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Addio al cantautore Gino Paoli: la storia del capolavoro "Sapore di sale" nato in Sicilia

Con la sua musica ci ha fatto sognare e uno dei suoi brani più famoso nasce proprio nella nostra amata Isola: a 91 anni si è spento il celebre cantautore

Balarm
La redazione
  • 24 marzo 2026

Gino Paoli

Con la sua musica ci ha fatto sognare e uno dei suoi brani più famoso nasce proprio nella nostra amata Sicilia: a 91 anni si è spento Gino Paoli.

Nato a Monfalcone nel 1934, cresciuto a Genova, prima della musica ha fatto un po’ di tutto: il facchino, il grafico pubblicitario, il pittore. Pian piano qualcosa cambia: con "La gatta comincia a girare", prende forza con il passaparola e con l’interesse di Mogol. È lui a portare "Il cielo in una stanza a Mina": da lì per Paoli cambia tutto.

Indimenticabili "Senza fine" e "Anche se" insieme a Ornella Vanoni, un legame che perdura tutta la vita, fino agli ultimi giorni della "voce libera" che quest'anno ci ha lasciati. Il 1963 è l’anno del successo per lui tra "Sapore di sale" e "Che cosa c’è", e insieme la caduta. L’11 luglio si spara al cuore, ma salva perché il proiettile non colpisce organi vitali e resta nel torace, dove rimarrà per tutta la vita.

Nel 1964 Sanremo, una presenza che si ripeterà sette volte. Negli anni Ottanta torna davvero al centro con "Una lunga storia d’amore", che rilancia la sua popolarità e lo riporta in tour con Ornella Vanoni. Nel 1991 arriva "Matto come un gatto", con "Quattro amici" che vince il Festivalbar.

Ma, come vi avevamo già raccontato in un precedente articolo, la Sicilia ispirò Gino Paoli a tal punto da scrivere "Sapore di sale", capolavoro intramontabile. È proprio San Gregorio, un piccolo borgo marinaro a due passi dall’incredibile spiaggia di Capo D’Orlando (Messina), e il suo mare, che a tratti ha colori caraibici, dai suoi massi frangiflutti, a ispirarlo.

Questo brano, magico, morbido, lento, sognante, di uno dei poeti della canzone italiana, diventato emblema e cult di un’epoca, fu scritta pensando a San Gregorio, a questa spiaggia di piccole pietre smussate e rotonde, a questo mare cristallino. È lo stesso Gino Paoli che racconta la storia di come nacque la canzone. Si esibiva con il suo gruppo in un locale di proprietà dei Baroni Milio e su loro invito rimase per quasi un mese in una specie di "confino dorato".

Ricorda che nel 1963 San Gregorio era poco più che qualche casa di pescatori: «Era in pratica solo un’unica lunga meravigliosa spiaggia. Un luogo splendido, magico». Rivela che il pezzo non fu scritto per una donna, a lungo si pensò a Stefania Sandrelli, ma per questo luogo.

Secondo una celebre intervista rilasciata a Repubblica, al cantautore è stato chiesto cosa pensasse del mare che aveva divorato la spiaggia. La risposta fu «è la storia della spiaggia di San Gregorio, conferma che il mare è come la vita, ha le sue regole, prende e toglie cose belle e brutte a suo piacere. È il suo fascino, è lo stesso fascino della vita».

Fu proprio quella dimensione di pace e semplicità tipica della Sicilia a dare vita a una delle canzoni più iconiche della musica italiana. Con la sua voce unica e le sue parole senza tempo, Gino Paoli lascia un’eredità che continuerà a vivere nei cuori di chi ama la musica italiana: un artista che, con semplicità e profondità, ha saputo raccontare l’anima di un’intera generazione.
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