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Fabio Guglielmino è "Il ragazzo di Capo Gallo": musica tra passioni e imposizioni

Un progetto musicale sul valore delle proprie passioni a discapito delle imposizioni sociali: Fabio Guglielmino canta per sé ma anche per gli altri

Mohamed Maalel
Booklover compulsivo
  • 4 ottobre 2018

Un'autobiografia collettiva, un contenitore di storie ondivaghe piene di speranza: è questo il progetto "Il ragazzo di Capo Gallo" del cantautore palermitano Fabio Guglielmino.

Con questo progetto musicale Fabio, attraverso la storia di Marco, un ragazzo di Isola delle Femmine, cerca di incanalare le speranze, i desideri e le preoccupazioni di chi vive la passione per il surf. Alla base una difficile domanda: può la passione essere una perdita di tempo?

«Questo progetto a più episodi – sostiene Fabio - nasce dalla mia passione per il surf ed il mare in generale, ma ho deciso di allargare il discorso alla generale idea di passione e di come quest’ultima venga trattata dalla società. Il mare per molti è una perdita di tempo, e non vale la pena perdere tempo con queste cose».

Brani rock ma leggeri, con testi lineari e significativi, frutto di diverse influenze e miscele, tra Italia e Germania. Raccontano storie vere, di persone che ogni giorno devono lottare contro le difficoltà sociali dovute al legame con le proprie passioni. Il progetto parte da un prologo in cui il protagonista decide di scappare dal proprio ufficio per raggiungere la sua grande passione, il mare.

In "Samurai" il ragazzo tutto felice osserva i surfisti, tra un disegno ed un sorriso di speranza. Nel terzo episodio "tutto cambierà" Marco trasforma in realtà la sua passione, strappando il rinnovo del contratto di lavoro, mentre un Apollo sereno lo osserva contento. Ma lontano si nasconde una strana figura. Questa figura decide di palesarsi nel successivo "Faccia a faccia con Dio": è Ares, il Dio greco della guerra, che gli consiglia di non perdere più tempo con le sue passioni.

«Utilizzando il mio amore per il mondo classico, ho deciso di rappresentare la società attraverso la figura del Dio Ares, il Dio della guerra. Una società in continua competizione e lotta che ti dice di trovare un lavoro, evitando di perdere tempo in spiaggia e lottando per il tuo posto nella società» racconta Fabio.

È da qui che si evince un certo radicamento delle proprie passioni: Marco, come si può vedere nell’episodio "Come Namor" non ascolta i consigli della "società manipolativa" e si tuffa in acqua. È una rinascita, tra musica e mare. La passione matura, mentre il rock del brano sintetizza la consapevolezza del proprio legame con l’arte del surf. Nell'episodio finale "Perso nel blu" la lotta tra Marco e Ares diventa realtà.

«Il video finale è un’esperienza personale: il protagonista è perso nel fascino del mare, non capisce più nulla, perché sta vivendo un momento di bellezza» racconta Fabio. Combattere con sé stessi e le imposizioni della società: questo è il filo conduttore di tutto il lavoro.

"Il ragazzo di Capo Gallo" è disponibile su Youtube, Spotify e le altre piattaforme di streaming ed è acquistabile in tutti gli store online. I brani del progetto, assieme ad altri pezzi originale del cantautore, saranno presentate dal vivo in concerto sabato 6 ottobre all’Auditorium Rai Sicilia di Palermo.

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