È il loro quartiere e se ne prendono cura: giovani in campo per far rinascere l'Arenella
In una zona periferica con pochi servizi e con forte bisogno di socialità i ragazzi hanno scelto di costruire da soli ciò che mancava, dando vita a una comunità coesa
Arenella
Nel cuore della borgata marinara Arenella a Palermo, c’è un laboratorio di quartiere animato da giovani. Nato tre anni fa, con il tempo è diventato centro nevralgico del quartiere e punto di riferimento per famiglie,ragazzi e per i più piccoli.
A tre anni dalla sua nascita, il laboratorio è più vivo che mai e festeggia il suo compleanno: «Il 12 febbraio il laboratorio di quartiere Arenella ha compiuto tre anni, anche se sembra passato molto più tempo, date tutte le cose che abbiamo fatto – racconta a Balarm Flavio La Bruna, dell’associazione – fin da subito tutta la comunità dell’Arenella ha accolto il laboratorio e lo ha reso un luogo proprio.
Siamo nati con la volontà di creare comunità e appartenenza al quartiere. Facciamo doposcuola gratuito per aiutare i bambini, ci occupiamo della pulizia della spiaggia e organizziamo progetti di riqualificazione, con l’obiettivo di fare amare e insegnare il rispetto per la nostra borgata, passando anche da momenti di lotta, come nel caso delle manifestazioni per il diritto all’acqua corrente, affinché anche qui arrivino anche i servizi essenziali».
Il laboratorio di quartiere, nel tempo, si è anche adoperato per sopperire a delle mancanze di cui il quartiere risentiva, organizzando anche visite gratuite dell’udito, laboratori artistici e di riqualificazione, tornei in spiaggia.
Sicuramente, i ragazzi dell’associazione, non si sono tirati indietro dopo la devastazione portata nella borgata dal ciclone Harry: «Già durante la notte in cui il ciclone Harry si è abbattuto sulle coste dell’isola siamo rimasti alla banchina insieme ai pescatori, cercando di salvare le barche raggiungibili – continua La Bruna -.
Nei giorni successivi abbiamo ripulito la via leva, che sta di fronte al mare, dai detriti e dalla sabia, stessa cosa abbiamo fatto con la pulizia della banchina. Siamo inoltre stati a Mondello per rimuovere la sabbia dal marciapiede della banchina, insieme all’intervento della Protezione Civile. Abbiamo anche ripristinato, insieme a Coime, Rap e Protezione Civile la piazzola vicino a un noto ristorante».
Oltre al lavoro di riqualificazione, i ragazzi del laboratorio si occupano di iniziative culturali per i più piccoli: «Il nostro doposcuola gratuito non vuole essere un servizio fine a sé stesso – dichiara Giorgia Frusteri, volontaria dell’associazione –. È importante per noi non solo dare contenuti ai ragazzi dal punto di vista nozionistico, o fargli acquisire un metodo, ma anche far conoscere loro la propria storia e la propria cultura.
Per questo organizziamo anche iniziative culturali e di divulgazione, che vanno dalle mostre fotografiche degli artisti del quartiere a presentazioni di libri, spettacoli di opera dei pupi e laboratori, come ad esempio il progetto "Isola", in cui i bambini hanno costruito dei segnali per le vie con il loro nome in siciliano. Adesso stiamo lavorando al Carnevale di quartiere, che si terrà il 14 pomeriggio.
Come tema di quest’anno, abbiamo scelto i miti e le legende del nostro mare. Siamo andati in diverse scuole della borgata, l’Abba Alighieri, il Karol Wojtyla e l’istituto Maria Ausiliatrice per preparare insieme ai più piccoli le decorazioni del carro, introducendoli anche alle leggende della nostra storia, come quelle di Colapesce e di Scilla e Cariddi, usando il siciliano.
È importante per noi che i ragazzi non abbiano vergogna a parlare la propria lingua e a conoscere la propria cultura».
In un quartiere più periferico, con pochi servizi e con forte bisogno di socialità e punti di riferimento i ragazzi hanno scelto di costruire da soli ciò che mancava, dando vita passo dopo passo, a una comunità sempre più coesa.
A tre anni dalla sua nascita, il laboratorio è più vivo che mai e festeggia il suo compleanno: «Il 12 febbraio il laboratorio di quartiere Arenella ha compiuto tre anni, anche se sembra passato molto più tempo, date tutte le cose che abbiamo fatto – racconta a Balarm Flavio La Bruna, dell’associazione – fin da subito tutta la comunità dell’Arenella ha accolto il laboratorio e lo ha reso un luogo proprio.
Siamo nati con la volontà di creare comunità e appartenenza al quartiere. Facciamo doposcuola gratuito per aiutare i bambini, ci occupiamo della pulizia della spiaggia e organizziamo progetti di riqualificazione, con l’obiettivo di fare amare e insegnare il rispetto per la nostra borgata, passando anche da momenti di lotta, come nel caso delle manifestazioni per il diritto all’acqua corrente, affinché anche qui arrivino anche i servizi essenziali».
Il laboratorio di quartiere, nel tempo, si è anche adoperato per sopperire a delle mancanze di cui il quartiere risentiva, organizzando anche visite gratuite dell’udito, laboratori artistici e di riqualificazione, tornei in spiaggia.
Sicuramente, i ragazzi dell’associazione, non si sono tirati indietro dopo la devastazione portata nella borgata dal ciclone Harry: «Già durante la notte in cui il ciclone Harry si è abbattuto sulle coste dell’isola siamo rimasti alla banchina insieme ai pescatori, cercando di salvare le barche raggiungibili – continua La Bruna -.
Nei giorni successivi abbiamo ripulito la via leva, che sta di fronte al mare, dai detriti e dalla sabia, stessa cosa abbiamo fatto con la pulizia della banchina. Siamo inoltre stati a Mondello per rimuovere la sabbia dal marciapiede della banchina, insieme all’intervento della Protezione Civile. Abbiamo anche ripristinato, insieme a Coime, Rap e Protezione Civile la piazzola vicino a un noto ristorante».
Oltre al lavoro di riqualificazione, i ragazzi del laboratorio si occupano di iniziative culturali per i più piccoli: «Il nostro doposcuola gratuito non vuole essere un servizio fine a sé stesso – dichiara Giorgia Frusteri, volontaria dell’associazione –. È importante per noi non solo dare contenuti ai ragazzi dal punto di vista nozionistico, o fargli acquisire un metodo, ma anche far conoscere loro la propria storia e la propria cultura.
Per questo organizziamo anche iniziative culturali e di divulgazione, che vanno dalle mostre fotografiche degli artisti del quartiere a presentazioni di libri, spettacoli di opera dei pupi e laboratori, come ad esempio il progetto "Isola", in cui i bambini hanno costruito dei segnali per le vie con il loro nome in siciliano. Adesso stiamo lavorando al Carnevale di quartiere, che si terrà il 14 pomeriggio.
Come tema di quest’anno, abbiamo scelto i miti e le legende del nostro mare. Siamo andati in diverse scuole della borgata, l’Abba Alighieri, il Karol Wojtyla e l’istituto Maria Ausiliatrice per preparare insieme ai più piccoli le decorazioni del carro, introducendoli anche alle leggende della nostra storia, come quelle di Colapesce e di Scilla e Cariddi, usando il siciliano.
È importante per noi che i ragazzi non abbiano vergogna a parlare la propria lingua e a conoscere la propria cultura».
In un quartiere più periferico, con pochi servizi e con forte bisogno di socialità e punti di riferimento i ragazzi hanno scelto di costruire da soli ciò che mancava, dando vita passo dopo passo, a una comunità sempre più coesa.
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