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Brexit, Theresa May e D&G impressi sul muro: l'artista Tv Boy "decora" Milano

Lo street artist siciliano ha lasciato il suo colorato segno a Milano con tre i murales che raccontano l'attualità: “Killing Machine”, “I volta Gabbana” e “May we leave?”

Balarm
La redazione
  • 8 aprile 2019

È uno degli street artist più discusso nel panorama artistico nazionale: TvBoy colpisce a Milano con tre murales che toccano temi di interesse nazionale e internazionale: “Killing Machine”, “I volta Gabbana” e “May we leave?”.

Si avvicina irrimediabilmente il 12 aprile, termine ultimo per la tanto discussa Brexit, e in assenza di un accordo interno al Paese, il “no deal” diventa un’ipotesi sempre più concreta, che secondo gli oppositori dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, avrà pesanti conseguenze sul piano economico.

“May I leave?”, che nella sua didascalia cita i versi della celebre “Should I stay or should I go”, pone l’accento proprio sullo stato di grande confusione in cui versa il Parlamento e l’Inghilterra stessa, mentre ci si appresta ad archiviare, volenti o nolenti, l’esperienza europea. Il murale si trova in via Tortona.

A poche metri dalla leader del Partito Conservatore, ad angolo con via Voghera, troviamo la “Killing Machine”.

“La legge italiana stabilisce che la difesa è sempre legittima, e di conseguenza anche l'utilizzo delle armi. Ma avere più armi in circolazione porterà ad una sicurezza diffusa?” è il nuovo l’interrogativo che pone TvBoy in merito all’ipotesi, arrivata fino in Parlamento di rendere più facile l’acquisto delle armi.

Ma l’artista di origini siciliane, che oggi risiede a Barcellona, non perde il suo tono dissacrante, come dimostra l’opera “I volta Gabbana”.

Nella capitale della moda, il murale in via Ventimiglia, affisso riprende in chiave ironica il dietrofront compiuto da Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che si sono scusati con il popolo cinese dopo la pioggia di critiche per lo spot che doveva pubblicizzare un evento kolossal in Cina, ma che al contrario ha causato la cancellazione dei prodotti del brand dalle principali piattaforme di vendita online cinesi, per le pesanti accuse di razzismo e sessismo.

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