Dal centro di Palermo a Custonaci: tutte le location siciliane di "Young Sherlock"
Dalla produzione è ufficiale, dalla Sicilia si va via dopo la data prevista: Palermo e i suoi dintorni hanno stregato i creativi della serie che hanno stravolto i piani iniziali
Il set di "The Young Sherlock" alla Cattedrale di Palermo
Quando si girano un film o una serie, soprattutto in una grande produzione con budget da milioni di dollari, ogni cosa va programmata nel dettaglio per evitare che una voce di spesa non prevista possa improvvisamente far schizzare i costi alle stelle e creare al produttore un buco di qualche centinaio di migliaia di dollari (se va bene).
A volte però le cose vanno diversamente e gli imprevisti diventano nettamente più belli: è capitato sul set della seconda stagione di “Young Sherlock”, la serie firmata da Guy Ritchie (il regista dietro la macchina da presa per "Snatch – Lo strappo", oltretutto ex marito di Madonna) che si gira in queste settimane in Sicilia, in questi giorni proprio a Palermo, e che avrebbe dovuto terminare le riprese il 9 giugno.
Dalla produzione ormai è ufficiale: dalla Sicilia si va via la settimana successiva, Palermo e i suoi dintorni hanno stregato i creativi dietro la serie e stravolto i piani, che prevedevano inizialmente uno spostamento delle riprese già a partire da questa settimana. Non è ancora dato sapere quali location del lungo piano di lavorazione siano state trasferite in Sicilia, né quale sia la motivazione (potrebbe trattarsi di un semplice ricalcolo dei costi), ma Hero Fiennes Tiffin, il giovane Sherlock della serie, resterà a Palermo per diverse pose aggiuntive.
"Young Sherlock" – prodotta da Inspirational Entertainment, Motive Pictures, Jacktar Pictures e Amazon MGM Studios (che la distribuisce sulla sua piattaforma) – racconta dei primissimi anni della lunga carriera dell'investigatore partorito dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle, e Palermo ne racconterà una parentesi ambientata a Costantinopoli, capitale dell'impero ottomano sino al 1922: insomma, se nelle ultime settimane sul sagrato della Cattedrale, in Corso Vittorio Emanuele, sono state avvistate bandiere rosse con la mezza luna e la stella turche, oltre che mercanti di pellame, venditori e dromedari, non è stato per un'improvvisa invasione turca su territorio siculo.
Oltre a Palermo e le vie del suo centro storico – che già nel quotidiano possono non di rado portare la mente ai suq di matrice araba – "Young Sherlock" è stata girata a Custonaci, nella scenografica grotta Mangiapane, e per una breve parentesi alla baia di San Cataldo, fra Terrasini e Trappeto, in una scena che ha coinvolto diverse figurazioni e delle barche lasciate sulla riva e decorate come fossero pezzi di metà Ottocento.
Una scena importante, con un grande numero di figurazioni coinvolte, ha interessato gli interni e gli esterni del Teatro Massimo, riportando l'attenzione dell'occhio della macchina da presa in una location che nel tempo è diventata famosa a livello internazionale per il finale della saga del Padrino, in cui Al Pacino, tornato nella Sicilia dei suoi antenati, piange la morte della figlia sulle sue scale macchiate di sangue.
Un'altra sequenza è stata filmata sfruttando l'arco della Cattedrale che diventa l'accesso a una strada che sarà ricreata in digitale, con un enorme telo blu per predisporre gli effetti speciali affisso per delle ore fra le due colonne. E nel frattempo “Young Sherlock” è diventata l'evento cinematografico/seriale dell'anno, come nel 2025 fu per "Odissea" di Nolan, in sala dal 16 luglio 2026. Lì finirono sullo schermo Favignana, col castello di Santa Caterina, il mare delle Egadi prima e quello delle Eolie poi – tutti già visibili nei trailer disponibili in rete e già proiettati al cinema.
Per "Young Sherlock" bisognerà comunque attendere gli inizi del 2027, e i cosiddetti “cineturisti” – quei viaggiatori che visitano il mondo per vivere i luoghi dei film e delle serie che amano – ringraziano: alla visione delle puntate ambientate nella Istanbul d'un tempo la differenza con la vera Costantinopoli sarà impercettibile.
E quando scopriranno che era Palermo, probabilmente decideranno di visitarla e trasformarla con la mente (ma forse nemmeno tanto) e i ricordi della serie in una delle caotiche, affollate ma accoglienti vie della capitale ottomana.
A volte però le cose vanno diversamente e gli imprevisti diventano nettamente più belli: è capitato sul set della seconda stagione di “Young Sherlock”, la serie firmata da Guy Ritchie (il regista dietro la macchina da presa per "Snatch – Lo strappo", oltretutto ex marito di Madonna) che si gira in queste settimane in Sicilia, in questi giorni proprio a Palermo, e che avrebbe dovuto terminare le riprese il 9 giugno.
Dalla produzione ormai è ufficiale: dalla Sicilia si va via la settimana successiva, Palermo e i suoi dintorni hanno stregato i creativi dietro la serie e stravolto i piani, che prevedevano inizialmente uno spostamento delle riprese già a partire da questa settimana. Non è ancora dato sapere quali location del lungo piano di lavorazione siano state trasferite in Sicilia, né quale sia la motivazione (potrebbe trattarsi di un semplice ricalcolo dei costi), ma Hero Fiennes Tiffin, il giovane Sherlock della serie, resterà a Palermo per diverse pose aggiuntive.
"Young Sherlock" – prodotta da Inspirational Entertainment, Motive Pictures, Jacktar Pictures e Amazon MGM Studios (che la distribuisce sulla sua piattaforma) – racconta dei primissimi anni della lunga carriera dell'investigatore partorito dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle, e Palermo ne racconterà una parentesi ambientata a Costantinopoli, capitale dell'impero ottomano sino al 1922: insomma, se nelle ultime settimane sul sagrato della Cattedrale, in Corso Vittorio Emanuele, sono state avvistate bandiere rosse con la mezza luna e la stella turche, oltre che mercanti di pellame, venditori e dromedari, non è stato per un'improvvisa invasione turca su territorio siculo.
Oltre a Palermo e le vie del suo centro storico – che già nel quotidiano possono non di rado portare la mente ai suq di matrice araba – "Young Sherlock" è stata girata a Custonaci, nella scenografica grotta Mangiapane, e per una breve parentesi alla baia di San Cataldo, fra Terrasini e Trappeto, in una scena che ha coinvolto diverse figurazioni e delle barche lasciate sulla riva e decorate come fossero pezzi di metà Ottocento.
Una scena importante, con un grande numero di figurazioni coinvolte, ha interessato gli interni e gli esterni del Teatro Massimo, riportando l'attenzione dell'occhio della macchina da presa in una location che nel tempo è diventata famosa a livello internazionale per il finale della saga del Padrino, in cui Al Pacino, tornato nella Sicilia dei suoi antenati, piange la morte della figlia sulle sue scale macchiate di sangue.
Un'altra sequenza è stata filmata sfruttando l'arco della Cattedrale che diventa l'accesso a una strada che sarà ricreata in digitale, con un enorme telo blu per predisporre gli effetti speciali affisso per delle ore fra le due colonne. E nel frattempo “Young Sherlock” è diventata l'evento cinematografico/seriale dell'anno, come nel 2025 fu per "Odissea" di Nolan, in sala dal 16 luglio 2026. Lì finirono sullo schermo Favignana, col castello di Santa Caterina, il mare delle Egadi prima e quello delle Eolie poi – tutti già visibili nei trailer disponibili in rete e già proiettati al cinema.
Per "Young Sherlock" bisognerà comunque attendere gli inizi del 2027, e i cosiddetti “cineturisti” – quei viaggiatori che visitano il mondo per vivere i luoghi dei film e delle serie che amano – ringraziano: alla visione delle puntate ambientate nella Istanbul d'un tempo la differenza con la vera Costantinopoli sarà impercettibile.
E quando scopriranno che era Palermo, probabilmente decideranno di visitarla e trasformarla con la mente (ma forse nemmeno tanto) e i ricordi della serie in una delle caotiche, affollate ma accoglienti vie della capitale ottomana.
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