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"Ferragosto, pasta al forno e carne arrosto": riti e tradizioni della notte più attesa dell'estate

Anche se non potremo festeggiarlo vogliamo ripercorrere le tappe storiche, tradizionali e antropologiche che sono legate al rito del falò nella notte a cavallo tra il 14 e 15 agosto

Balarm
La redazione
  • 13 agosto 2021

Il falò di Ferragosto

Anche se quest'anno, a causa della pandemia, la tradizione della notte di Ferragosto non potrà essere vissuta, ricordando i più bei momenti che tutti abbiamo nella memoria, vogliamo ripercorrere le tappe storiche, tradizionali e antropologiche che sono legate al rito del falò nella notte a cavallo tra il 14 e 15 agosto.

Il termine Ferragosto deriva dal latino “feriae Augusti” (riposo di Augusto) e indica una festività istituita dall’imperatore nel lontano 18 a.C.; tale ricorrenza si andò ad aggiungere alle già esistenti e antichissime festività calendarizzate nello stesso mese (come i Vinalia rustica o i Nemoralia).

Si trattava di un periodo di festeggiamenti e riposo, secondo la tradizione dei Consualia, ovvero feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio dei granai e protettore del raccolto.

All’inizio il ferragosto pagano si celebrava nel primo giorno di agosto ma i festeggiamenti si protraevano anche fino al 13, giorno dedicato alla dea Diana.



Siamo nel periodo del VII secolo d.C. quando la Chiesa Cattolica fa in modo di far coincidere la ricorrenza laica con la festa religiosa dell’Assunzione di Maria che ricade il 15 agosto (per tale ragione si svolgono molte processione religiose).

Ieri come oggi non c'era Ferragosto senza un falò e dell’acqua, simboli per eccellenza dei riti pagani.

Entrando nel merito del loro significato l’accensione del fuoco serviva a rendere grazie agli dei per il raccolto e per allontanare gli spiriti maligni affinché non rovinassero i campi con l’arrivo dell’inverno.

L'acqua, invece, mezzo di purificazione dello spirito e del corpo per eccellenza, era coinvolta anche come elemento di fecondità e benessere.

Accendere, dunque, il falò sulla spiaggia altro non è che la testimonianza viva di un antico rito propiziatorio e di purificazione, così come il bagno a mare di mezzanotte.

Ancora un’altra tappa storica c’è da aggiungere nella storia del Ferragosto.

A quanto sembra la tradizione popolare della gita turistica nacque durante il ventennio fascista.

Nel periodo ferragostano il regime, attraverso le associazioni dopolavoristiche, organizzava centinaia di gite popolari a prezzi fortemente scontati.

L’iniziativa offriva la possibilità anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane e le località marine o montane.
Inoltre, dato che le gite non prevedevano il vitto, nacque anche la tradizione del pranzo al sacco.

In Sicilia come da tradizione per “ferragosto pasta al forno e carne arrosto” ed è così che, normalmente, soprattutto in alcune zone più popolari dell’area del Palermitano (e non solo) gli “accampamenti” - con relativi pranzi e cene - cominciano già qualche giorno prima per poi concludersi la sera del 15.

Ed ecco perché ancora oggi - pandemia permettendo - la notte del 14 agosto è tanto attesa, da giovani e non solo.

Per gli adolescenti è tra le prime occasioni per trascorrere fuori casa la prima notte in compagnai degli amici ma anche tra gli adulti l’appuntamento è tra quelli immancabili. Tutti ricordiamo almeno un ferragosto trascorso cantando, chitarre alla mano, fino all’alba.

E se quest’anno non potremo rinnovare la tradizione pazienza, ci rifaremo il prossimo anno.
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