PATRIMONIO

HomeMagazineCultura

Ballavamo in un vero capolavoro liberty: a Palermo, la storia della villa del "Birimbao"

In via dei Leoni c'è un piccolo tesoro edificato nei primi anni del Novecento: andiamo alla scoperta delle stanze pregiate di villino Raimone Cusimano (che è abbandonato)

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 26 febbraio 2019

L'esterno di Villino Raimone Cusimano a Palermo

Mentre i suoi decori liberty brillano al sole di un pomeriggio domenicale sembra un vecchio leone in agonia che, nonostante tutto, vuole ancora ruggire.

È il Villino Raimone Cusimano che si trova al civico 85 di via dei Leoni ad angolo con via Croce Rossa.

Ormai definitivamente abbandonato e messo all'asta, rivela comunque la sua identità sul cancello di ferro battuto nel quale spicca sull'anta di sinistra lo stemma della famiglia Cusimano. Si può notarlo inquartato nella croce di Sant'Andrea, così come viene descritto nell'araldica degli stemmi gentilizi, anche se i colori sono ormai spariti.

"Il capo e la punta d’oro, alla caldaia manicata di nero, i fianchi d’azzurro, a cinque gigli d’oro, ordinati in croce". Mentre lo scudo nell'anta destra del cancello contiene le iniziali degli originari proprietari.

Il villino si eleva, a corpo unico, su tre piani in quella che fu la Piana dei Colli, area in cui sorsero fin dalla seconda metà del Diciottesimo secolo, tante residenze nobiliari di villeggiatura.

La sua edificazione risale probabilmente ai primissimi anni del Novecento come dimora della famiglia, già titolare di un avviato pastificio.

E che in quegli anni creò un'apprezzata industria conserviera, contemplante anche la realizzazione di sgombro e tonno sott'olio, nella vicina contrada di San Lorenzo. Per la sua costruzione, la famiglia aderì perfettamente alla scelta dello stile che imperversava in quegli anni, il liberty.

I fregi degli esterni si configurano alle tecniche di Ernesto Basile, mentre internamente le tre grandi decorazioni pittoriche sulle pareti della scala (che rappresentano ambientazioni lacustri con fenicotteri, gru ed aironi) sono opera di Rocco Lentini.

Gli altri quattro affreschi nei soffitti del primo piano sono invece riconducibili alla sua scuola. L'immobile rientra nella classificazione di "netto storico" per distinguere la sua ubicazione dal "centro storico" e, ai fini della vendita, non è frazionabile in quanto trattasi di un unico lotto.

Si compone del villino vero e proprio, eretto su tre piani, di tre corti di esclusiva pertinenza ampie oltre 300 mq (parzialmente destinate a giardino, in cui si trova pure una fontana) e di un padiglione ad unica elevazione annesso al villino con ulteriore accesso da via Croce Rossa.

La villa è piuttosto ampia, dotata di undici vani al pianterreno più i servizi e due cortili interni. Al primo piano sono presenti cinque vani, i servizi, due terrazze, un balcone e una mansarda.

Mentre al secondo piano si trovano due vani con disimpegno e il bagno. Il tutto sovrastato da due terrazze. Alcuni soffitti sono preziosamente affrescati, gli infissi in legno e i pavimenti sono realizzati con monocottura ed affascinanti marmette, quest'ultime piuttosto in voga in quel periodo.

Ascrivibili a Salvatore Martorella sono i lavori in ferro battuto della ringhiera della terrazza e di quella della scala interna recante dei motivi liberty.

Il villino è dotato di vano ascensore costruito negli anni settanta del ventesimo secolo. Possiede anche una tettoia sul cortile del pianterreno priva di autorizzazione; benché, per gli ampliamenti eseguiti nel tempo, esista una richiesta di sanatoria.

Gli ambienti interni risultano ben illuminati e ventilati. Tutto il complesso si presenta in cattivo stato di conservazione e lo sviluppo delle piante nel giardino offusca perfino una buona visuale del fabbricato, dalla parte del suo accesso principale.

Negli anni Settanta e Ottanta del 1900 il villino ospitò una casa di riposo. Ancora oggi, nei piloni del cancello di via dei Leoni al civico 85, si legge "Villa Gaia".

In seguito, a partire dalla prima metà degli anni Novanta, fu sede dell'allora rinomata discoteca "Birimbao". Poi l'incuria e il degrado.

Il villino Cusimano, sottoposto a vincolo relativo alla zona urbanistica in cui risiede, è entrato in successione all'erede nel 1981, con trascrizione nel 2012.

Stimato per un valore di 1.880.000,00 euro, divenne oggetto di pignoramento proprio nel 2012 e di successiva vendita all'asta con presso base di 1440.000,00 euro.

Ad oggi la situazione si presenta immutata, nessun subentro di nuovi proprietari ed il villino in totale stato di abbandono.

Chissà, come ciascuno di noi auspica, se qualcuno ascolterà questo grido di agonia del vecchio leone e gli consentirà di ritornare alle vecchie glorie.

articoli recenti