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Fu porto d'approdo di Ulisse, poi una colata di lava lo inghiottì: il leggendario borgo di Ognina

Quali sono le curiosità e le cose da non perdere di questo affascinante quartiere dal sapore leggendario, dove ancora oggi, la domenica mattina, si può trovare il mercato del pesce? Scopriamole insieme

Claudia Rizzo
TV producer
  • 25 agosto 2021

Vista di Ognina (foto Roberto Munao)

Che la Sicilia sia l’Italia al superlativo lo hanno sempre pensato in tanti. Non a caso è finita fra le pagine di scrittori e poeti ed è stata terra d’approdo di uno fra i personaggi d’avventura che più ci ha fatto sognare a scuola, l’astuto e ingegnoso Odisseo.

A Catania a quanto pare ci sono tracce del suo passaggio in uno dei suoi quartieri più belli e caratteristici, con una storia secolare fatta di cambiamenti, trasformazioni, miti ed eruzioni. Parliamo di Ognina, oggi completamente inglobato nel tessuto cittadino ma in un’altra epoca borgo marinaro a sé e indipendente dalla città.

Leggenda vuole che Odisseo, cercando affannosamente quiete, scelse proprio quello che viene chiamato dai catanesi “Il porto di Ulisse” per sbarcare con i suoi uomini. Lo scalo, d’altronde, costruito nell’VIII secolo a.C., rappresentava un’importante tappa marittima ed era diventatopunto d’incontro fondamentale nel Mediterraneo, tanto da poter contenere fino a 250 navi.



Il porto d’approdo del mitico Ulisse purtroppo fu inghiottito tantissimo tempo fa da una violenta eruzione dell’Etna che, a contatto col mare azzurro, ha creato un lungo fiume di lava, ormai muraglia di scogli neri in cui il borgo si sporge e si affaccia da secoli.

Al suo posto fu realizzato il porticciolo di Ognina, che per anni è stato luogo di riferimento per lacostruzione di navi: i maestri d'ascia che lo popolavano erano considerati fra i migliori della costa orientale.

Ma quali sono le curiosità e le cose da non perdere di questo affascinante quartiere dal sapore leggendario, dove ancora oggi, la domenica mattina, tra le varie barche ormeggiate si può trovare il mercato del pesce? Scopriamole insieme.

PERCHÉ “OGNINA”
Partiamo dal suo nome. Sulle sue origini rimangono ancora alcuni dubbi e sono diverse le ipotesi in campo. Quella più accreditata lega il borgo marinaro, soprannominato “Lògnina” o “Lòngina”, al fiume che scorreva nei pressi e che fu sepolto dall’eruzione del 1381, il Longàne: oggi è completamente scomparso, ma ne rimane traccia nelle polle di acqua dolce che affiorano lungo tutto il litorale.

Sul termine “Ognina” ci sono anche altre teorie, come ci racconta il monsignor Mariano Foti nel suo libro “Ognina, storia, ricerche, impressioni”. “Lògnina”, infatti, indicava i porti provvisti di pietre forate che servivano per l’approdo nei porti delle navi. Questo sarebbe, quindi, il motivo per cui la parola è usata per indicare altre località note per le loro attività portuali, non solo della Sicilia ma anche della Sardegna o dell’Isola d’Elba.

Probabilmente non conosceremo mai le origini con certezza, ma quel che sappiamo è che questo piccolo borgo di pescatori, che era il porto dell’antica e maestosa Katane, conserva un fascino particolare ancora oggi, nonostante il grande sviluppo edilizio e le mutazioni che lo hanno contraddistinto nel corso del tempo.

IL SANTUARIO DI SANTA MARIA D’OGNINA
Ancora una volta un legame con l’antica Grecia. Oltre all’approdo di Odisseo, infatti, leggenda vuole che sulla spiaggia di Ognina sorgesse un tempio dorico dedicato alla dea Athena Longatis, dea della sapienza e protettrice della battaglie in mare.

Il tempio, come il Porto di Ulisse, non esiste più perché fu distrutto dai terremoti che colpirono la città nel ‘300. In seguito fu costruita una chiesa, anch’essa distrutta da un terremoto, e sulle sue rovine fu edificata l’attuale Chiesa di Santa Maria di Ognina, restaurata dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Da quel lontano 8 settembre del 1697, quando avvenne la consacrazione, la statua venerata della “BeddaMatri di Ognina”, incoronata e illuminata, appare sull'altare maggiore alzandosi lentamente.

A FESTA D'A BAMMINA
L'8 settembre, per tutto il borgo di Ognina e anche per moltissimi catanesi di altri quartieri, arriva uno dei momenti più attesi e importanti dell’anno: la Festa della Madonna di Ognina.

Conosciuta con il nome popolare di "A festa d'a Bammina" (la festa di Maria bambina), si celebra nella settimana che ruota per l’appunto attorno al giorno della Natività di Maria, e a Catania è considerata seconda per importanza dopo la festa della patrona Sant’Agata. Questa celebrazione, che affonda le radici in tradizioni antichissime, richiama folle di fedeli e curiosi che giungono da qualsiasi parte della Sicilia, tanto che un tempo gli abitanti del quartiere solevano acquistare un abito nuovo da indossare per l’occasione.

"Con vera Fede, evviva la bella Madre di Ognina” è il grido di saluto ritmato e ripetuto più volte dai mastri di festa e dalla folla di devoti attorno al fercolo nel giorno della processione della Madonna, che gira per i vicoli del quartiere dando la benedizione ai fedeli che ne attendono impazienti il passaggio.

Ma c’è di più. Perché sono addirittura sette le iniziative religiose e folkloristiche che vengono organizzate durante la Festa, che ogni anno viene preparata da un comitato ad hoc, formato da pescatori, operatori pastorali e sacerdoti della parrocchia. Fra queste, sicuramente da non perdere La sagra del pesce azzurro, quando la sera del sabato e della domenica antecedenti la festa i pescatori in piazza imbandiscono una grande tavolata offrendo a tutti del pesce arrostito, e la processione in mare.

Quest’ultima, che si svolge il sabato successivo all'8 settembre, è un momento magico, fatto di fede misto a cultura e folklore locale. Nel tardo pomeriggio la statua della Madonna viene portata dal molo verso il mare aperto su una barca, per poi ritornare al Santuario: la prima tappa è nei pressi del porto, dove ogni anno viene gettata una corona di fiori in onore dei caduti in mare, e subito dopo comincia la vera e propria processione, con tutte le barche a seguire e i fedeli incantati a guardare sotto le stelle che ne illuminano il cammino.

La folla aggrappata alle rive e agli scogli del golfo con i fazzoletti bianchi per salutare, le barche e i pescherecci addobbati a festa, i canti mariani, le preghiere e i lumini accesi e galleggianti sulle acque ammantano la processione di un fascino speciale, un incanto che sa di mistero.

CURIOSITÀ: SAN SILVESTRO A MARE
Ognina, un tempo borgo di pescatori e oggi quartiere attrattivo con ristorantini di pesce e pasticcerie, è famosa in tutto il mondo non solo per tutto quello che vi abbiamo appena raccontato ma anche per un altro evento che si ripete ormai da più di sessant’anni: San Silvestro a mare.

È una gara di nuoto tradizionale che si tiene tutti gli anni la mattina del 31 Dicembre, quando partecipanti di ogni fascia di età, di varie nazioni, professionisti e dilettanti si sfidano in un’entusiasmante gara di nuoto nel mare della Sicilia, partendo proprio dal porticciolo dell’antico borgo.

La manifestazione è nata nel 1960 grazie all’idea di Lallo Pennisi, un professionista della pallanuoto catanese. Da allora San Silvestro a mare è diventato un appuntamento fisso e unico al mondo, motivo per cui ha raggiunto una fama di livello internazionale.
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