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Favignana, Lampedusa e le altre: un piano da 200 milioni per trasformarle in "isole green"

L'obiettivo di cui si parla tra le pagine della nuova bozza del Pnrr è far diventare le 19 isole minori italiane dei "laboratori" per lo sviluppo di modelli autosufficienti

Balarm
La redazione
  • 26 aprile 2021

Isola dei Conigli, Lampedusa

«Trasformare le 19 isole minori in "laboratori 100% green e autosufficienti».

È questo in sintesi l'obiettivo a cui si punta tra le pagine della nuova bozza del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che, sulla base del Recovery Plan itlaiano, prevede un investimento di 200 milioni di euro per le cosiddette isole verdi.

Il problema di base - come si legge su "Il Sole 24 Ore" - è sempre lo stesso da molto tempo e riguarda la maggior parte delle isole minori italiane, ossia la mancanza di connssione alla rete elettrica nazionale.

Da qui la decisione di prevedere nel Recovery Plan italiano, che dovrebbe arrivare a breve all’esame del Consiglio dei ministri, un investimento di 200 milioni per assicurare loro l’autosufficienza energetica.

L'obiettivo dunque è far diventare queste isole dei "laboratori" per lo sviluppo di modelli al 100% green e autosufficienti.

In particolare, il Ministero dello Sviluppo economico individua 19 isole minori e, tra queste ben 14 sono siciliane.



All'articolo 1 del Bando sui progetti integrati innovativi per le isole minori non interconnesse vengono citate una per una le 19 isole. Si tratta di: Capraia, Giglio, Ponza, Ventotene, Capri, Tremiti, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria, Ustica, Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano, Lampedusa e Linosa.

Ma cosa si intende per "isole green"?

«Gli interventi specifici per ciascuna isola - si legge nella bozza di Pnrr - interessano la rete elettrica e le relative infrastrutture per garantire la continuità e la sicurezza delle forniture e facilitare l’integrazione di fonti rinnovabili, ma procederanno secondo una logica integrata di gestione efficiente delle risorse».

Il Recovery Plan cita, come esempi, l’ottimizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti, gli impianti per produrre energia elettrica da fonti rinnovabili, i dispositivi di accumulo, le smart grid, i sistemi innovativi di gestione e monitoraggio dei consumi, integrazione del sistema elettrico con il sistema idrico dell’isola. E ancora, sistemi di desalinizzazione, costruzione o adeguamento di piste ciclabili e servizi/infrastrutture di mobilità sostenibile.
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