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C'erano una volta il mulino e il "caricatore": è tempo di restauri per l'ex Stabilimento Florio

Tornerà a risplendere il grande gioiello di archeologia industriale che svetta sul mare cristallino di Favignana, imponendosi agli occhi dei suoi abitanti e di ogni visitatore

Jana Cardinale
Giornalista
  • 20 gennaio 2022

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L’ex Stabilimento Florio di Favignana (foto di Vito Lombardo)

Tornerà a risplendere il grande gioiello di archeologia industriale che svetta sul mare cristallino di Favignana, imponendosi agli occhi dei suoi abitanti, di ogni turista, e di ogni visitatore appassionato della meravigliosa tradizione che questo luogo custodisce.

L’ex Stabilimento Florio, dove venivano conservate le attrezzature, le ancore e le barche della mattanza, una delle più fiorenti industrie di lavorazione conserviere del tonno, che rappresenta anche la storia della famiglia Florio e del suo intrecciarsi con la vita degli isolani, che lì trovarono riscatto sociale dalla povertà e fonte di sussistenza economica, sarà oggetto di un nuovo restauro volto a completare le opere di riadattamento funzionale per cui sono stati stanziati 4.995.000 di euro del Patto per il Sud; il provvedimento è stato notificato lo scorso mese di dicembre dal Dipartimento dei Beni culturali alla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Trapani che, attraverso, il RUP, Roberto Monticciolo, provvederà a dare avvio alle procedure amministrative per la realizzazione delle stesse opere.



Il restauro riguarda circa 15.000 metri quadrati tra superfici coperte e scoperte nella parte nord-ovest dell’ex impianto della lavorazione del tonno, diventato anche museo e luogo di accoglienza di importanti manifestazioni culturali oltre che sede, nel tempo, anche del Centro di primo soccorso, e poi Centro Recupero delle Tartarughe Marine dell'AMP Isole Egadi.

Un completamento delle operazioni di restauro tanto atteso, che è un’opera strategica non soltanto per l’isola di Favignana, ma per tutta la Sicilia, così come evidenziato dall’assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana Alberto Samonà al momento dello stanziamento dei fondi. Un’opera che permette il consolidamento, la messa in sicurezza e il potenziamento della fruizione, con la creazione di spazi esperienziali e laboratoriali e di recupero del patrimonio etno-antropologico del territorio.

Si tratta di lavori che saranno realizzati attraverso la Soprintendenza dei Beni Culturali di Trapani, e che rivestono particolare importanza perché consentono di mettere in sicurezza e recuperare funzionalmente un complesso monumentale dell’ex stabilimento industriale fra i più grandi e importanti della Sicilia e del meridione d’Italia.

I lavori avranno una durata di due anni, e prenderanno il via certamente entro l’anno. Se i tempi burocratici lo consentiranno, probabilmente anche entro l’estate. L’ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica, è stato realizzato dalla famiglia Florio su progetto dell’architetto Filippo La Porta, quale struttura all’avanguardia sia quanto a tecniche di produzione che inserirono l’isola nei più importanti circuiti di pesca e produzione europei, sia per quanto riguarda le condizioni di lavoro degli operai che poterono godere di un sistema di welfare tra i più evoluti del tempo. Impossibile dimenticare che al suo interno vi era un asilo nido per accogliere i bambini delle lavoratrici.

Il sindaco Francesco Forgione ha manifestato la sua soddisfazione per la notizia del recupero, non solo come spazio museale ma come centro propulsore di attività culturali di ricerca e formazione sui temi del mare e dell’identità mediterranea Per Forgione si tratta di un elemento molto importante per la riqualificazione dell’offerta turistico-culturale e il rilancio dell’isola, che da sempre punta alla destagionalizzazione e a riuscire a far vivere l’ex Stabilimento tutto l’anno.

La Tonnara, di proprietà della Regione Siciliana dal 1986, è stata destinata, per quanto riguarda gli spazi fino ad oggi restaurati, a museo. Il completamento delle opere, che saranno realizzate con risorse del FSC-Patto per il Sud, darà vita a una struttura polifunzionale con nuovi spazi museali e laboratori in cui svolgere attività scientifiche, artigianali, commerciali, turistico-ricreative e sociali, cercando di salvaguardare il potere evocativo della struttura confermandola punto di riferimento per tutta la comunità.

L’area su cui si andrà ad intervenire è rimasta fino ad oggi fuori da precedenti azioni di recupero, e si estende a ovest di una caletta che un tempo ospitava, nel lato meridionale, il “caricatore vecchio”, costituito da un piano inclinato che permetteva lo scarico dei tonni pescati e il successivo trasporto verso gli spazi interni deputati alle prime operazioni di lavorazione. Il lato meridionale dell’insenatura è oggi determinato da una lunga cancellata, intervallata da pilastri in cemento armato, conclusa ai lati da due portali in conci di calcarenite modanati con disegno classicheggiante. Le frequenti mareggiate hanno aggredito la muratura sottostante la cancellata causandone il parziale crollo, che richiede oggi un indispensabile intervento di riparazione e consolidamento.

Verranno sottoposti al restauro, inoltre, il “Magazzino delle Lattine”, il “Cortile degli Impianti”, il “padiglione della Fucina”, nell’area che ospita la “centrale elettrica California” e la relativa ciminiera, il “padiglione delle Officine” e verrà recuperata l’area dove trovavano alloggio gli animali, denominata “il vecchio pollaio”, nonché l’edificio destinato alle “Celle frigorifere”, caratterizzato da un disegno compositivo perfettamente simmetrico a quello del Malfaraggio (già restaurato) che si trova sul lato opposto della caletta.

Fra l’orto e i locali frigoriferi, nell’area di accesso alla Zona Nord, verrà restaurato “il Mulino” dove si effettuava la frantumazione delle ossa di tonno essiccate che venivano commercializzate come mangime. Il restauro riguarderà anche il “dormitorio/spogliatoio femminile” di 343 metri quadri, dove verranno realizzate Botteghe artigianali.

Spazi che, una volta recuperati, saranno destinati ad attività socio-culturali e didattico-divulgative. Lo spazio destinato alle ex celle frigorifere con una superficie coperta di 623 metri quadri sarà destinato a Ristorante Didattico e una superficie scoperta di circa 1710 metri quadri, individuata come ex-Camposanto, sarà destinata a luogo in cui svolgere rappresentazioni all’aperto.

L’ex Stabilimento, quindi, tornerà pienamente operativo, aprendo le sue porte alla comunità e al territorio intero, come fatto periodicamente con manifestazioni di carattere culturale, scientifico, convegnistico ed espositivo, diventando casa ambita di visitatori provenienti da ogni dove. Il cuore dell’isola che sta a cuore al Mediterraneo intero.
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