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Alla ricerca della tomba perduta: Archimede di Siracusa e il mistero della sua sepoltura

La morte del celebre inventore è avvolta nel mito, resta un mistero la vera causa che pose fine alla sua vita e ancora si cerca il luogo in cui sia la vera tomba del matematico

  • 10 febbraio 2022

Statua di Archimede a Siracusa

Archimede è stato il più grande matematico della civiltà greca, primo ingegnere della storia e uomo di intelligenza straordinaria, vissuto nella città di Siracusa nel III secolo a.C. la sua opera è stata definita gigantesca dagli studiosi. Fu ingegnere nel senso più ampio del termine, perché non solo orientò le sue conoscenze matematiche alla pratica e alle costruzioni idrauliche e belliche, ma fu anche costruttore di teorie matematiche e geometriche.

La sua biografia scarseggia di testimonianze attendibili e ciò che sappiamo di lui spesso deriva da racconti fantasiosi. È però certo che mise il suo ingegno al servizio della sua città durante l’assedio dei Romani, che poi culminò con la caduta e il saccheggio nell’anno 212 a.C, anno della sua morte.

Persino la morte del celebre inventore è avvolta nel mito, perché resta un mistero la vera causa che pose fine alla sua vita. Si dice che fu ucciso da un soldato romano che, non avendolo riconosciuto, non avrebbe eseguito l’ordine di catturarlo vivo. La leggenda sulla morte di Archimede riporta le ultime parole dell’inventore: “Non, obsecro, istum disturbare” (“Non rovinare, ti prego, questo disegno”).
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Plutarco racconta tre diverse versioni della morte. Nella prima afferma che un soldato romano avrebbe intimato ad Archimede di seguirlo da Marcello, il vittorioso generale romano; al suo rifiuto il soldato lo avrebbe ucciso. Nella seconda un soldato romano si sarebbe presentato per uccidere Archimede e quest’ultimo lo avrebbe pregato invano di lasciargli terminare il lavoro nel quale era impegnato. Nella terza, dei soldati avrebbero incontrato Archimede mentre portava a Marcello alcuni strumenti scientifici, meridiane, sfere e squadre, in una cassetta; pensando che la cassetta contenesse oro, i soldati lo avrebbero ucciso per impadronirsene.

Secondo Tito Livio e Plutarco, Marcello sarebbe stato profondamente addolorato per la morte di Archimede, poiché avrebbe conosciuto e apprezzato l’immenso valore del suo genio e forse avrebbe voluto averlo al servizio della Repubblica. Questi autori raccontano che fece dare onorevole sepoltura allo scienziato.

Fu Cicerone a raccontare di aver scoperto la tomba del matematico. La descrizione della visita di Cicerone alla tomba di Archimede può essere rinvenuta nell’opera le “Tuscolane” dell’oratore romano. Cicerone stesso, spiega che si trovava in Sicilia a servire come questore: “Quand’ero questore scoprii la sua tomba, sconosciuta ai Siracusani, cinta con una siepe da ogni lato e vestita da rovi e spineti, sebbene negassero completamente che esistesse. Tenevo infatti, alcuni piccoli senari, che avevo sentito essere scritti nel suo sepolcro, i quali dichiaravano che alla sommità del sepolcro era posta una sfera con un cilindro”.

Durante il suo mandato in Sicilia, decise di visitare la tomba di Archimede. Cicerone riuscì a trovarla nei pressi della porta detta di Agrigento. A quanto pare, Cicerone individuò la tomba sulla base di alcuni versi incisi su un monumento. Le iscrizioni riferivano che sulla tomba vi era un cilindro di pietra ed una sfera. Particolari che permisero a Cicerone di individuare il sepolcro. Cicerone ricorda che l’interesse per la tomba di Archimede era nata da una digressione storica su un libro che stava scrivendo. In particolare, l’autore voleva soffermarsi sulla vita di grandi personaggi e sulle grandi ricchezze del mondo ellenico.

Comunemente, si pensa che la tomba di Archimede si trovi in prossimità della Necropoli Grotticelle, in quanto lì vi è un tomba maestosa, la quale doveva necessariamente appartenere a un personaggio illustre. Tuttavia tale congettura non è esatta, in quanto, gli studi archeologici hanno attestato che questa tomba risalisse a un’epoca successiva a quella in cui visse Archimede e in più, che questa cavità non mostra al suo interno alcuna figura geometrica incisa ( come aveva testimoniato nei suoi scritti Cicerone) e sembra essere ben distante dalle porte agrigentine. Il mistero sulla vera Tomba di Archimede non dovrebbe comunque discostarsi troppo dalle credenze popolari, perché numerosi documenti storici rimandano proprio a questa zona della Neapolis.

Si racconta che la tomba individuata da Cicerone fu ritrovata negli anni ’60 nella zona attuale di Corso Gelone, ad angolo del Viale Paolo Orsi e subito ricoperta per evitare che si fermassero i lavori di costruzione di un palazzo limitrofo. Ma pare che l'ipotesi sia da scartare, in quanto la necropoli di Viale Paolo Orsi e zona Piazza Adda è divenuta certamente tale in epoca più recente. Al tempo della morte di Archimede doveva essere ancora zona paludosa e acquitrino, bonificata solo dopo la conquista romana.

Alcuni studiosi ritengono che, considerando che Cicerone e i suoi accompagnatori quando cercarono la tomba, erano a piedi e supponendo che fossero partiti dalla zona del Foro siracusano, superando di poco la porta chiamata Agrigentina, dove è certa l'esistenza di una necropoli ancora non interamente studiata, sia quindi più probabile che la tomba sia da ricercare tra la zona di viale Ermocrate e via senatore Rubino.

Lo studioso, Has Peter Droghemuller colloca la porta Agrigentina nell'attuale piazzale della stazione ferroviaria di Siracusa e i ritrovamenti archeologici del muro Ovest con la porta chiamata Agrigentina confermerebbero tale ipotesi. Quindi, si attendono ulteriori ricerche, che possano portare definitivamente al ritrovamento della vera tomba di Archimede.
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