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Era una delle poche certezze della vita: in Sicilia c'è anche la Pasquetta "in differita"

Non tutti sanno che in alcune località la Pasquetta si celebra il martedì successivo alla Pasqua, per evitare che essa si sovrapponga a un'altra ricorrenza che cade di lunedì

Simona Russo
Giornalista
  • 3 aprile 2021

La chiesa di San Michele Arcangelo

Una delle poche certezze della vita è che la Pasqua cade ogni anno di domenica e, di conseguenza, la Pasquetta di lunedì.

Fin da piccoli ci hanno insegnato, infatti, che la domenica di Pasqua è una festa religiosa in cui si ricorda la resurrezione di Gesù Cristo e che il 'lunedì dell'angelo' è quando si celebra l'incontro di Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè con un angelo davanti al sepolcro di Gesù.

Qui è stata pronunciata, secondo la tradizione cattolica, la famosa frase che riportano i vangeli. «Non abbiate paura, voi! - le parole dell'angelo secondo Marco - So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto».

La tradizione ha fatto sì che questi fatti, avvenuti in teoria a Pasqua, venissero spostati alla mattina successiva, il lunedì appunto. Il giorno dopo Pasqua è considerato festivo in molti paesi del mondo.



Nei secoli (o meglio millenni), questo giorno è diventata l'occasione per una gita fuori porta, magari con pic-nic annesso, la classica scampagnata del lunedì di Pasqua.

Non tutti però sanno che in alcune località d'Italia la Pasquetta si celebra il martedì successivo alla Pasqua, (come ad esempio a Marano di Napoli, Castrovillari (Cosenza), Pallagorio (Crotone), Venafro (Isernia) etc.), e questo perché, in diversi casi, il giorno prima cade un'altra ricorrenza e le due feste non possono 'sovrapporsi'.

In Sicilia questo singolare fenomeno si verifica a Nicosia, in provincia di Enna. L'origine della Pasquetta di Nicosia, denominata "Martë dê litrë", deriva da una antica tradizione bizantina sul culto della Madonna dell'Odigitria (dal greco antico: colei che istruisce, che mostra la direzione), ben radicato anticamente in questo paese del centro Sicilia.

La Madonna dell'Odigitria veniva festeggiata in Sicilia il martedì dopo Pasqua e a Nicosia si festeggiava nell'antica chiesetta rupestre ad essa dedicata: vi si faceva con la famiglia e amici una scampagnata nei dintorni, essa si trovava situata nel quartiere Magnana.

Oggi le tracce di tale ricordo sono il Viale Itria e l'attuale chiesa moderna della Magnana costruita nell'originale zona, molti pensano che si chiami San Gabriele dell'addolorata ma in realtà la Chiesa è dedicata a Santa Maria Odigitria.

Altro motivo, di fondamentale importanza, per cui a Nicosia la Pasquetta è spostata al martedì consiste nel fatto che il lunedì dopo Pasqua è dedicato alla processione per la Festa di San Michele Arcangelo.

In occasione di quest’ultima si mobilità un quartiere, che coinvolge la città intera. La statua del Santo, raffigurante la sconfitta di Lucifero, dall’omonima chiesa viene fatta girare per tutto il paese e i fedeli lanciano, per devozione, lunghi nastri colorati.

Processioni, messe, banchetti veloci (ma abbondanti) e anche una rappresentazione farsesca che prevede l'apparizione dei 'diavoli', giovani travestiti da demoni che fingono di litigare e accapigliarsi, lanciando torce di paglia sulla folla che, ritraendosi davanti all'assalto, dà vita a curiosi ondeggiamenti.

In questo modo prende vita il binomio sacro-profano, molto comune nelle feste religiose in Sicilia. Così assistiamo ad un curioso “allungamento” delle festività pasquali che, in questo modo, durano tre giorni anziché due e per consentire i festeggiamenti di San Michele, la Pasquetta cade di martedì. In differita.
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