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Dal 1986 nei Nebrodi si fa alta moda per le griffes più importanti: la Sartoria dei "Miracula"

Il manager Filippo Miracula è il protagonista della nostra storia. Una storia che inizia quando sua madre lo “spedisce” a otto anni dal sarto del paese per insegnargli il mestiere e toglierlo dalla strada

Marcella Ruggeri
Giornalista e conduttrice Tg
  • 1 ottobre 2021

La famiglia Miracula. Da sx Lorenzo, Filippo, Nunziatina, Emanuele (foto Balarm)

Sua madre lo “spedisce” a otto anni dal sarto del paese per insegnargli il mestiere e per toglierlo dalla strada. A 14 anni lui cuce e confeziona, nel laboratorio casalingo materno, il suo primo paio di pantaloni commissionato da un cliente privato. Le sue mani artigiane gli fanno scoprire presto che un talento coltivato da piccolo può imbastire un’industria in grado di fare invidia al panorama internazionale del settore tessile e di rifornire le marche che rimbombano nella moda di lusso con contratti “a doppia mandata”.

Da ragazzo della provincia messinese che lavorava a Sant’Agata di Militello ad imprenditore che si intreccia con l’abbigliamento elitario e la sanità privata, il manager Filippo Miracula, originario del paesino dei Nebrodi, Frazzanò, è il protagonista della nostra storia. Il trend dell’eleganza e della classe degli atelier più importanti al mondo è stato stregato dalla manifattura dell’alta moda siciliana.



Filippo costruisce l’Azienda di famiglia - “San Lorenzo Group” nel 1986 con 12 dipendenti a Frazzanò, per poi trasferirsi nel 1993-‘94 nel comune di San Marco d’Alunzio che si è rivelato una location vergine su cui “pescare” nuove professionalità ed investire sul capitale umano. In quest’ultimo comune, la struttura si è potuta ingrandire in maniera esponenziale per arrivare al 2001 con un’azienda altrettanto nuova, edificata anche con un design moderno e tutto in vetro.

Il nome “San Lorenzo”, patrono confessore e concittadino di Frazzanò, trae spunto dall’affezionamento verso la propria terra.

L’attività ad oggi in Sicilia è un unicum per uomo e donna che produce 50mila pezzi l’anno lavorando tessuti come cashmere, lana, cotone e anche seta ma con uno stile specialistico e definito “double face” di nicchia e lavorato a mano.

Precisiamo che non si intende un tessuto reversibile (come da traduzione francese) da indossare dal dritto e rovescio ma aperto in due e arricchito da ricami pregiati e senza cuciture visibili, “Made in Sicily”, in differenti utilizzi tra capispalla, abiti, pantaloni e gonne: ci può essere lo spolverino “trendy” in lana leggera anche da 120 grammi (piuttosto che 500 grammi).

Parliamo di un fiore all’occhiello per la sfera occupazionale di Messina che ha vissuto una bella crescita: dalle 70 - 80 unità degli anni Novanta alle 160 dal 2017. Filippo ha lasciato il comando dell’azienda al figlio 36enne Emanuele che si attesta Amministratore Unico e come il padre si è formato fuori dalla sua tanto amata isola.

«La nostra è una grande sartoria – commenta Emanuele –; le basi sono quelle della sartoria, della manualità con ago e filo, nonostante produciamo in notevoli quantità e per le aziende più griffate. Il nostro non è il canonico prodotto industriale e la sua diffusione ha funzionato molto con il passaparola. La qualità di altissima fascia, associata alla flessibilità delle consegne (4mila alla settimana e in 24 ore), ha fatto sì che diventassimo famosi a metà degli anni Novanta.

Per esempio, è bastato che un nostro tecnico cambiasse azienda e facesse il nostro nome per entrare nelle grazie e godere della fiducia di ordini esclusivi da parte degli stilisti che dettano le tendenze». Le prestigiose boutique hanno piattaforme italiane che smistano poi all’Estero (per es. Luis Vitton riceve a Prato per inviare a Parigi). In provincia di Messina dagli anni Duemila, i Miracula detengono tanti altri laboratori satelliti (vedi i comuni di Longi, Acquedolci, Cesarò), con un indotto esterno di circa 500 impiegati che potenziano il lavoro e i feedback d’eccellenza.

Il capostipite Filippo ha fatto la gavetta in Svizzera partendo dalla sua cittadina siciliana, quando aveva appena 17 anni. Nella località San Gallo capoluogo del cantone tedesco omonimo, Miracula senior fa carriera in un’azienda di grande tradizione sartoriale: da semplice operaio è salito ai vari ranghi di capo reparto. Si porta avanti in questa esperienza estera e nel frattempo non dimentica l’amore di una sua conterranea, Serafina

Cassarà, con cui è convolato a nozze e con cui ha condiviso lo stesso posto di lavoro, nonché la gratificazione della nascita dei primi due figli fuori dall’Italia. Subito dopo, si accorge che la nostalgia è troppa e torna nella sua Trinacria a dare un senso compiuto alla sua arte creando l’impresa, dove tutti i componenti del suo nucleo familiare ruotano. Il fulcro e l’anima al 90% dell’industria sono rappresentati dalla padrona di casa Serafina, moglie di Filippo e madre di tre figli.

Oltre al mediano Emanuele, la figlia maggiore Nunziatina (38anni) si occupa di contabilità. Il più piccolo 22enne, Lorenzo, è dedito al controllo del taglio e della qualità tessile, è in azienda da quatto anni e si è lanciato in trincea apprendendo sul campo. Emanuele, dal diploma di ragioniere, si sposta a Bologna per seminare la passione infusa dal padre attraverso corsi professionali frequentati per due anni all’Istituto “Carlo Secoli” (un simbolo della sartoria in Emilia Romagna) come modellista e tecnico di confezione e poi in un’azienda di Gianfranco Ferrè per cinque anni.

Il motto della dinastia Miracula è “fare rete” con chi ha le competenze e formare le persone che hanno buona volontà e l’arguzia di trasformarsi in imprenditori. Filippo che è unvulcano di idee aveva “montato” anni fa l’impalcatura per un "Distretto Tessile Regionale" generando un’onda di sinergie e l’adesione di una settantina di aziende dislocate nella zona dei Nebrodi. Per quanto ci fosse la lungimiranza di instaurare e mantenere scuole di formazione decollando dalla più popolosa e nevralgica Capo d’Orlando, l’istituzione del Distretto non è stata riconosciuta da parte della Regione Siciliana e scalare questa montagna burocratica, soprattutto senza finanziamenti, non aveva lo stesso peso e valore.

D’altronde, la famiglia Miracula – come riscontra anche il braccio operativo Serafina – continua i suoi percorsi formativi all’interno della sua azienda e dei suoi laboratori. La roccaforte del tessile di San Marco d’Alunzio non si è fatta mancare neanche la collaborazione per un decennio con la rinomata casa di moda “Herno” che, dagli anni Sessanta, ha realizzato cappotti in cashmere e prodotti “double face” ed è stata una delle prime in Italia nel ‘70 ad invadere il mercato giapponese.

Grazie all’imprenditore Miracula, si è concretizzata, in provincia di Messina, anche la comparsa di una piattaforma/hub tessile, che è stata interrotta circa 2 anni fa. Il rapporto con un genio visionario come Claudio Marenzi - presidente e ceo di Herno, oltre che presidente di Pitti Immagine, ha sicuramente impresso un’altra spinta professionale a Filippo Miracula, sempre incline al progresso personale e di tutta la sua compagine.

Il capitano della “San Lorenzo Collezioni” ha saputo rinverdire le sue mosse imprenditoriali abbarbicandosi anche nel bacino della salute pubblica o meglio nelle Politiche Sociali. Così, è attuale supervisore – esperto e ha fondato, dal 2012, una catena di case di cura/riposo sotto il nome di “Gruppo Villa Pacis”, convenzionate con il Sistema Sanitario.

Ad affacciarsi per prima in questa dimensione è stata la Rsa “Villa Pacis San Francesco” Srl, una struttura da 40 posti letto, sita a San Marco d’Alunzio e sorta su un vecchio convento di cappuccini, interamente restaurato con un bel giardino. Questa è gestita dal genero di Filippo (che è un informatico). Le altre sono: “La Casa di Villa Pacis” a San Marco d’Alunzio con 10 posti (nello stabile della “San Francesco”) e “Rsa Acquasalus” e il “Centro di Riabilitazione Sorrisi” a Venetico (entrambe del 2019), la “Residenza San Leone” con 20 posti a Sinagra creata nel 2018, il “Cismec - Centro Innovazione Salute in Medicina e Chirurgia” a Rodia nel 2017 e la “Sant’Andrea” a Capo d’Orlando con 50 posti e nata nel 2015.

Filippo Miracula si è impegnato “a più non posso” nei servizi socio - assistenziali perché dice: «Ho pensato a persone in difficoltà come mia madre». Un’iniziativa che fa onore a lui e alla sua famiglia che non hanno mai voluto abbandonare il territorio dal punto di vista socio – economico e hanno cercato di scongiurare lo spopolamento delle giovani leve.
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