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Dalle passerelle d'alta moda agli ospedali: così la mascherina griffata diventa solidale

Le grandi firme della moda, che producevano mascherine come accessori fashion già prima del Coronavirus, oggi sono complici di una gigantesca ondata di solidarietà

Nicoletta Fersini
Giornalista e fotografa
  • 8 aprile 2020

Myss Keta

La mascherina in poche settimane è diventata il simbolo dell'emergenza Coronavirus, non soltanto in quanto presidio dalle funzioni specificatamente mediche ma anche emblema di una vera e propria psicosi che dirompente ha sconvolto le vite di tutti.

Prima di tutto per la paura generata dal nemico invisibile, poi per via di una dilagante disinformazione che ci ha portato ad assalire farmacie e shop online aumentandone la richiesta al punto tale da renderle, ancora oggi, un prodotto praticamente introvabile e causando non pochi problemi a medici, infermieri e personale ospedaliero, che ne necessitano in abbondanza per svolgere il proprio lavoro in sicurezza.

Sulla scia di questo nuovo "trend" molte grandi firme hanno rilanciato la mascherina come accessorio d'alta moda rimpolpando le proprie casse con cifre da capogiro. Off-white, Louis Vuitton, Marcello Burlon, per citarne alcune (ma come dimenticare le mascherine Fendi in vendita a 190 euro l'una che hanno fatto tanto discutere sui social).



Niente di nuovo sotto il sole in fin dei conti se si pensa che le mascherine griffate erano già tornate in auge prima del Coronavirus come anti-smog, anche grazie ad alcune celebrities che ne hanno fatto sfoggio in più occasioni.

Basti citare la cantante Billie Eilish che ai Grammy Awards 2020 (premio considerato come l'equivalente musicale dei premi Oscar nel mondo del cinema) ha calcato il palcoscenico con una mascherina di tulle nero e tempestata di cristalli firmata Gucci.

Restando tra le star di casa nostra, invece, come non pensare alla rapper italiana Myss Keta che del volto coperto ha fatto una sua cifra di stile, indossando di volta in volta mascherine di fogge e colori in linea con la mise del momento proprio come ha fatto durante l'ultima edizione del Festival di Sanremo al fianco di Elettra Lamborghini.

Al di là della ribalta di palcoscenici e passerelle, però, dobbiamo riconoscere che sono tanti gli stilisti che hanno messo in moto sarte, mezzi ed energie (momentaneamente fermi per via delle disposizioni del Governo) a disposizione dell'emergenza Coronavirus producendo mascherine e camici in quantità da donare al personale ospedaliero che ogni giorno lotta strenuamente contro l'epidemia.

Da Valentino a Gucci, da Prada a Ferragamo, e ancora Fendi, Miroglio e Scervino sono solo alcuni dei grandi nomi della moda italiana complici di questa gigantesca ondata di solidarietà. Il made in Italy a sostegno dell'Italia.

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