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Dimore private e luoghi di solito chiusi: la Sicilia è straordinaria con "Le Giornate Fai"

Palazzi, giardini panteschi, castelli incantati e musei, vigne e chiese: il 12 e 13 ottobre ad aprire i monumenti e spazi eccezionali c'è il Fai - Fondo ambiente italiano

Balarm
La redazione
  • 7 ottobre 2019

Villa Manganelli Biscari a Catania

Il fine settimana di sabato 12 e domenica 13 ottobre tornano in Italia le "Giornate Fai d’autunno" organizzate dal Fondo Ambiente Italiano (Fai): un intero weekend dedicato alla scoperta di luoghi normalmente inaccessibili o poco valorizzati, entrando con un contributo di 2 o 3 euro.

Itinerari a tema, l'apertura di palazzi, chiese, complessi monastici, ville, castelli, aree archeologiche, giardini, istituti d'arte, ferrovie storiche, riserve naturali, aziende agricole, musei e interi borghi.

Tra le novità del 2019 c'è l'apertura, per la prima volta al pubblico, del Semaforo Belvedere di Siracusa, il maestoso poggio nella frazione siracusana di Belvedere con in cima una piccola costruzione che ricorda vagamente un castello medievale. Il misterioso edificio, di proprietà del demanio, custodisce al suo interno segreti militari e per questo motivo non è mai stato aperto al pubblico.

E poi Villa Reimann, legata alla figura della ricca infermiera danese Christine Reimann che decise di vivere a Siracusa negli anni trenta. Adiacente alla villa sarà possibile visitare eccezionalmente il giardino segreto, mai aperto al pubblico, della Latomiuncola conosciuta anche con il nome di Latomia dei Carratore, dal cognome degli attuali proprietari.

Tra i luoghi che sarà possibile visitare, quattro dimore private ad Agrigento: Casa Messina Bonfiglio, Casa Montana Moscato, Casa Montana Riolo e Palazzo Celauro, dove fu ospitato Goethe nel 1787, ma anche il complesso monastico di Santa Maria degli Angeli ad Assoro (En), i siti di Alcantara Li Fusi e San Marco D'Alunzio, il Monte di Pietà e il Palazzo Sede dell'Ex Banca Commerciale Italiana a Palermo e tanti altri.

Ma andiamo con ordine: ad Agrigento sono visitabili la splendida Casa Messina Bonfiglio, Casa Montana Moscato, Casa Montana Riolo e Palazzo Celauro.

A Catania possiamo andare a scoprire l'Azienda agricola Musa (Bronte), la Biblioteca, ala nobile e chiesa del Real Collegio Capizzi e Pinacoteca Nunzio Sciaravello (Bronte), l'Istituto Statale d’Arte (Caltagirone), l'Ospedale delle Donne, Museo d’arte moderna e contemporanea (Caltagirone), la Ferrovia Circumetnea (Ct), il Radicepura Garden Festival (Giarre), l' Ex monastero benedettino San Nicolò La Rena (Nicolosi).

E ancora Al-Cantara: cantine, vigneti, museo (Randazzo), la Ferrovia circumetnea: treno del vino (Riposto), il Relais San Giuliano Boutique hotel (Viagrande) e la settecentesca villa Manganelli Biscari.

La villa fu restaurata nell’Ottocento dall’architetto Carlo Sada, per diventare luogo di villeggiatura della famiglia Paternò. Oggi usata per eventi e congressi, la villa conserva ancora molti arredi e molti reperti di età greca e romana, nonché costumi, quadri, statue e pregiati oggetti afferenti alle cosiddette arti minori. Sarà visitabile inoltre il bellissimo giardino che circonda la Villa, pensato nel tipico stile siciliano del Settecento, con piante rare, vialetti ciottolati e decorazioni.

A Enna il Fai apre le porte del Complesso Monastico Santa Maria degli Angeli (Assoro), della Riserva naturale dei monti Campanito e Sambughetti e dell'inaccessibile Castello Aragonese (Piazza Armerina).

A Messina non possiamo perdere la chiesa Madonna delle Grazie (Alcara Li Fusi), la chiesa San Pantaleone Martire (Alcara Li Fusi), la chiesa Santa Maria del Rogato (Alcara Li Fusi) il Museo d’arte sacra (Alcara Li Fusi) e il Museo d'arte bizantina e normanna (San Marco d’Alunzio).

A Palermo aprono l'Archivio storico del Banco di Sicilia a Villa Zito,, il Monte di Pietà e il Palazzo ex Banca Commerciale Italiana: l’ideazione di una nuova sede, posta su un terreno di recente acquisizione compreso tra le vie Mariano Stabile e Cerda, fu affidata nel 1961 dall'allora Banca Commerciale Italiana allo studio B.B.P.R., di cui facevano parte gli architetti Lodovico Barbiano di Belgioioso, Enrico Peressutti e Ernesto Nathan Rogers, professionisti aperti ai contatti culturali internazionali e ispirati al più aggiornato linguaggio architettonico, autori di opere emblematiche come la Torre Velasca di Milano.

Il cantiere del nuovo edificio partì nell’agosto 1962, seguendo un progetto che prevedeva una forte articolazione dei corpi di fabbrica, scanditi in tre volumi distinti: una lastra di sette piani su via Stabile; un corpo più defilato, di tre piani, su via Cerda; una piastra di collegamento (una sorta di cortile interno coperto) con il salone del pubblico al piano terreno; e due ali di uffici al primo livello. Al suo interno importanti opere di Renato Guttuso.

Come poteva mancare Siracusa? Oltre a Villa Reimann e i suoi giardini, la vista è mozzafiato dal Semaforo Belvedere.

Giungendo dal mare o da terra a Siracusa è impossibile non notare il maestoso poggio nella frazione siracusana di Belvedere con in cima una piccola costruzione che ricorda vagamente un castello medievale. Risale al 1889 ed è conosciuta con il nome di Semaforo di Belvedere. Il misterioso edificio, di proprietà del demanio, custodisce al suo interno segreti militari e per questo motivo non è mai stato aperto al pubblico.

Infine a Trapani si va per androni: Androne di Palazzo Fundarò (Alcamo); Androne di Palazzo Lazio de Quiros (Alcamo); Androne di Palazzo Peria (Alcamo); androne di Palazzo Rossotti e Androne di Palazzo Aversa di Bellavilla (Alcamo).

Per chi si può spostare e arrivarci o per chi già si trova a Pantelleria apre i cancelli il giardino pantesco di Donnafugata.

Generosamente donato al FAI da Donnafugata, storica azienda vitivinicola siciliana, il giardino è uno dei pochi giardini di questo tipo in buono stato di conservazione e oggi completamente restaurato. Il giardino Donnafugata, per le sue dimensioni e per le caratteristiche costruttive, rappresenta la tipologia più diffusa nell’isola.

La pianta circolare, il diametro, l’altezza e la pietra lavica utilizzata a secco garantiscono le migliori condizioni microclimatiche.

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