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Ci sono oltre 5 mila tombe scavate nella roccia ed è il regno dei pipistrelli: Pantalica e la sua grotta

Fa parte dei Beni del Patrimonio Unesco questa località naturalistico-archeologica, rimasta incontaminata e che si trova a circa 40 chilometri dalla città di Siracusa

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 9 ottobre 2021

Necropoli di Pantalica

La Sicilia è una regione tutta da scoprire: in ogni suo angolo vi sono bellezze uniche al mondo, alcune sono addirittura inserite nel novero dei Beni del Patrimonio Unesco.

Del Patrimonio Mondiale fa parte anche Pantalica, una località naturalistico-archeologica a circa 40 chilometri dalla città di Siracusa, tra Ferla e Sortino.

Il termine Pantalica deriva dal greco πάνταλίθος che significa luogo di pietre oppure dall’arabo buntarigah con il significato di luogo di grotte. Qui, infatti, vi sono oltre 5.000 tombe scavate nella roccia, risalenti al periodo tra il XIII e l'VII secolo a.C.

Il sito negli anni è rimasto intatto, incontaminato dal punto di vista naturalistico e paesaggistico e i suoi successivi ritrovamenti archeologici hanno fatto sì che il sito venisse riconosciuto patrimonio Unesco.

Tra canyon, piccoli laghi e piccoli fiumi, una vegetazione mediterranea rigogliosa la visita a Pantalica consente di perdersi totalmente nella natura incontaminata. Appena arrivati, sembrerà di sognare, infatti la sensazione sarà quella di sentirsi catapultati in un’era lontana. Entrare nelle grotte significa immedesimarsi in quei popoli che le hanno abitate e vi si sono anche raccolti in preghiera.



Per gli appassionati di arrampicata, ma non solo, è possibile visitare la Grotta dei Pipistrelli, la più grande cavità naturale di Pantalica. Un tempo la grotta era destinata alla produzione di salnitri, ovvero nitrato di potassio utilizzato come concime e fertilizzante, conservante delle carni e nella produzione della polvere da sparo.

Qui veniva raccolto anche il concime dei pipistrelli. Si può accedere alla grotta attraverso una scalinata che porta ad un cunicolo buio e di grandi dimensioni. Infatti, la prima stanza è larga 18 m, lunga 28 e alta 11, e dopo aver superato un corridoio lungo 12 m si arriva alla seconda stanza, altrettanto grande e buia, dove vi abitano stabilmente una quantità indescrivibile di pipistrelli e da cui la grotta prende il nome “A Rutta e ‘n Gaddariti”, ovvero “la grotta dei pipistrelli”.

È un percorso tortuoso e impervio eppure dopo aver attraversato un vasto tunnel naturale, scavato dall'acqua, con volte molto alte si giungerà in una stanza molto grande dove migliaia di pipistrelli stazionano normalmente, quasi indisturbati dai turisti che visitano il loro habitat.

Pantalica e la sua Grotta dei Pipistrelli sono dei posti da non perdere perché si tratta di luoghi unici al mondo e il contatto con la natura e la biodiversità è incredibile.

È importante indossare delle scarpe da trekking e un abbigliamento consono al luogo. È necessario prestare molta attenzione lungo il percorso poiché risulta essere in parte scivoloso.

Per raggiungere Pantalica da Catania si deve percorrere la SS 114 fino all’uscita per Carlentini e poi le strade provinciali 95 e 9 in direzione Sortino. Se si arriva invece da Siracusa, si deve raggiungere Ferla lungo la SS 124 in direzione Florida e Solarino, poi Cassaro ed infine Ferla.
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