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Da "Pandelleria" gira il mondo con la sua Panda-carretto: i viaggi (epici) di Giuseppe

Le "imprese" di Giuseppe La Gattuta, palermitano d'origine e pantesco d'adozione, che viaggia a bordo della sua Panda 4x4 con wrapping da carretto siciliano

Anna Sampino
Giornalista
  • 26 settembre 2022

«Il Pandino non è una macchina... è una fede» e se ci metti dentro la voglia di girare il mondo e un caro amico che ti fa da navigatore allora il gioco è fatto. Lo sa bene chi, come Giuseppe La Gattuta, a bordo di una mitica Panda 4x4, classe 1993, ha in programma di girare il mondo. Perchè si sa: «il Pandino non ti lascia mai a piedi».

Nato a Palermo, Giuseppe La Gattuta vive a Pantelleria, posto di cui si è innamorato e in cui qualche anno fa ha scelto di vivere. Una scelta casuale quella di trasferirsi a "Pandelleria"? Com'è chiamata l'isola per via dell'elevato numero di auto Panda che circolano. Chissà. Ad ogni modo, giusto per adeguarsi ai suoi concittadini, appena trasferito avviene l'incontro "casuale" - come racconta - con quella che sarà la sua compagna di lunghi e avventurosi viaggi: Panda 4x4, anno 1993, la "Oumatjie", la nonnina. Ma in perfette condizioni.
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Un'auto con cui Giuseppe ha deciso di portare la Sicilia in giro per il mondo, letteralmente. Infatti, giusto per non passare inosservati ha fatto realizzare sulla carrozzeria un wrapping da carretto siciliano e ai lati la scritta (per chi avesse dubbi) "Made in Sicily". Giuseppe, la Panda e il navigatore "ufficiale" Massimo Chiari, originario di Ravenna ma anche lui pantesco d'adozione, formano il "Pantelleria Team", squadra di viaggiatori appassionati.

«Nome scelto per celebrare un posto magico come Pantelleria, da dove tutto è cominciato», racconta Giuseppe La Gattuta, che si definisce un viaggiatore innato. Amante dei viaggi in auto perchè lenti e più "autentici": «Viaggiare in auto ti permette di conoscere i luoghi da vicino, dall'interno. Osservare i posti, la gente, la cultura. Puoi davvero "vivere" un luogo e i suoi abitanti».

E capita anche che di quel luogo te ne innamori. Proprio come è capitato a Giuseppe in Sud Africa, dove, dopo essere andato lì in viaggio e averla girato in lungo e largo con l'auto (che non era ancora la Panda), ha vissuto per dieci anni. E anche lì non ha dimenticato di portare un po' di Sicilia. «Vivevo a Città del Capo dove ho lavorato come produttore di un tipo di carciofo siciliano, passito di Pantelleria e limoncello».

Nel 2019, da Cape Town, insieme a un amico palermitano- Riccardo Figà - inizia uno dei suoi viaggi più avventurosi ed epici: "CapetoCapo", attraversare in auto l'Africa, con partenza da Città del Capo e arrivo nel quartiere Capo di Palermo. Da un Capo all'altro del mondo, insomma.

Un itinerario che ha visto i due palermitani in giro per Sud Africa, Botswana, Zimbabwe, Zambia, Malawi, Tanzania, Kenya, Etiopia, Sudan, Egitto, Turchia, Grecia, passando per luoghi come le cascate Vittoria, i laghi del Malawi, gli altopiani etiopici e la risalita del Nilo. Obiettivo del viaggio, sempre lo stesso: portare la cultura siciliana, in particolare quella culinaria, in giro per l'Africa.

Certo, la missione è nobile ma servono soprattutto grande spirito d'avventura e una bella dose di coraggio: «Il viaggio è anche questo. Giornate intere alla guida lungo strade insidiose e dissestate, lunghi trasferimenti che sembrano infiniti, con l’incognita di riuscire a trovare una sistemazione dove passare la notte prima che il sole tramonti. Se ti ritrovi nel bel mezzo di piccoli paesini nell’entroterra di zone rurali non è così scontato che tu possa trovare qualcosa», racconta Giuseppe.

Nel 2020 arriva il Covid e tra difficoltà e nostalgia dell'isola, Giuseppe decide che è il momento di tornare nella "sua" Pantelleria. Dopo l'incontro con "Oumatjie", la Panda-carretto, realizza che è arrivato il momento di rimettersi in auto e viaggiare.

Prima sfida superata Palermo-Saragozza in auto per partecipare al Panda Raid "Baja 800": 800 km di piste attraverso le zone più ostili di Soria, Saragozza e Teruel. In quell'occasione "Oumatjie" «ha dato grandi soddisfazioni», dice Giuseppe.

«Ma al di là della gara, che in realtà è solo un pretesto per viaggiare, scoprire luoghi e conoscere gente - aggiunge -, la Panda carretto ha riscosso parecchio successo grazie al suo inconfondibile "look"».

Prossima sfida in programma, un viaggio ben più avventuroso: partecipare alla "Tunisie Challenge", gara di off road tra le strade sabbiose nel sud della Tunisia, in programma dal 26 ottobre al 3 novembre. Una sfida in perfetto stile Parigi Dakar.

A presentarsi alla competizione sarà il Pantelleria Team: Giuseppe La Gattuta (pilota), Massimo Chiari (navigatore) e naturalmente la Panda "made in Sicily". Tramite un link pubblicato sulla pagina Facebook "Capetocapo", sarà possibile seguirli anche in tempo reale.

Dopo la Tunisia, a gennaio 2023 un'altra impresa epica: "CapetoSantiago" (sullo stile della precendente CapetoCapo): la traversata in auto per il Sud America: «Sempre alla ricerca di avventura e voglia di scoprire luoghi inconsueti e peripli d’incanto» e sempre con il "carretto siciliano" come bandiera.
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