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Adesso è Palermo che "salva" la Santuzza (e l'Oreto): 6 milioni per le riqualificazioni

Tanti gli interventi previsti per il fiume Oreto e per il Gorgo di Santa Rosalia, vediamo nel dettaglio quali sono ed entro quando i lavori dovrebbero essere terminati

Balarm
La redazione
  • 4 marzo 2021

Il fiume Oreto (foto del FAI)

Erano stati annunciati già tre anni fa, poi, tra burocrazia e pandemia le cose hanno subito un rallentamento. Adesso la macchina si è rimessa in movimento; la Regione, nell'ambito della programmazione degli stanziamenti del Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale, ha approvato due progetti presentati dal Comune di Palermo per la tutela della biodiversità e la valorizzazione del paesaggio rurale.

Si tratta del progetto relativo alla Valle dell'Oreto, finanziato con un importo di 5.612.118,43 euro, e quello del Gorgo di Santa Rosalia, finanziato con 413.961,65 euro. Salvo proroghe legate al Covid 19, dovranno concludersi entro la fine del 2023.

Il progetto per l’Oreto.
Riguarda il tratto della vallata del Fiume Oreto, dal ponte della Guadagna al ponte sulla Circonvallazione. Gli obiettivi prioritari sono:

- rinaturalizzazione e ricomposizione di habitat in aree degradate con specifica attenzione al recupero e alla valorizzazione degli elementi connotativi di carattere vegetativo, geomorfologico, alla rete idrografica d'acqua ed al sistema dei percorsi;
- rimozione di detrattori ambientali e ricostituzione di habitat (recupero e valorizzazione delle aree vegetate adiacenti il corso d'acqua, riqualificazione delle aree degradate, compresa l'eliminazione delle discariche abusive; eradicazione di specie infestanti alloctone);
- adeguamento e mitigazione degli impatti da infrastrutture o da attività antropiche;
- realizzazione di un centro di educazione ambientale e punti di accoglienza, con l'avvio di campagne di sensibilizzazione presso le scuole di ogni ordine e grado.



Il progetto di rinaturalizzazione del Gorgo di Santa Rosalia.
Riguarda l'area umida che si trova nei pressi del santuario dedicato alla Patrona di Palermo, Santa Rosalia, ed è finalizzato alla rinaturalizzazione del gorgo attraverso opere di tutela delle specie che abitano nello specchio d’acqua.

Tra queste, due tipi di anfibi unici degli ambienti acquatici siciliani: il Rospo smeraldino e il Discoglosso dipinto. Il progetto prevede, inoltre, la creazione di un corridoio ecologico e degli attraversamenti protetti sulle strade carrabili per la fauna minore (sottopassi per i rospi, mammiferi e rettili).

«Sia il progetto per il fiume Oreto sia quello per il Gorgo di Santa Rosalia - afferma il sindaco Leoluca Orlando - sono inseriti in interventi più ampi ai quali l'Amministrazione comunale sta lavorando da tempo. Nel caso di Monte Pellegrino stiamo, infatti lavorando, anche con la Regione e l'ente gestore della riserva naturale, perché si possa realizzare un piano complessivo di recupero, volto alla rinaturalizzazione e al recupero delle aree distrutte dagli incendi, anche con i fondi del Recovery Plan.

Per l'Oreto, l'Amministrazione ha aderito e sostenuto da tempo il lavoro di rete tra istituzioni e società civile che coinvolge i comuni del bacino fluviale insieme a tante associazioni, l'università e comitati civici per una gestione complessiva del fiume che ne tuteli il grandissimo valore ambientale».

La valle dell'Oreto, è importante ricordarlo, è stato eletto il luogo del cuore dei palermitani, ottenendo il secondo posto alla competizione lanciata dal Fai nel 2018.

Tra i primi a iniziare una forte sensibilizzazione sul tema è stato Igor D'India, raftmaker giramondo che ha preso a cuore anche il fiume di Palermo iniziando lui stesso a smuovere le coscienze con i suoi documentari di denuncia di cui, abbiamo parlato qui e anche qui.
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