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A piedi tra Calatafimi e Alcamo: un modo per respirare l’anima e la campagna di Sicilia

Per gli amanti della Sicilia "en plein air" un itinerario naturalistico per ubriacarvi degli odori della terra siciliana, sul tracciato di uno dei "Cammini Francescani di Sicilia"

Junio Tumbarello
Giornalista e guida Aigae
  • 20 febbraio 2020

Il cammino tra Calatafimi e Alcamo (foto Junio Tumbarello)

Se avete voglia di vivere la campagna siciliana e fare un tuffo tra i suoi odori percependone l’essenza più genuina, allora questa escursione che unisce Calatafimi ed Alcamo è l’ideale per comporre una poesia fatta di trekking, natura e storia.

A tenervi compagnia saranno i vigneti e campi di grano che vi ammalieranno con la loro bellezza. Il sentiero di cui parliamo evolve in tratti più o meno evidenti lungo un asse che, scendendo lungo una vallata ricca di corsi d’acqua, collega i due antichi borghi di Sicilia in provincia di Trapani.

Il punto di partenza (consulta e scarica la traccia GPS) è la chiesa Santuario della Madonna del Giubino a 400 metri s.l.m, appena due chilometri fuori il centro abitato di Calatafimi. Il punto di arrivo è la chiesa di Santa Maria di Gesù nella deliziosa cittadina di Alcamo.

Il Santuario da cui prende inizio la nostra passeggiata di quasi quattordici chilometri - sul versante settentrionale del colle Tre Croci, dirimpetto alle rovine dell’antica Segesta - è uno dei più noti santuari della Sicilia, e la sua fama è legata alla memoria del Beato Arcangelo Placenza che visse qui gli anni giovanili da eremita in una grotta.



Per raggiungere il punto di partenza della nostra camminata (provenendo da Palermo) è necessario imboccare l'uscita Alcamo Ovest dopo aver percorso l’autostrada A29 che collega Palermo con Mazara del Vallo, e proseguire sulla strada statale 773 seguendo le indicazioni per le acque termali.

Infine prendere la SS113 in direzione di via Mazzini a Calatafimi. Se siete in compagnia potrete compiere questo percorso in una sola giornata, avendo cura di lasciare un’auto ad Alcamo e poter agevolmente tornare al punto di partenza della gita. Oppure trascorrere fuori un week-end e decidere di fermarvi in una struttura dei dintorni tornando sui vostri passi il giorno successivo.

Questo tracciato fa parte di un circuito di sentieri del progetto “Cammini Francescani di Sicilia” e prende spunto proprio dall’originale tragitto che il Beato percorreva da Calatafimi fino ad Alcamo. Una discesa di circa otto chilometri, all’inizio su asfalto e poi su sentieri e trazzere, conduce a fondovalle. Da qui si rimane ammaliati dalla maestosità del bosco di Angimbé, una delle poche sugherete naturali siciliane. Continuando, poco dopo. si incontra il Baglio Mezzatesta, tipica casa rurale trapanese.

Camminando tra arbusti e i fiori della Brassica nigra, detta senape nera, potrete ubriacarvi degli odori della terra siciliana. Per quanto non esista più una distinzione netta tra le stagione, è chiaro che decidere di percorrerlo in primavera riserva al fortunato viandante uno spettacolo davvero speciale.

Approssimativamente poco dopo il quinto chilometro, in corrispondenza di una casa rurale con armenti, è possibile imboccare una deviazione (lunga in tutto altri cinque chilometri) fino a un antico baglio dei Florio. Dopo altri cinque chilometri (punto in cui si attraversa un sottopassaggio al di sotto dell’autostrada) si giunge a un piccolo corso d’acqua (a seconda della stagione può essere più o meno ricco d’acqua), ma lo si può attraversare attingendo un po’ al proprio spirito d’avventura.

L’ultimo tratto del cammino in salita (circa 230 metri di dislivello) vi conduce alla Chiesa di Santa Maria del Gesù. In cima al sentiero si può godere della vista del Golfo di Castellammare, del Monte Inici e dei monti della Riserva dello Zingaro.

Che aspettate? Una passeggiata nel cuore del territorio siculo potrà farvi riscoprire il vostro più intimo rapporto con l’anima della natura.

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