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A Sferracavallo un sub ha trovato uova di squalo: l'esemplare è il piccolo "Boccanera"

Tecnicamente si chiamano "borsellini della sirena": le uova sono state trovate vicino il porticciolo della borgata marinara di Palermo accanto alcune carcasse di squali adulti

Andrea Di Piazza
Geologo e ricercatore
  • 15 ottobre 2018

Capsula rigida, fusiforme o più o meno rettangolare, alcuni angoli presentano delle strutture acuminate che servono per ancorarle alle alghe o ai coralli: stiamo parlando dei cosiddetti "borsellini della sirena" ovvero delle uova di squali ovipari come il gattuccio o di altre specie, che spesso si rinvengono nei fondali o arenati sulle spiagge delle nostre coste.

Proprio pochi giorni fa alcune di queste uova sono state trovate nei pressi del porticciolo di Sferracavallo dall’istruttore subacqueo palermitano Antonio Petrotta che a Balarm racconta il ritrovamento.

«Stavo facendo snorkeling nelle acque di Sferracavallo - spiega Petrotta - quando all’improvviso mi sono imbattuto nelle carcasse di alcuni piccoli squali distese sul fondo. Accanto a queste ho ritrovato alcune uova con dentro gli embrioni con la tipica forma a confetto».

Secondo il racconto dell’istruttore, gli squali potrebbero essere stati pescati e poi rigettati in mare, anche se non è chiaro il motivo per cui siano stati ritrovati con il ventre squarciato.

«Non ci ho pensato un attimo – continua l’istruttore – Ho radunato tutte le uova che ho potuto trovare sott’acqua e le ho portate il più lontano possibile, in una zona piuttosto profonda, sperando che si possano schiudere. Adesso però temo le possibili mareggiate dei prossimi giorni».

Intanto tra studiosi ed appassionati è partito il tam-tam per riconoscere la specie di appartenenza, un dibatto, intavolato sul gruppo facebook Oddfish, in cui è intervenuto Alessandro De Maddalena, uno dei massimi esperti al mondo in tema di squali, che ha fugato ogni dubbio.

«Si tratta di uova di gattuccio boccanera, o più semplicemente boccanera – spiega De Maddalena, docente all’Università Bicocca di Milano, ricercatore e autore del libro "Squali del Mar Mediterraneo" – È uno squalo bentonico, ovvero vive principalmente in acque profonde, ed è diffuso in tutto il Mediterraneo».

«Raggiunge una lunghezza massima di 90 cm ed è riconoscibile per via della parte dorsale grigio-marrone chiaro con un disegno a macchie regolari leggermente più scure, mentre il ventre è bianco - continua - Ma la vera caratteristica, che gli è valso anche il nome, è la colorazione nerastra della bocca».

«Si tratta ovviamente di uno squalo non pericoloso per l’uomo e si riproduce probabilmente un po’ ovunque nei nostri mari».

Il boccanera ha un comportamento torpido e lento, è uno squaletto solitario ma può trovarsi anche in grandi gruppi.

Non vi è una conoscenza approfondita su questa specie, viste anche le sue abitudini bentoniche, tuttavia sovente viene pescato con le reti a strascico e con i palamiti, e le carni non trovano commercio poiché non apprezzate in cucina.

La presenza di questi animali nei nostri mari, ed in particolare nella zona dell’Area Marina Protetta di Isola delle Femmine – Capo Gallo, è un indicatore positivo della salute dell’habitat marino, la cui tutela deve continuare ad essere oggetto imprescindibile di interesse e di attenzione per tutte le amministrazioni e gli enti governativi di oggi e di domani.

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