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Bowling e "burger bar": quando la Sicilia ospitava i militari americani nella base Nato

Siamo a Comiso, vicino Ragusa, in cui si trova la base militare della Nato in Sicilia, una tra le più imponenti in Europa e che oggi è un grande villaggio disabitato

  • 12 agosto 2020

La base Nato in disuso in Sicilia

Ci sono alloggi, cucine e arredi ancora intatti, un campo da pallacanestro, una chiesa e perfino il bowling e un burger bar. Tutto rigorosamente a marchio Usa. A pochi passi dall’aeroporto di Comiso, in provincia di Ragusa, c’è una piccola cittadina fantasma che un tempo era la base della Nato in Sicilia, una tra le più imponenti in Europa, e che oggi è un campo disabitato.

Un viaggio dalla Sicilia all’America di solo andata, in un attimo, ma solo con la mente. Una base militare di fondamentale importanza nel pieno del conflitto mondiale della guerra fredda, che custodiva al suo interno oltre 100 missili Cruise a testata nucleare pronti ad essere sganciati ad un semplice sciocco di dita.

Strategica e ben posizionata, con l’obiettivo di permettere agli Stati Uniti di sconfiggere la potenza sovietica dell’Urss. Tanta gloria e tanto patriottismo ridotti, oggi, ad un ammasso di rifiuti e ruggine in ogni angolo. I missili non ci sono più e con loro nemmeno l’ombra di un militare americano che quella base l’ha abitata per anni.



Situata a circa 15 chilometri da Ragusa, nel comune di Comiso, la base è stata abbandonata dalle forze statunitensi alla fine degli anni ’90 fino a che nel 2013 la sua gestione è stata ceduta alla Regione e l’attuale adiacente aeroporto della città è stato riconvertito per uso civile, rimettendo così in funzione sia la pista che la nuova aerostazione.

Un filo spinato all’ingresso, con parecchi buchi che fanno da passaggio verso l’interno, e nessun presidio al varco. Ad aver visitato l’interno della base militare sono stati i fotografi siciliani Cristiano La Mantia e Giovanni Polizzi, co-fondatori del collettivo fotografico Liotrum Urbex Sicilia (di cui abbiamo già parlato qui) che così hanno descritto la loro esperienza.

«É stato impressionante vedere totalmente abbandonata questo simbolo della potenza americana e pensare che lì, a pochi passi dalle nostre case, hanno vissuto per anni migliaia di militari fa davvero un certo effetto - dice Cristiano.

Questo posto racchiude tutto il senso dell’urban exploration perché, in un unico grande villaggio, si trovano abitazioni vuote, chiese disastrate, teatri, piscine e campi sportivi in completo silenzio e vicoli totalmente fantasma».

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