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Da fattorino ad editore: la storia di Salvatore Fausto Flaccovio, una vita dedicata ai libri

La storia della città di Palermo passa dalle azioni che singoli uomini hanno compiuto realizzando grandi imprese. Il racconto di Francesco Flaccovio, il primogenito

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 16 dicembre 2021

La storia della città di Palermo passa dalle azioni che singoli uomini hanno compiuto realizzando grandi imprese che ancora oggi testimoniano coraggio e passione. Uno di questi è stato certamente Salvatore Fausto Flaccovio, classe 1920, a cui si deve la nascita della libreria e della omonima casa editrice.

A raccontarci di Fausto - come lo chiamavano gli amici - è il primogenito Francesco che, insieme al fratello Sergio, agli inizi degli anni ’80 ha preso in mano l’attività del padre, custodendone fedelmente la stessa passione e la stessa lungimiranza nel coltivare la cultura in ogni sua declinazione.

Tornando al presente abbiamo incontrato Francesco Flaccovio nella sede di un progetto, non l’unico, che oggi testimonia la stessa natura che ha dato vita all’azienda di famiglia ovvero quella della condivisione e della unione di professionalità ed intenti.

Al piano terra del liceo Vittorio Emanuele II, infatti, dal 2018 ha sede un inedito spazio Flaccovio, curato prima da Maria Chiara Di Trapani e adesso da Andrea Kantos, che in alcune stanze scelte ad hoc, che guardano la cattedrale di Palermo, sintetizza gli anni di attività dal 1938 al 2018 della famiglia Flaccovio.
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Le stanze che rappresentano la sintesi omogenea di passato, presente e futuro coinvolgendo tutti i palermitani.

Uno spazio vivo e dinamico - così come ha sempre voluto indicare anche la gazzella che rappresenta il logo della casa editrice - aperto a presentazioni e incontri oltre che ai ragazzi della scuola, a nuovi progetti e a tutti i fruitori del festival Le Vie dei Tesori (circuito nel quale è stabilmente inserito), allestito nel 2018 in occasione di Manifesta 12 dal gruppo Analogique in collaborazione con il collettivo Dimora Oz.

Francesco Flaccovio, a dispetto dei suoi 81 anni portati con grande vigore e leggerezza, testimonia con i suoi racconti e con la sua instancabile voglia di fare l’impegno che sembra aver ereditato geneticamente prima che materialmente dal padre.
«Nella nostra storia familiare ci sono tante coincidenze e tanti incontri casuali - ci ha raccontato con grande emozione - rivelatisi significativi che hanno permesso a papà, ancora adolescente, di iniziare a credere in un sogno divenuto poi realtà».

Tutto ha inizio prima del 1938, agli inizi del '30 quando Fausto comincia a lavorare come fattorino presso la famosissima cartoleria De Magistris, diretta da Vincenzo Bellotti. Mostra subito intuito e capacità di fare tanto che viene in qualche modo suggerito per l’assunzione come banconista della libreria Ciuni.

E un giorno andando a lavoro vede una saracinesca chiusa e un affittasi: da lì il lampo di genio e la determinazione di aprire una propria libreria. Siamo nel 1938 Fausto Flaccovio apre la sua prima libreria in via Ruggero Settimo numero 37 e, l’anno successivo, fonda la casa editrice Flaccovio Editore.

«All’inizio era solo una stanza, poi via via andò allargandosi e arrivò ad aprire altre sedi in città, destinandole nel tempo anche a noi figli che da sempre lo avevamo affiancato assorbendo la professione ma anche l’amore per questo mestiere.

Furono anni importanti e delicati, il conflitto mondiale era una minaccia costante per tutti ma ciò non impedì a papà di portare avanti l’attività diversificandola.

A causa della guerra, infatti, le poche gallerie d’arte che esistevano avevano chiuso i battenti allora papà, su richiesta di alcuni artisti tra le quali Lia Pasqualino Noto, pensò di mettere a disposizione la sua libreria come sede espositiva che apriva dalle 20 alle 24».

Questa “prima stanza” Flaccovio diviene cenacolo culturale in piena regola frequentato dai principali scrittori e intellettuali dell’epoca tra i quali Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonino Buttitta, Michele Perriera, Gaetano Testa e Roberto Di Marco.

Nascono tanti progetti legati anche alla produzione di riviste e periodici di natura non solo culturale, come il trimestrale Sicilia, ma anche politica, come Chiarezza e Politecnico che oggi si possono consultare nello spazio che si trova all’interno del liceo Vittorio Emanuele II.

In pochi anni l’attività cresce richiedendo nuovi spazi che si collocano a Piazza Vittorio Emanuele Orlando e ai Quattro Canti con la Libreria Dante. Sono anni densi di attività e di crescita culturale per una città che nonostante i bombardamenti e il momento storico nutriva una forte spinta culturale che non si arrestava.

«Agli inizi del 1980 papà un giorno si sentì male e in breve tempo io e mio fratello Sergio abbiamo preso in mano la piena gestione, mettendo a frutto il grande esempio di nostro padre. In particolare Sergio si dedicò alla cura della parte editoriale dell'azienda». Seguono anni di importante crescita professionale che tra il 2008 e il 2009 si scontra con la crisi economica mondiale, con conseguente necessità di riduzione dei locali.

«Anche in questo caso delle coincidenze ci hanno in qualche modo aiutato e così è nata la collaborazione, che tutt’ora vige, con la Mondadori».

I ricordi e le testimonianze di decenni di attività sono tantissimi e tutti vividi nella memoria di Francesco Flaccovio ma uno in particolare ricorda come un “momento magico”.

«Aspettavamo l’arrivo di Vittorio Gassman che doveva presentare un suo libro; lo andai a prendere in macchina in un alberghetto di via Gagini. Seduto accanto a me le sue larghe spalle toccavano le mie. Arrivammo in libreria e le tre stanze erano piene di persone che lo attendevano e che lo accolsero con un grande applauso, tra cui molti giovani.

Si sedette nella scrivania di Salvatore Fausto e cominciò a parlare. Dopo un po’ piano piano, cosa inusitata, i tanti giovani cominciarono a sedersi a terra mentre lui parlava, con il suo timbro di voce ammaliante e indimenticabile. Il silenzio era totale, fu un momento magico».

Una curiosità, infine, chiediamo a Francesco in merito alla mancata pubblicazione de Il Gattopardo, da parte della casa editrice Flaccovio. «Papà fu il primo a leggere il manoscritto, che fece leggere anche a Baldo Mirabelli, uomo di cultura, all’epoca presidente del Teatro Massimo ma per onestà non lo pubblicò. Riconobbe il valore dello scritto e convocò Giuseppe Tomasi di Lampedusa facendogli presente che lui pubblicava all’epoca testi di saggistica e non romanzi ma si prodigò perché l’opera arrivasse all’attenzione di Elio Vittorino. Il resto è storia».

Oggi il nome e l'attività iniziata dal nonno Salvatore Fausto va avanti grazie a Giuseppe, figlio di Francesco che è ritornato ad aprire libreria grazie alla collaborazione con la Mondadori e con Iacona con il quale gestisce i tre punti vendita e spazi d'incontro presenti in via Roma, al centro commerciale Forum e al Mercato San Lorenzo.
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