È la presidente più giovane di sempre: Gabriella Favara alla guida di Assovini Sicilia
Un passaggio di testimone che non segna soltanto un cambio al vertice, ma racconta un tempo nuovo. È il simbolo di una Sicilia che sceglie di guardare avanti
Le neopresidente di Assovini Sicilia Gabriella Favara
L’elezione di Gabriella Favara,29 anni, alla presidenza di Assovini Sicilia è un passaggio di testimone che segna soltanto un cambio di guida, ma racconta anche un tempo nuovo. Non è soltanto la nomina della più giovane presidente nella storia dell’associazione ma il simbolo di una Sicilia che sceglie di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici, affidando il proprio racconto a una generazione cresciuta tra tradizione e mondo, tra vigneti e innovazione.
La sua è una storia che assomiglia a quella di molti giovani siciliani partiti per studiare e fare esperienza lontano dall’isola. Un percorso internazionale costruito nel marketing di importanti aziende familiari del settore alimentare, dove ha acquisito competenze, metodo e uno sguardo capace di osservare i mercati globali. Poi il ritorno. Una scelta che, nelle sue parole, non è stata dettata dalla nostalgia, ma dalla convinzione che proprio in Sicilia fosse possibile costruire il futuro.
«Dopo gli studi ho maturato delle importanti esperienze fuori dalla Sicilia nel marketing di aziende familiari leader del settore alimentare - racconta Favara -.È stata un’esperienza preziosa, che mi ha dato strumenti e una visione internazionale. Ma a un certo punto ho capito che volevo mettere quelle competenze al servizio della mia terra e la scelta di tornare è stata naturale. Sono cresciuta tra i vigneti, respirando fin da bambina la cultura del vino, e sentivo il desiderio di contribuire in prima persona a un progetto che appartiene alla mia storia familiare ma, soprattutto, al futuro della Sicilia».
In questa decisione c’è qualcosa che va oltre il percorso personale. C’è il desiderio di una generazione che non considera più l’isola un luogo da cui partire definitivamente, ma uno spazio nel quale investire idee, competenze e relazioni internazionali. Per Favara la Sicilia continua ad avere una forza capace di richiamare chi l’ha lasciata. «Questa terra ha una capacità magnetica di offrire un’autenticità che non ha eguali. I giovani tornano non per ripiego, ma per la consapevolezza che qui si può fare impresa. La Sicilia è ricca di talento, biodiversità, cultura e opportunità ancora da esprimere pienamente. Le difficoltà esistono, ma possono trasformarsi in stimoli per innovare».
Parole che sembrano descrivere anche la direzione che Assovini Sicilia intende prendere nei prossimi anni. Perché oggi il vino non rappresenta soltanto un comparto produttivo tra i più importanti dell’economia regionale: è uno dei linguaggi attraverso cui la Sicilia racconta sé stessa al mondo. Negli ultimi vent’anni l’isola ha conquistato mercati internazionali, ottenuto riconoscimenti prestigiosi e costruito un’identità enologica sempre più forte.
Eppure, secondo la nuova presidente, resta ancora una storia da raccontare. «Oggi la Sicilia è riconosciuta come una delle grandi regioni del vino, capace di innovare, esportare e valorizzare i propri territori. Ma credo che ci sia ancora un aspetto da raccontare maggiormente: la straordinaria complessità e diversità della nostra isola».
Non una Sicilia uniforme, dunque, ma un mosaico di territori, vitigni, paesaggi, microclimi e persone che rendono ogni bottiglia diversa dall’altra. «Ogni azienda rappresenta un’identità unica e contribuisce a costruire il valore del brand Sicilia. Assovini può avere un ruolo importante nel raccontare questa ricchezza e il valore centrale rappresentato dalle persone che interpretano i vari territori rendendo il vino siciliano qualcosa di irripetibile».
È forse questa la sfida più affascinante: trasformare il vino in un grande racconto corale, capace di intrecciare cultura, paesaggio, archeologia, tradizioni gastronomiche e ospitalità. Un percorso che guarda con decisione anche all’enoturismo, settore che negli ultimi anni sta cambiando il modo di vivere il viaggio. Sempre più visitatori scelgono infatti la Sicilia non soltanto per il mare o le città d’arte, ma per attraversare le sue campagne, entrare nelle cantine, conoscere i produttori, scoprire storie di famiglie e territori. È un turismo lento, esperienziale, che lascia valore economico e costruisce relazioni durature.
Per conquistare i nuovi consumatori, però, non basta produrre grandi vini. «I consumatori stanno evolvendo rapidamente - chiarisce gabriella Favara - e chiedono molto più di un buon vino. Cercano autenticità, sostenibilità, esperienze e vogliono conoscere le storie che ci sono dietro ogni bottiglia». Per questo, spiega Favara, sarà necessario innovare anche il linguaggio della comunicazione, sfruttare sempre meglio gli strumenti digitali e dialogare con le nuove generazioni senza tradire l’identità che rende unico il vino siciliano. Lo sguardo è rivolto sia ai mercati storici sia alle nuove aree di crescita, dall’Est Europa al Centro e Sud America, fino al Sud Africa e al Sud Est Asiatico. Un’espansione commerciale che non riguarda soltanto l’export, ma contribuisce a rafforzare l’immagine complessiva della Sicilia come destinazione di qualità. Anche il nuovo Consiglio di amministrazione racconta questa visione.
Per la prima volta è composto interamente da under 40. Un ricambio generazionale che non nasce da una contrapposizione con chi ha costruito il successo del vino siciliano, ma dalla continuità. «Essere la più giovane presidente e guidare un Consiglio composto interamente da under 40 rappresenta certamente un segnale importante per tutto il settore. Significa dimostrare che il ricambio generazionale può essere un processo naturale e condiviso e che il merito, le competenze e la capacità di fare squadra sono gli elementi che devono guidare le scelte».
Una squadra cresciuta in un contesto internazionale, digitale e profondamente connesso, pronta a leggere con maggiore rapidità i cambiamenti dei mercati senza perdere il legame con il patrimonio costruito dalle generazioni precedenti. È forse proprio questa l’immagine più bella della nuova presidenza di Gabriella Favara: quella di un ponte. Da una parte la memoria, le famiglie del vino, il sapere custodito tra i filari; dall’altra il futuro, fatto di sostenibilità, comunicazione globale, turismo esperienziale e nuove economie.
Se il vino è da sempre uno degli ambasciatori più autorevoli della Sicilia, oggi quella diplomazia silenziosa assume un volto giovane, determinato e profondamente innamorato della propria terra. «Mi piacerebbe che tra cinque anni – aggiunge la neo presidente- chiunque pensi alla Sicilia la immagini come una destinazione turistica di grande bellezza, autenticità e storia, ma anche un territorio in cui vino, cultura, paesaggio, ospitalità e persone formano un’unica esperienza».
È un sogno che va ben oltre una bottiglia. È l’idea di un’isola che smette di rincorrere gli stereotipi e sceglie finalmente di raccontarsi attraverso il suo valore più autentico: le persone. Dunque è questo il significato più profondo di questa nuova presidenza. La Sicilia non cambia perché dimentica ciò che è stata, ma perché trova il coraggio di affidare il proprio futuro a chi sa guardare lontano. Come una vite che affonda saldamente le radici nella terra, ma continua ogni anno a cercare il sole.
La sua è una storia che assomiglia a quella di molti giovani siciliani partiti per studiare e fare esperienza lontano dall’isola. Un percorso internazionale costruito nel marketing di importanti aziende familiari del settore alimentare, dove ha acquisito competenze, metodo e uno sguardo capace di osservare i mercati globali. Poi il ritorno. Una scelta che, nelle sue parole, non è stata dettata dalla nostalgia, ma dalla convinzione che proprio in Sicilia fosse possibile costruire il futuro.
«Dopo gli studi ho maturato delle importanti esperienze fuori dalla Sicilia nel marketing di aziende familiari leader del settore alimentare - racconta Favara -.È stata un’esperienza preziosa, che mi ha dato strumenti e una visione internazionale. Ma a un certo punto ho capito che volevo mettere quelle competenze al servizio della mia terra e la scelta di tornare è stata naturale. Sono cresciuta tra i vigneti, respirando fin da bambina la cultura del vino, e sentivo il desiderio di contribuire in prima persona a un progetto che appartiene alla mia storia familiare ma, soprattutto, al futuro della Sicilia».
In questa decisione c’è qualcosa che va oltre il percorso personale. C’è il desiderio di una generazione che non considera più l’isola un luogo da cui partire definitivamente, ma uno spazio nel quale investire idee, competenze e relazioni internazionali. Per Favara la Sicilia continua ad avere una forza capace di richiamare chi l’ha lasciata. «Questa terra ha una capacità magnetica di offrire un’autenticità che non ha eguali. I giovani tornano non per ripiego, ma per la consapevolezza che qui si può fare impresa. La Sicilia è ricca di talento, biodiversità, cultura e opportunità ancora da esprimere pienamente. Le difficoltà esistono, ma possono trasformarsi in stimoli per innovare».
Parole che sembrano descrivere anche la direzione che Assovini Sicilia intende prendere nei prossimi anni. Perché oggi il vino non rappresenta soltanto un comparto produttivo tra i più importanti dell’economia regionale: è uno dei linguaggi attraverso cui la Sicilia racconta sé stessa al mondo. Negli ultimi vent’anni l’isola ha conquistato mercati internazionali, ottenuto riconoscimenti prestigiosi e costruito un’identità enologica sempre più forte.
Eppure, secondo la nuova presidente, resta ancora una storia da raccontare. «Oggi la Sicilia è riconosciuta come una delle grandi regioni del vino, capace di innovare, esportare e valorizzare i propri territori. Ma credo che ci sia ancora un aspetto da raccontare maggiormente: la straordinaria complessità e diversità della nostra isola».
Non una Sicilia uniforme, dunque, ma un mosaico di territori, vitigni, paesaggi, microclimi e persone che rendono ogni bottiglia diversa dall’altra. «Ogni azienda rappresenta un’identità unica e contribuisce a costruire il valore del brand Sicilia. Assovini può avere un ruolo importante nel raccontare questa ricchezza e il valore centrale rappresentato dalle persone che interpretano i vari territori rendendo il vino siciliano qualcosa di irripetibile».
È forse questa la sfida più affascinante: trasformare il vino in un grande racconto corale, capace di intrecciare cultura, paesaggio, archeologia, tradizioni gastronomiche e ospitalità. Un percorso che guarda con decisione anche all’enoturismo, settore che negli ultimi anni sta cambiando il modo di vivere il viaggio. Sempre più visitatori scelgono infatti la Sicilia non soltanto per il mare o le città d’arte, ma per attraversare le sue campagne, entrare nelle cantine, conoscere i produttori, scoprire storie di famiglie e territori. È un turismo lento, esperienziale, che lascia valore economico e costruisce relazioni durature.
Per conquistare i nuovi consumatori, però, non basta produrre grandi vini. «I consumatori stanno evolvendo rapidamente - chiarisce gabriella Favara - e chiedono molto più di un buon vino. Cercano autenticità, sostenibilità, esperienze e vogliono conoscere le storie che ci sono dietro ogni bottiglia». Per questo, spiega Favara, sarà necessario innovare anche il linguaggio della comunicazione, sfruttare sempre meglio gli strumenti digitali e dialogare con le nuove generazioni senza tradire l’identità che rende unico il vino siciliano. Lo sguardo è rivolto sia ai mercati storici sia alle nuove aree di crescita, dall’Est Europa al Centro e Sud America, fino al Sud Africa e al Sud Est Asiatico. Un’espansione commerciale che non riguarda soltanto l’export, ma contribuisce a rafforzare l’immagine complessiva della Sicilia come destinazione di qualità. Anche il nuovo Consiglio di amministrazione racconta questa visione.
Per la prima volta è composto interamente da under 40. Un ricambio generazionale che non nasce da una contrapposizione con chi ha costruito il successo del vino siciliano, ma dalla continuità. «Essere la più giovane presidente e guidare un Consiglio composto interamente da under 40 rappresenta certamente un segnale importante per tutto il settore. Significa dimostrare che il ricambio generazionale può essere un processo naturale e condiviso e che il merito, le competenze e la capacità di fare squadra sono gli elementi che devono guidare le scelte».
Una squadra cresciuta in un contesto internazionale, digitale e profondamente connesso, pronta a leggere con maggiore rapidità i cambiamenti dei mercati senza perdere il legame con il patrimonio costruito dalle generazioni precedenti. È forse proprio questa l’immagine più bella della nuova presidenza di Gabriella Favara: quella di un ponte. Da una parte la memoria, le famiglie del vino, il sapere custodito tra i filari; dall’altra il futuro, fatto di sostenibilità, comunicazione globale, turismo esperienziale e nuove economie.
Se il vino è da sempre uno degli ambasciatori più autorevoli della Sicilia, oggi quella diplomazia silenziosa assume un volto giovane, determinato e profondamente innamorato della propria terra. «Mi piacerebbe che tra cinque anni – aggiunge la neo presidente- chiunque pensi alla Sicilia la immagini come una destinazione turistica di grande bellezza, autenticità e storia, ma anche un territorio in cui vino, cultura, paesaggio, ospitalità e persone formano un’unica esperienza».
È un sogno che va ben oltre una bottiglia. È l’idea di un’isola che smette di rincorrere gli stereotipi e sceglie finalmente di raccontarsi attraverso il suo valore più autentico: le persone. Dunque è questo il significato più profondo di questa nuova presidenza. La Sicilia non cambia perché dimentica ciò che è stata, ma perché trova il coraggio di affidare il proprio futuro a chi sa guardare lontano. Come una vite che affonda saldamente le radici nella terra, ma continua ogni anno a cercare il sole.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




