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È il più antico granaio islamico scoperto in Italia e si trova in Sicilia: l'Aghadir di Pizzo Monaco

Suggestive lì intorno le passeggiate alle prime luci del mattino, per far vivere e scoprire la bellezza del territorio in uno spettacolo unico. A condurre gli scavi è stata un'èquipe dell’Universidad de Granada

Jana Cardinale
Giornalista
  • 15 settembre 2021

Il granaio di Custonaci

A Custonaci è presente il più antico granaio islamico scoperto in Italia. Un luogo suggestivo, a ridosso dell’antico Aghadir, costruito in Sicilia nei decenni dell'occupazione araba all'incirca un millennio fa, per lo stoccaggio di derrate alimentari e granaglie; gli scavi archeologici e gli studi portati avanti stabiliscono il suo grande valore, dal momento che si tratta di uno degli esempi di struttura fortificata tra i più importanti del Mediterraneo.

Suggestive lì intorno le passeggiate alle prime luci del mattino, per far vivere e scoprire la bellezza del territorio in uno spettacolo unico. L'Aghadir, illuminato dalla luce del giorno, frazionata in più colori in un panorama spettacolare, ha consentito ai visitatori di perdersi nella contemplazione di sfumature che cambiano di minuto in minuto, rappresentando un'esperienza naturalistica unica.

Il granaio fortificato collettivo (Aghadir) è stato scoperto su Pizzo Monaco, sul versante che si affaccia a Castellammare del Golfo. Il sito è stato al centro di un progetto denominato «MEMOLA (MEditerranean MOuntainous LAndscapes)», che ha coinvolto la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani e diverse università europee: Palermo, Granada, Sheffield e la scuola di Storia Archeologica di Roma. A condurre gli scavi l’èquipe diretta dal docente Josè Maria Martin Civantos, del dipartimento di Historia Medieval dell’Universidad de Granada.



Lì, su idea del Centro Studi Dino Grammatico, fino al 2019, negli anni ancora liberi dalla pandemia, sono state organizzate le ‘albe arabe’: il sole sorgeva dinnanzi agli occhi esterrefatti di turisti e gente del luogo, mentre la quiete e la bellezza catturava l’anima donandole armonia, e serenità. Il contesto, vissuto nel bel mezzo dello spettacolo musicale, del sorgere del sole e poi della visita vera e propria all’Aghadir, con la sapiente spiegazione delle guide, rendeva l’esperienza indimenticabile.

E di volta in volta aumentava il numero di persone che volevano partecipare all’evento, conservando un piacevole ricordo di Custonaci. Sull’antico granaio è stato anche scritto un libro dal titolo “Un modello per lo sviluppo turistico di Custonaci e del suo territorio – Il caso dell’Aghadir di Pizzo Monaco”, di cui sono autori Giusy Incammisa, archeologa, e Nadir Bisan, architetto.

Il tour dei mesi estivi all’Aghadir iniziava alle prime luci del mattino, alle ore 5.00, con appuntamento al Castello di Baida di Castellammare del Golfo per il trasferimento con bus navetta a Visicari, in modo da poter godere della vista dell’alba con lo spettacolo musicale. Si proseguiva con la passeggiata al Granaio Islamico con una guida specializzata e si ritornava a Visicari per la colazione in una splendida terrazza.

E per finire gli ospiti venivano trasferiti con bus navetta al Castello di Baida. Il caso dell’Aghadir di Pizzo Monaco è diventato un vero e proprio case history. Il granaio islamico è stato scoperto nel 2016, assieme a due monumenti astrali soprannominati “Cavallo del Sole” e “Porta del Sole” ricadenti entrambi sul monte Sparagio.

Un altro tassello di quel meraviglioso puzzle che la Sicilia occidentale, come del resto l’isola intera, custodisce grazie alla natura che predomina su gran parte del territorio, dal clima mite quasi tutto l’anno e con una serie di scorci affascinanti e ricchi di storia, ben curati, lontani dal turismo di massa, dove è possibile cogliere il senso di pace e di tranquillità che contribuisce a migliorare la qualità della vita. Cultura, arte, storia, montagna, grotte, divertimento e gastronomia, che convivono in una naturale simbiosi, al centro di un’area meravigliosa quanto ancora poco conosciuta.

Il Comune di Custonaci può vantare un indiscutibile valore del suo patrimonio culturale, e un paesaggio e una natura ricchi di bellezza e peculiarità.
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