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Boschi e laghetti lungo la "via del vento": in Sicilia un itinerario da percorrere a piedi

Un percorso di trenta chilometri a piedi tra le province di Messina ed Enna tra boschi, laghetti e stagni popolati da tartarughe palustri: l'unico compagno di viaggio è il vento

Junio Tumbarello
Giornalista e guida Aigae
  • 22 febbraio 2020

Il cammino del vento da Mistretta a Nicosia (foto Junio Tumbarello)

Se decideste di intraprendere questa avventura, preparatevi a un percorso di emozioni. Le emozioni regalate dal vento che sarà vostro compagno di viaggio quando raggiungerete le cime, dai laghetti e dal verde dei boschi della riserva Sambughetti - Campanito, dal giallo della Quarzoarenite di Mistretta, dagli occhi felici degli armenti che si incontrano nel tragitto.

Laghi, boschi di faggi e querce, incontri ravvicinati con cavalli, mucche, muli, istrici, martore, picchi e poiane. Vi basta per percepire la magia di questi luoghi inesplorati? Se così non fosse saranno le case rupestri, i sapori antichi, le facciate degli splendidi palazzi baronali e le storie delle innumerevoli chiese, a farvi ripercorrere i passi di San Felice da Mistretta e Nicosia.

Questo percorso di poco più di trenta chilometri combacia infatti idealmente con l’ultimo tratto del Cammino di San Felice che collega Tusa, Pettineo, Mistretta e Nicosia.

Non confondete però San Felice da Nicosia, al secolo Giacomo Amoroso dell'Ordine dei frati Minori Cappuccini, con il San Felice dell’eremo - edificato da frate Guglielmo Gnoffi tra il 1290 e il 1310 - nel territorio di Ventimiglia di Sicilia: quello dell’eremo è solo un riferimento topografico che riguarda la vicina rocca San Felice.



Il percorso (di cui potete verificare e scaricare la traccia GPS qui) si muove dall’ex Convento dei Cappuccini di Mistretta (930 m), un borgo incantevole la cui fondazione - tra mito e storia - si fa risalire ai Ciclopi, ai Fenici e ai Sicani. Bastano pochi passi nel dedalo di splendide viuzze su cui si affacciano bei palazzi nobiliari, per salire (per 9 km) verso la via del vento. Soffi di natura che accarezzano le pale eoliche e che si incontrano, provenienti dagli opposti versanti dell’Isola, sul Colle del Contrasto (1.127 m).

Per tutta la vostra passeggiata rimarrete affascinati dagli sguardi curiosi delle vacche, dei cavalli, degli asini e delle pecore che affollano queste cime. In prossimità della riserva sono infatti consentite attività agricole e zootecniche e il sinergico rapporto tra ente gestore e allevatori, incluse le particolari essenze prative presenti, ha donato agli animali un’esistenza e un’espressione felice.

Come la vita, ogni cammino ha parti più belle e altre meno gradevoli, ma non disperate se – prima di farvi ammaliare dalle chiome dei faggi e dei sugheri della riserva - dovrete fare qualche passo sulla statale 117 perché la via non è per nulla trafficata e, oltretutto, il paesaggio vi riserverà grandi sorprese.

Camminando così in alto, i punti panoramici vi faranno scorgere l’incanto delle Eolie e la maestosità dell’Etna. Questo è il territorio di confine tra le province di Messina ed Enna, tra i Nebrodi e le Madonie. Un sentiero che con la sua natura, poesia e storia racconta i passi di San Felice, le cui reliquie sono custodite nel Convento dei Frati Minori a Nicosia (punto di arrivo del nostro percorso).

Per la prima metà della vostra escursione avrete sempre davanti i monti Sambughetti (1.559 m) e Campanito (1.512 m), sotto le cui pendici passerete, rimanendo colpiti dalla bellezza dei suoi laghetti: una delle più importanti aree umide dei Nebrodi che ospita una colonia della tartaruga palustre siciliana. In discesa, in lontananza avvisterete già le cittadine sospese di Castel di Lucio, Troina e Nicosia, città delle cento chiese e delle 24 baronie.

Una meraviglia architettonica da cui rimarrete stregati. Raggiungere (da Palermo) il punto di partenza è facile: poco più di un’ora e un quarto di auto sulla A19 direzione Messina. Si esce a Santo Stefano di Camastra e si continua seguendo le indicazioni per Mistretta sulla SS117 (e chiedere del convento dei Cappuccini).

Considerata la lunghezza del percorso si consiglia di dedicare un intero week-end a questa spettacolare escursione, alloggiare a Mistretta la sera prima di mettervi in cammino e dormire a Nicosia (così da scoprirne le bellezze e per assaggiare una superba birra artigianale del birrificio locale N.d.A.) al vostro arrivo.

Anche il Cammino del Vento è stato valorizzato grazie al progetto Cammini francescani di Sicilia che ha individuato in tutta la Sicilia alcuni percorsi (in tutto centoventi chilometri su cinque province) recuperando alla memoria dei passi alcuni tracciati storici, o semplicemente scegliendo gli itinerari più̀ significativi, tra le regie trazzere e gli antichi sentieri utilizzati nei tempi passati dai frati durante le loro predicazioni.

Accompagnati dal simbolo dei Cammini francescani (le 4 tau), che segna tutto il tracciato non potrete certo perdervi se non tra i meandri della vostra fantasia. Quello che vi abbiamo appena raccontato è un percorso unico e ancora inesplorato che vi condurrà nel vero cuore di Sicilia. Un viaggio nello spazio e nel tempo che non dimenticherete più.

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