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A Palermo "Difendiamo il Parco Uditore": in 20 mila per dire no al rischio chiusura

La petizione non si ferma, anzi raddoppia il numero delle firme: 20 mila cittadini, una comunità che si schiera e chiede risposte sul parco di via Leonardo da Vinci

Balarm
La redazione
  • 28 aprile 2026

Il Parco Uditore di Palermo

Sono quasi 20 mila, raddoppiati in meno di una settimana (erano 10 mila fino a pochi giorni fa), coloro che dicono no alla chiusura del Parco Uditore. La petizione per salvare l'area verde di via Leonardo da Vinci su Change.org non si ferma ed è arrivata al tetto delle 20 mila firme in pochissimi giorni.

Non sono solo numeri, sono molto di più. Sono il segno, la testimonianza, di una realtà che va oltre le semplici firme: una comunità che aderisce per provare a tenere in piedi, e aperto, un parco che rischia di non farcela ad andare avanti.

Il 25 aprile e l'1 maggio – giorni in cui uno spazio pubblico dovrebbe essere al massimo della sua funzione – il parco resta chiuso. La cooperativa che lo gestisce ha dichiarato pubblicamente di non avere più risorse, di non ricevere risposte dalla Regione Siciliana né sugli immobili già assegnati né sui fondi promessi.

«Parco Uditore non merita il silenzio assordante di queste ore da parte delle Istituzioni»scrivono i gestori del parco sui loro canali social, dove la mobilitazione è partita settimane fa.

Quasi 20.000 cittadini hanno firmato la petizione chiedendo alla Regione risposte concrete e tempi certi.

Il Parco è di proprietà della Regione e, dopo qualche anno dalla riapertura avvenuta nel 2012 grazie a una petizione popolare, nel 2017 viene dato in gestione alla cooperativa "Parco Uditore" tramite evidenza pubblica. La cooperativa è andata avanti con la gestione dell'area sempre in modo autonomo. Gli unici contributi pubblici sono stati percepiti negli anni 2024 e 2025, come finanziamenti straordinari assegnati dall'Ars. Cosa che invece non è avvenuta quest'anno.

Tra le richieste c'è proprio quella di prevedere un contributo in attesa che gli immobili all'interno dell'area verde vengano riqualificati. E qui arriviamo a un altro problema. Secondo l'accordo, la Regione avrebbe dovuto riqualificare alcuni immobili in disuso presenti all'interno del parco, dove la cooperativa avrebbe potuto organizzare attività, come un caffè letterario e una fattoria didattica, dalle quali reperire le risorse economiche necessarie alla manutenzione e gestione del parco stesso.

A Balarm, la Regione ha spiegato che l'iter per la ristrutturazione dei fabbricati è ripartito, inserendo i fondi nella riprogrammazione FSC (Fondo Sviluppo e Coesione), per la quale si attende il via libera dal ministero. Una buona notizia a metà perché tra gare da espletare, iter da seguire e lavori da completare, i tempi sono inevitabilmente lunghi. Il Parco Uditore non ce la fa ad aspettare. Per questo motivo, la cooperativa chiede un sostegno economico in attesa che i fabbricati vengano riqualificati e consegnati.

Ad aggravare la situazione, la mancanza di acqua potabile dopo che Amap ha rimosso il contatore per una grave morosità riscontrata. Dunque fontanelle e bagni sono a secco.

«Purtroppo, continuiamo a non avere risposte dalle istituzioni circa le risorse necessarie per la sopravvivenza dell'area - hanno scritto sui social i gestori del Parco -, continuiamo ad avere le fontanelle a secco e il bagno pubblico fuori servizio per il mancato ripristino della fornitura idrica potabile, ormai assente dal 20 febbraio. In queste condizioni di forte disagio, possiamo solo iniziare a ragionare una riduzione delle giornate di fruibilità dell'area, partendo proprio dalle prossime festività, cercando così di ottimizzare energie e risorse».

Intanto Ismaele La Vardera, leader di "Controcorrente", ha presentato un disegno di legge all'Ars per la concessione di un contributo annuale pari a 300.000 euro per ciascuno degli esercizi finanziari dal 2026 al 2030.
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