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Abiti decorati con cozze, gusci di lumache e conchiglie: chi è Gilda, artista di Caltagirone

Oggi 79enne, da giovane ha iniziato a fare la sarta. Ben presto, però, la sua abilità nel cucire si è affinata al punto da trasformarsi in una vera e propria arte

Livio Grasso
Archeologo
  • 11 settembre 2022

Gilda Domenica (foto da Facebook)

Gilda Domenica una donna solitaria dalle mille abilità creative Alcuni sicuramente ne avranno sentito parlare ma, per chi non lo sapesse, a Caltagirone vive una donna dalle doti uniche e speciali.

Farne menzione, pertanto, è più che doveroso. Si tratta di Gilda Domenica, artista di 79 anni che di talento ne ha veramente tanto. Sappiamo che la sua casa si trova nei pressi della monumentale scalinata di Santa Maria del Monte.

Siamo pure a conoscenza che in giovane età ha appreso il mestiere di sarta, divenendo in poco tempo un’esperta del settore. Ben presto, però, tale perizia si è affinata al punto tale da trasformarsi in una vera e propria arte.

A dimostrarlo la gran quantità di abiti decorati che si scorgono in ogni angolo della sua abitazione. Dunque, Gilda ha fatto dell’ago lo strumento prediletto per la massima espressione del proprio estro artistico.

Altro aspetto interessante che la riguarda è la spiccata volontà di fotografare tutti i capi d’abbigliamento da lei stessa ideati. Ad esaudire questo desiderio è un fotografo professionista del paese che, a quanto pare, monta un set apposta per lei.
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Per Gilda, infatti, non esiste momento più emozionante del vedersi agghindata con i propri vestiti , frutto della sua ammirevole laboriosità. Non a caso, considera la fotografia l’unico e valido strumento per "eternare" la propria performance.

È una personalità così geniale da riuscire a foggiare qualunque tessuto gli capiti per le mani con dei semplici sacchi di patate, bicchieri, piatti, posate e bottiglie di plastica. A volte fa anche uso di perline, gusci di lumache e cozze, bottoni, pacchetti di sigarette, palle, conchiglie, tende e persino tappi di bottiglia.

Per di più, incuriosisce notare come ad ogni veste Gilda accosti degli accessori perfettamente abbinati: in particolare cappelli, orecchini, bracciali, scarpe, guanti, collane e ombrelli. I colori sono luminosi e variegati; rosa, verde, giallo, bianco e azzurro sono le colorazioni che predilige maggiormente.

Sembra quasi che l’intento primario sia quello di generare un effetto vivace, allegro e fortemente espressivo. Sortisce grande curiosità osservare come la stilista non riproponga mai ciò che ha già sperimentato ma, al contrario, utilizzi solo una volta ogni “vestitino” che realizza.

Difatti, dopo averlo fotografato, lo conserva con estrema cura oppure, come spesso è solita fare, lo abbellisce impreziosendolo con ulteriori ornamenti. Il suo, dunque, è un modus operandi che mira a modellare e rimodellare senza un piano prestabilito. È come se il risultato dell’opera rimanesse in sospeso fino all’ultima rifinitura.

In poche parole, ogni creazione è incredibilmente spontanea. Colpisce anche la sua magica abilità nel riciclare, riutilizzare e trasformare qualunque sorta di materiale.

L’obiettivo principale, per l’appunto, è proprio quello di progettare qualcosa di nuovo e dall’aspetto completamente rigenerato. Tutti i suoi capolavori, inoltre, sono presenti nella collezione del MACC di Caltagirone insieme ad un’accurata documentazione fotografica.

Essi sono il frutto di una minuziosa e scrupolosa lavorazione che la impegnano notte e giorno. Essendo vedova e, al contempo, madre di figli che vivono lontani dal paese d’origine trascorre intere nottate con l’ago in mano, forse un tentativo di colmare il vuoto della solitudine.

Quanto,invece, ai rapporti con il mondo esterno Gilda preferisce rifugiarsi nella sua piccola dimora e non stringere legami con nessuno, facendo dell’arte la sola e unica ragione di vita.
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