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È un cercatore di talenti (del calcio): Nino è rimasto a Palermo e la fa crescere con lo sport

Il ventiseienne palermitano ha sempre pensato che in un modo o in un altro sarebbe riuscito a fare nella sua città il lavoro dei suoi sogni e oggi cerca di realizzare anche quelli di tanti giovani

Federica Piazza
Content specialist, copywriter, storyteller
  • 5 maggio 2022

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Nino Terruso

Il calcio ha il potere di unire migliaia di persone diverse sotto una stessa maglia, o credo. Quante volte allo stadio abbiamo abbracciato il nostro sconosciuto vicino di posto dopo un gol al novantesimo o ci siamo sentiti parte di qualcosa di più grande noi soltanto sedendoci in gradinata?

Nel bene e nel male la magia del calcio ci permette di condividere le gioie, senza dimenticare i dolori, con amici ma anche sconosciuti che col tempo, tra una partita e l’altra, possono diventare anche loro amici. I palermitani non sono immuni alle emozioni che il calcio sa dare e nella fede alla maglia rosanero trovano qualcosa in cui credere e, alcuni, un buon motivo per restare.

«Io non sono mai voluto andare via» racconta Nino Terruso, ventiseienne palermitano e sfegatato rosanero «ho sempre pensato che in un modo o in un altro sarei riuscito a fare qui il lavoro dei miei sogni, o almeno qualcosa che ci si avvicinasse. Non ho mai trovato un motivo valido per andarmene, ho sempre pensato che le cose qua in qualche modo possano funzionare, o che comunque, qualcuno avrebbe dovuto provarci. Mi sono appassionato al Palermo Calcio dopo aver visto la prima partita del Palermo di Zamparini in serie A, era il 2004, da lì ho deciso che avrei lavorato nello sport. Per un periodo ho sperato di fare il giornalista sportivo, ma poi diciamo che mi hanno fatto passare la voglia».



Nello stesso periodo Nino bazzicava eventi sportivi, durante uno di questi, nell’estate del 2019, ha conosciuto un talent scout che gli ha proposto di lavorare insieme a lui durante un evento di Talent Scouting in Spagna come social media manager. «Era una grande opportunità e ho deciso di partire insieme alla mia ragazza, abbiamo lavorato insieme all’evento e quando siamo tornati effettivamente avevo le idee più chiare. Ho visto tante cose e imparato moltissimo da quell’esperienza, a quel punto mi sono detto “perché non fare una cosa simile anche a Palermo?”, e lì è nata l’idea. I giovani appassionati che sperano di intraprendere una carriera calcistica professionistica qui sono tanti, gli serve solo un’opportunità».

Dopo l’esperienza sul campo avvenuta in Spagna, Nino ha capito che la sua strada era quella del calcio giocato e del talent scout e se in un primo momento aveva considerato l’idea di trasferirsi a Roma per un master, il profondo legame con Palermo e la voglia di cambiare le cose alla fine lo hanno spinto a terminare gli studi qui con una seconda laurea in management dello sport e concentrarsi sul suo progetto «nella mia testa c’era l’idea di coinvolgere quanto più possibile i personaggi del calcio e gli addetti ai lavori, che comunque fondamentalmente stanno al Nord, mi sembrava anche una maniera di valorizzare il territorio.

Volevo dare ai ragazzi siciliani la possibilità di mostrare a qualcuno di competente il loro talento. Così mi sono convinto e sono riuscito a contattare Giampaolo Montesano, un ex giocatore del Palermo, soprannominato Montesamba dai palermitani perché ricordava un brasiliano nelle movenze, e con la sua associazione abbiamo fatto partire il progetto. L’estate scorsa abbiamo creato un evento di talent scout, il Palermo Summer Football Campus, per dare una possibilità ai ragazzi dai 9 ai 18 anni che volevano inseguire questo sogno.

Abbiamo coinvolto uno staff tecnico che potesse valutare la bravura dei giocatori e delle figure professionali che nelle piccole realtà calcistiche nessuno può mettere a disposizione. Abbiamo coinvolto fisioterapisti, nutrizionisti e preparatori atletici. Volevo dare ai ragazzi un’esperienza che fosse quanto più possibile realistica del mondo del calcio. Molti di loro non ne avevano idea di tutte le figure che ruotano intorno a questo mondo e mi piace pensare che dopo un’esperienza simile, questi ragazzi possano appassionarsi anche ad altro, o comunque capire che il calcio non è solo rincorrere il pallone e che c’è un mondo pieno di possibilità in questo settore».

I ragazzi si sono allenati come calciatori professionisti per sei giorni con due allenamenti al giorno e uno staff tecnico composto da Giampaolo Montesano, Gabriele Giuseppe Marino, ex giocatore dell’Inter, e Raffaele Paolino anche lui ex calciatore; alla fine del campus due dei partecipanti sono stati selezionati per una prova in una squadra di Serie C.

Al progetto non hanno partecipato solo ragazzi palermitani «abbiamo avuto anche ragazzi che si sono iscritti da Catania e questo per me è stato molto bello. Sai, la rivalità calcistica tra Palermo e Catania è cosa nota a tutti, eppure, sono stati loro in prima persona che hanno abbattuto quello che potrebbe essere definito come “preconcetto calcistico”. Uno dei due è anche stato selezionato per un provino in una squadra di Serie C, che è quello che ci auguriamo di fare con il nostro progetto: trovare talenti da poter presentare ai club professionistici».

L’idea di Nino e Giampaolo Montesano è quella di invertire la tendenza trasformando Palermo in un luogo di incontro di talenti calcistici «gli addetti al mondo del calcio, in questo momento, non verrebbero mai a Palermo a meno che non venga segnalato qualche ragazzo. Il nostro obiettivo è creare un momento di incontro in cui i professionisti del settore possano toccare con mano il talento dei nostri ragazzi e farlo sbocciare. Stiamo preparando la prossima edizione con l'obiettivo di presentare quanti più giocatori possibili ai club professionistici e ne siamo entusiasti».

Nino è anche brand manager del Palermo Calcio a 5 e si occupa di tutti i progetti che sono legati al brand che riguardano sia progetti in campo sia progetti nelle scuole.
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