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22 anni, siciliana, vince con un film sull'amore tossico: chi è Serena Giacalone

Miglior attrice a Djerba, grazie alla sua interpretazione nel docufilm “Time to Love”. Nonostante abbia avuto accesso a Medicina, sceglie di seguire la sua vocazione

Jana Cardinale
Giornalista
  • 3 maggio 2026

L'attrice Serena Giacalone

Un talento emergente che brucia le tappe e porta con sé un messaggio forte, affermandosi tra set e redazioni, e trasformando ogni esperienza in racconto. La 22enne trapanese Serena Giacalone, ha conquistato il premio come Migliore Attrice al Festival Internazionale di Djerba, grazie alla sua interpretazione nel docufilm “Time to Love”. Un riconoscimento prestigioso che consacra la sua opera prima da protagonista e segna l’inizio di un percorso artistico già proiettato oltre i confini nazionali.

Il progetto ha registrato un impatto immediato anche sul piano digitale: l’anteprima social ha superato il milione di interazioni in Italia, confermando l’interesse e il coinvolgimento del pubblico verso una storia intensa e attuale. La premiazione ufficiale si terrà il prossimo mese di ottobre, ma il valore dell’opera va ben oltre i riconoscimenti.

“Time to Love” nasce, infatti, come strumento di denuncia sociale ed è dedicato alla memoria di Sara Campanella, giovane vittima di violenza che ha profondamente segnato la comunità siciliana e non solo. «Ricevere questo premio è un onore, ma portare sullo schermo un messaggio di amore e speranza nel nome di Sara è la vittoria più grande», ha dichiarato Serena Giacalone. Diretto da Fabio Oddo, il film, nel cui cast emerge Daniela Falzolari, nel ruolo della madre della protagonista, racconta la storia di Maura, una giovane intrappolata in una relazione tossica che sfocia nella violenza.

Le riprese si sono svolte tra Palermo e Terrasini nell’aprile dello scorso anno, in un contesto particolarmente intenso anche sul piano emotivo. Per Serena si tratta della prima esperienza cinematografica da protagonista, ma il suo percorso artistico affonda le radici nell’infanzia: inizia a studiare teatro a Milano, dove si trasferisce da bambina assieme alla sua famiglia, a soli sei anni, alla Children Musical School, proseguendo fino ai dodici. Dopo una pausa al rientro in Sicilia, il ritorno sulla scena avviene quasi per caso, grazie a un incontro durante il Marettimo Italian Film Festival, alle Isole Egadi, che segna l’inizio del suo esordio nel cinema.

È lì, infatti, che la nota il regista di “Time to Love”, suggerendole di presentarsi al casting. Parallelamente, Serena coltiva anche una forte passione per il giornalismo. Dal 2023 è attiva nel settore sportivo, collaborando con emittenti televisive locali e regionali, e il suo percorso accademico è altrettanto solido: è iscritta alla facoltà di Lettere con indirizzo classico all’Università di Palermo, prossima alla laurea.

Nonostante abbia avuto accesso a percorsi universitari alternativi, tra cui Medicina, ha scelto di seguire la sua vocazione. «Voglio continuare a coltivare sia la carriera attoriale che quella giornalistica – afferma – poi sarà il destino a indicarmi la strada principale». Profondamente legata alla Sicilia, rivendica con orgoglio le opportunità offerte dal territorio: «Non è vero che qui non ci sono prospettive. Io ho lavorato con Mediaset e ho preso parte a produzioni importanti. È una terra che offre tanto, bisogna saper cogliere il buono».

Il film di Oddo, che affronta il tema drammaticamente attuale della violenza nelle relazioni, è un progetto nato con il preciso intento civile di denunciare e sensibilizzare. La premiazione ufficiale si terrà a ottobre in Tunisia, mentre il lavoro si prepara alle prossime tappe di distribuzione, tra cui l’approdo su Amazon Prime Video. Tra i progetti più recenti, c’è anche un altro docufilm, in uscita prossimamente, sulla figura di Bettino Craxi, diretto da Massimo Paolucci e girato tra Roma e la Sicilia.

Serena dal 2023 è impegnata nel settore sportivo, in attesa dell’iscrizione all’Albo dei Giornalisti, e di quest’esperienza dice: «La passione nasce da piccola, andavo allo stadio a vedere il derby Milan-Inter con mio padre, che seguiva tutte le partite». In questo suo percorso il legame con la Sicilia resta centrale. «Mi piace raccontare questa terra – dice – soprattutto la solarità delle persone. Non è proprio vero che qui non ci sono prospettive: io ho lavorato, ho fatto esperienza. Non è una terra da cui scappare».

Tra gli incontri che l’hanno segnata, anche quello con Stefania Petyx, conosciuta a Palermo quando aveva appena 18 anni. «È successo alla Cattedrale di Palermo, in una giornata in cui avevo tutt’altro per la testa. Lei mi ha notata rivolgendomi un complimento. Le dissi che non volevo una foto, ma un consiglio, e da lì è iniziato un percorso dietro le quinte, con telecamere nascoste e lavoro in produzione. Un’esperienza durata anni, per Striscia la Notizia, che mi ha fatto davvero scoprire il mondo della televisione».

Oggi, con un premio internazionale già in bacheca e una carriera appena iniziata, Serena Giacalone rappresenta una delle nuove voci del cinema che partono dalla Sicilia per raccontare storie universali. E lo fa con uno sguardo che unisce talento, consapevolezza e impegno civile. «Il set è il luogo più bello del mondo – conclude -. È uno spazio in cui si vivono emozioni intense, amplificate, difficili da ritrovare altrove. La vita privata si sospende: si condividono giornate intere con attori e registi, si inizia all’alba e si finisce a notte fonda. In quel ritmo serrato nascono legami profondi, quasi familiari, perché tutto è vissuto con una verità assoluta».

Tra set e redazioni, tra arte e cronaca, la sua è, al momento, una vita vissuta sempre dentro il racconto. «La mia famiglia ne è convinta: non potrebbe immaginarmi in nessun altro posto», conclude. Perché sul set e sullo schermo, più che altrove, non si recita soltanto una storia, la si attraversa.
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