GRANDI OPERE

HomeMagazineTerritorio

Acquario o porto high tech: una grande opera a Palermo per la Costa Sud. Ma cos'è?

Un mega progetto da 5 miliardi con annessi rendering che stanno facendo brillare gli occhi ai palermitani. Speriamo però che non fugga dalla città per raggiungere l’acquario

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 20 luglio 2018

Insomma, questa Costa Sud come la vogliamo? Con l’acquario più grande d’Europa, con il porto più grande d’Europa, come?

Al ventaglio delle possibili soluzioni da adottare sull'ultimo lembo di costa rimasta vergine, si è aggiunto proprio in questi giorni il mega progetto da 5 miliardi presentato da Eurispes (ente privato che effettua studi economici e politici), con annessi rendering che stanno facendo brillare gli occhi ai palermitani.

L’idea progettuale è riassumibile in una grande piattaforma in mare collegata alla terraferma nei pressi della Bandita, che accoglierebbe infrastrutture portuali e turistiche e contribuirebbe alla definitiva rivalutazione della costa con altrettanti interventi ambientali.

Questa particolare soluzione genererebbe una baia capace di ospitare eventi acquatici, barche, e offrire spiagge, impianti sportivi, parchi urbani,strutture ricreative, come nelle migliori location americane viste in tv. E poi strada panoramica lungo la dorsale costiera, piste ciclabili (ne abbiamo parlato qui) e ponti pedonali.

Il vero investimento, secondo gli autori del progetto, sarebbe dal punto di vista occupazionale perchè questa piattaforma amplierebbe di gran lunga le capacità commerciali del porto di Palermo, che godrebbe di una enorme succursale capace di movimentare sino a 16 milioni di container l’anno.

Per pesare i numeri, Valencia ne movimenta intorno i 5 ed è uno dei porti più performanti d’Europa. Se vi state ponendo la domanda fatidica, quelli di Eurispes hanno già pensato a rispondervi: gran parte dei fondi occorrenti sarebbero messi a disposizione da gruppi privati internazionali "pronti" a investire nell’isola. Il resto andrebbe ricercato nelle finanze pubbliche.

Arrivati a questo punto della lettura c’è da soffermarsi e pensare a quante chance ci siano di veder realizzato un progetto del genere senza voler assolutamente sminuire l’importanza e la qualità della progettazione suggerita. Si dice: scripta resta verba volant. Il progetto acquario era un “bel progetto” che tale è rimasto.

Diversi anni fa si diffusero sul web altri rendering: quelli del polo Notarbartolo con tanto di grattacielo al di sopra dell’attuale stazione ferroviaria e altre infrastrutture di collegamento con l’attuale porto. Anche questi prevedevano finanziamenti privati in project financing, investimenti internazionali e nuove “rinascite” per la nostra città.

Di queste opere nessuna ha visto la luce chissà per quali e quanti motivi, legati probabilmente al fatto che costituivano il primo passo di un percorso mai avviato, quello della concertazione con tutti gli enti coinvolti (ministeri, regione, uffici comunali, enti portuali) e del reperimento dei fondi necessari alla realizzazione delle opere.

“Senza soldi non si canta messa” e la prima rassicurazione che servirebbe alla credibilità di questo progetto è l’accertamento della reale disponibilità dei fondi internazionali annunciati dai dirigenti di Eurispes, oltre che della volontà amministrativa locale. Altrimenti tutto ciò sarà ancora un altro spot virtuale per la città e una bella pubblicità per lo studio proponente.

Prima di discutere la posizione della banchina o la lunghezza della pista ciclabile serve altro. Palermo non ha più bisogno di rendering, ma di rassicurazioni sulla fattibilità delle proposte e in questo il Comune è l’unico garante per i cittadini.

Le grandi presentazioni alla presenza dei politici di turno hanno perso di significato proprio perchè la stessa classe politica ormai vive di spot e pubblicità. È diventato difficile distinguere i proclami dalla realtà in certi casi. La nostra città ha bisogno di progettazione urbana, sia chiaro.

Così come necessita di concretezza che un semplice rendering non può garantire. È bello sognare, ma lo abbiamo fatto per abbastanza tempo. Quindi ci diamo appuntamento a quando questo progetto sarà qualcosa di più.

Saremo ben lieti di commentarlo ed elogiarlo. Sperando che non fugga in punta di piedi dalla città per raggiungere l’acquario.

ALTRE GALLERY