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Faranno gli stessi percorsi e agli stessi orari: il senso dei 33 nuovi autobus per Palermo

Attenzione: non verranno incrementate le frequenze delle linee, piuttosto saranno limitati i guasti, che ritardano il servizio. Non sono previste vetture ibride

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 18 maggio 2018

Ancora i fondi del Pon METRO: saranno loro a portare nuovi regali all’ombra del Monte Pellegrino. Oltre a finanziare la ciclabile sulla costa sud (ecco dove raccontiamo questa idea) e altri interventi, la pioggia di denaro sulle città metropolitane proveniente dal governo centrale consentirà a Palermo un rinnovamento importante del parco mezzi di AMAT.

Parliamo di 33 nuovi autobus. Potrebbero sembrare pochi ma se pensiamo che ogni giorno vanno su strada circa 200 veicoli, l’impatto sul rinnovamento della flotta ci sembra abbastanza incidente.

Incidenza che si concretizzerà con la sostituzione di vetture oramai vetuste. Tuttavia non verranno incrementate le frequenze delle linee, piuttosto saranno limitati gli episodi di guasti e conseguente ritardo nel servizio.

Entriamo nel dettaglio: la IrisBus si è aggiudicata la fornitura di 10 autobus autosnodati da 18 metri diesel Euro-6, e di 23 autobus da 12 metri diesel, anch’essi Euro-6.

Le linee centrali cittadine, come la 101 ad esempio, sono servite da bus con alle spalle svariate migliaia di km e in tal senso l’arrivo di nuovi autosnodati contribuirà a ringiovanire anche questo asset.

In compenso, la recente aggiudicazione della progettazione delle nuove linee tranviarie ha lasciato intuire la volontà diffusa di riservare proprio ai convogli tranviari la copertura degli assi nord-sud come via Roma, via Libertà, via Croce Rossa.

Sarebbe interessante capire allora dove potrebbero essere dirottate queste vetture una volta che le nuove linee tranviarie entreranno in esercizio.

Sicuramente l’intero servizio di trasporto pubblico dovrà obbligatoriamente migliorare, salvo problemi di altra natura.

Ad ogni modo, all’orizzonte si profila un altro massiccio rinnovamento del parco mezzi attraverso un’altra gara in fase di aggiudicazione.

Singolare è notare come in questo appalto non vi siano vetture ibride o elettriche, oramai simbolo delle città europee più all’avanguardia che stanno progressivamente rimuovendo mezzi a diesel.

Probabilmente, nel caso di Palermo, il problema potrebbe essere legato alle stazioni di rifornimento.

È altrettanto probabile che queste due forniture costituiscano i momenti primordiali di un rinnovamento globale che si concretizzerà nel tempo e in maniera progressiva, soprattutto grazie a fondi dedicati a cui Palermo accederà nei prossimi anni.

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