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Angeli a quattro zampe: tre palermitane unite nella loro missione della Pet Therapy

Giuliana, Virginia ed Elvira sono tre giovani ragazze palermitane che hanno scelto di dedicare parte della loro professione al mondo della Riabilitazione equestre

  • 13 dicembre 2019

Giuliana Naccari, Virginia Miccichè ed Elvira Leonardi

Metti insieme una psicoterapeuta e due tecnici della pet therapy e della riabilitazione equestre e il risultato è un nuovo canale di riabilitazione attraverso l’impiego di animali a fini terapeutici e di assistenza.

Cavalli e cani utilizzati come strumento di ausilio per la riabilitazione di tutte le persone con difficoltà motorie, psicomotorie, sensoriali, emotive, relazionali e sociali: interventi che ancora una volta sottolineano l’importante ruolo che un animale può avere nella vita affettiva di una persona nonché la loro valenza terapeutica.

Giuliana Naccari, 37 anni e psicoterapeuta dell’infanzia e dell’età evolutiva, Virginia Miccichè, 32 ed Elvira Leonardi, 37, sono tre giovani ragazze palermitane che, dopo un’adeguata formazione, hanno scelto di dedicare parte della loro professione alla riabilitazione equestre: il loro progetto “Amici speciali a quattro zampe” prende avvio dalla volontà di individuare nuove modalità operative nel settore della riabilitazione che possano essere vissute dai disabili e dalle loro famiglie come un concreto aiuto nella risoluzione di varie difficoltà quotidiane in maniera estremamente positiva e partecipativa.



«Recenti studi scientifici indicano chiaramente come l’interazione con un animale, le sollecitazioni cinestetiche e le informazioni sensitivo-sensoriali provocate, favoriscano i rapporti interpersonali e stimolino la motivazione, la concentrazione e l’apprendimento grazie ad una forma di comunicazione non convenzionale», dicono le ragazze.

La riabilitazione equestre e la Pet Therapy sono trattamenti riabilitativi di tipo globale che impiegano il cavallo o il cane come strumento terapeutico, permettendo a bambini ed adulti, affetti da disabilità psichiche o motorie, di avere accesso ad un percorso terapeutico/riabilitativo che diventerà anche una significativa esperienza formativa e di integrazione sociale.

«Con i soggetti disabili gli animali trovano infatti un canale comunicativo preferenziale, una sorta di accesso facilitato riuscendo, talvolta, a sbloccare condizioni patologiche e difficoltà relazionali cronicizzate negli anni».

Una forma di comunicazione che si basa sull’empatia, sul contatto e sulla fiducia nell’altro che, in questo caso, è un meraviglioso esemplare di cavallo o un dolcissimo cane: s’impara a gestire le situazioni più difficili, ad auto-responsabilizzarsi e a saper dosare i propri istinti, tutto grazie alla relazione mediata con l’animale che è sempre diretto e controllato da un’equipe di professionisti e veterinari.

Insomma una tecnica riabilitativa che può rappresentare un valido aiuto per bambini, adulti e anziani e che presenta l’aggiunta di un “elemento” in più, non meccanico o robotico ma vivente e dotato di una propria sensibilità e individualità.

«La cosa bella degli interventi con gli animali è che loro non conoscono la diversità e non ammettono nessune limite per instaurare una relazione di fiducia e autostima. Tra il cavallo o il cane e il disabile s’instaura infatti un profondo rapporto in grado di migliorare le capacità emotive-relazionali e comportamentali in genere perché il legame che si instaura è in grado di ridurre l’ansia del paziente tramite una maggiore stabilità emotiva e di migliorare così la qualità dell’apprendimento e la capacità di controllare gli impulsi».

«La prospettiva su cui si basano i nostri interventi è quella di superare la concezione semplicistica secondo cui gli animali fanno bene all’uomo e trasformarla in proposte operative concrete in grado di ottimizzare questo tipo di relazione e di definire quanto e perché il contatto mediato con l’animale faccia bene».
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