costi e le spese di partenza, basilari ed essenziali, in vista del nuovo avvio dell'attività: ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, acquisto di impianti, macchinari, attrezzature anche informatiche.

Confermata la previsione della copertura integrale del finanziamento, tramite la copertura del 100% dei costi di avvio delle nuove attività imprenditoriali: per il 35% sotto forma di contributo a fondo perduto, mentre per il restante 65% tramite finanziamento bancario assistito dal Fondo di garanzia per le PMI, con la previsione di interessi a tasso zero (va rimborsato entro otto anni dalla concessione del finanziamento, di cui i primi due anni di pre-ammortamento).

Quali sono le novità da ultimo previste e come cambia "Resto al Sud"
Rispetto alla previsione iniziale, il bonus Resto al Sud allarga la platea dei suoi beneficiari: inizialmente previsto per le sole imprese e riservato ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, adesso invece grazie alle nuove modifiche l'età massima sale dai 35 ai 45 anni e il novero dei richiedenti include, non più le sole imprese, ma anche la categorie dei liberi professionisti (iscritti in ordini o collegi professionali), nonché chi esercita professioni non organizzate in ordini o collegi.

Quindi, in sintesi, l’agevolazione è ora rivolta ai soggetti under 46 anni ed è accessibile anche ai liberi professionisti, sempre residenti nelle Regioni parte dell'iniziativa.

Requisiti di accesso e come presentare la propria candidatura
Per lo svolgimento di attività libero-professionali il decreto attuativo prevede: che non bisogna essere titolari di partita Iva per l'esercizio di un'attività analoga a quella proposta nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione; e ancora, che non possono accedere all'incentivo coloro che hanno beneficiato, nell'ultimo triennio, a decorrere dalla data di presentazione della domanda, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell'autoimprenditorialità; e infine, che il beneficiario, a pena di decadenza, non deve risultare titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Per le società tra professionisti, invece, queste possono essere costituite anche da soci che non abbiano i requisiti di età, «a condizione che la presenza di tali soggetti nella compagine societaria non sia superiore ad un terzo, e che gli stessi non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soggetti richiedenti».

Nessuna scadenza, tutte le domande sono valutate e finanziate in base all'ordine di arrivo e fino ad esaurimento delle risorse (che per il 2019 ammontano a 462 milioni di euro) ed è previsto che dal giorno di entrata in vigore del decreto ossia l’8 dicembre 2019 Invitalia, il soggetto gestore della misura per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri, darà avvio alla piattaforma dedicata alla presentazione delle domande curando anche tutta la fase istruttoria dei progetti presentati.

Non solo "Restoal Sud" ma anche "Cresci al Sud"
Infine il Governo, nella manovra 2020, ha proposto “Cresci al Sud”, il programma che prevede l’estensione degli incentivi anche a favore dei territori colpiti dal sisma del Centro Italia. Il nuovo fondo ha una dotazione iniziale di 150 milioni per il 2020 e di 100 milioni per il 2021, utilizzando le risorse stanziate per il fondo per lo sviluppo e la coesione per la programmazione 2014-2020.

Per avere maggiori informazioni e per l'invio delle domande basta consultare il sito web di Invitalia.

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