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Altro che alta velocità, in Sicilia in ritardo pure il Frecciabianca: il report dei pendolari

Il Comitato pendolari siciliani monitora la situazione nell'Isola dopo i disservizi e i disagi segnalati. E il Frecciabianca in otto giorni accumula oltre 400 minuti di ritardo

Balarm
La redazione
  • 6 dicembre 2021

Un treno ad alta velocità Frecciabianca

Non è un segreto che per chi vive la condizione di pendolare, soprattutto per andare a scuola o per recarsi in ufficio, dover prendere il treno rappresenta «l’unico mezzo di trasporto, in Sicilia, che può assicurare dei collegamenti pseudo-veloci in quasi tutto il territorio siciliano visto lo status di strade ed autostrade».

Lo dicono dicono dal Comitato pendolari siciliani, che registra «continui disservizi, ritardi, cancellazioni» con conseguenti perdite di coincidenze con altri mezzi pubblici, che «causano perdite di ore di lavoro da recuperare e di studio», si legge nel report presentato sabato .

E sottolinea come le soluzioni messe in campo finora ancora stentino a partire.

Questa la fotografia del trasporto ferroviario in Sicilia dopo il monitoraggio su quattrocento treni in due giorni (30 novembre e 1 dicembre), anche sulla base delle segnalazioni ricevute. I disagi e i disservizi registrati dal comitato riguardano anche la gestione dei bus sostitutivi.



Non fa eccezione nemmeno il Frecciabianca, inaugurato in modo trionfale solo da poco tempo ma già al centro di polemiche. Sul «Frecciabianca - scrive il comitato dei pendolari - negli otto giorni di monitoraggio ha accumulato ritardi per 441 minuti tra Palermo-Catania e Messina».

In generale, riguardo al trasporto su rotaie in Sicilia, i motivi dei disservizi individuati nel report sono diversi. Si va dalle condizioni meteo a guasti al materiale rotabile. Le interruzioni alla circolazione ferroviaria per problemi tecnici all’infrastruttura o per fatti esterni o ambientali «si possono anche accettare – continua il report - ma ultimamente sono diventate davvero troppo frequenti, come nei mesi di ottobre e novembre».

«Qualsivoglia sia la natura dell’interruzione alla normale circolazione ferroviaria – conclude il Comitato - comunque rappresenta una situazione fortemente penalizzante per l’utenza in generale e in special modo per i pendolari».

Il Comitato dei pendolari siciliani quindi continua a mettere nero su bianco proposte e suggerimenti chiedendo di essere ascoltato dalla Regione.
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