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Dolce&Gabbana scelgono il centro storico di Gela: il nuovo spot tra polemiche e glamour

Leggendo i vari commenti, soprattutto dei gelesi, serpeggia un certo malcontento, per non dire disappunto, sulla scelte del volto della città, tra i più trascurati, da affidare al viaggio nel mondo del lusso

Balarm
La redazione
  • 5 agosto 2021

Dolce & Gabbana, Hollywood, Gela”. No, non avete letto male, a chiudere il cerchio, per la nuova campagna pubblicitaria del marchio di moda tra i più rinomati al mondo - che con la Sicilia ha un legame particolare - c’è la città di Gela.

La campagna pubblicitaria #DGFW21 - che in pochissimi giorni dalla sua uscita ha fatto già il giro del mondo, anche per qualche polemica - è stata affidata alla visione estetica di Juergen Teller, fotografo che, per la circostanza, ha arricchito l’immagine grafica con suoni speciali, da lui concepiti e composti, su ispirazione dei luoghi del set.

E qui sta il “problemino” - secondo alcuni - relativo alla scelta dei luoghi immortalati per la campagna pubblicitaria.

Leggendo i vari commenti, soprattutto dei gelesi, serpeggia un certo malcontento, per non dire disappunto, sulla scelte del volto della città, tra i più trascurati, da affidare al viaggio nel mondo del lusso.



Dall’altro lato c’è chi, invece, riconoscendo l’altissimo potenziale offerto dalla scelta del marchio di moda internazionale si affida al “meglio che niente”.

Scansato il primo grande problema legato all’impiego poco rispettoso degli animali sul set - un asino, infatti, in tipica atmosfera siciliana di un tempo, è tra i protagonisti dello spot (già diventato virale) - per il quale la casa di moda ha tempestivamente fatto sapere che “Ettore, l'asino ragusano presente nella campagna, è stato curato e protetto per tutta la durata della ripresa sotto la supervisione di un veterinario qualificato, che ne ha monitorato la salute durante il trasporto e mentre era sul set”, rimane un’altro nodo da sciogliere.

Resta la questione “location” scelte per far conoscere Gela.

Fermo restando che per dire qualcosa bisognerebbe conoscere il così detto “concept” del progetto, sentendo dunque la visione del fotografo che ha curato la campagna ed entrando, quindi, nell’ottica prettamente artistica, di certo il fil rouge delle sequenze- mentre nel sottofondo musicale il mantra che si ripete è appunto “Dolce & Gabbana, Hollywood, Gela” - è l’immagine meno suggestiva della cittadina nissena.

Come postato da molti utenti tra i commenti dei canali social gli angoli più belli di Gela - tra i quali la scalinata, la piana, la Torre di Manfria, Castelluccio o ancora l’Acropoli o le Mura Timoleontee, non compaiono minimamente nel progetto.

Guardando lo spot, a nostro avviso, appare evidente un voluto contrasto, ricercato, tra la ricchezza di abiti e accessori D&G e l’aspetto underground, da metropoli degradata ma non per questo meno espressiva, proprie di Gela così come di New York.

Certamente dopo le ultime location, sempre siciliane, scelte da Dolce e Gabbana - pensiamo alla Valle dei Templi o a Piazza Pretoria a Palermo - la tappa attuale sembra essere lontana dal sottolineare le “bellezze” dell’Isola ma su un aspetto si può essere certi e cioè quello che i due imprenditori amino, visceralmente, questa terra e che, ogni occasione, sia buona per darle risalto.

Poi, alla fine, i gusti sono gusti e ci stanno pure le polemiche ma, a parer nostro, tra colori sgargianti, grandi diamanti finti e stivaletti super lucidi, gli scorci di Gela aggiungono quel valore in più alla collezione.
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