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Fu stimato perfino da Napoleone Bonaparte: la scalata del celeberrimo ammiraglio Gravina

A Palermo c'è anche una strada col suo nome ma in pochi sanno chi sia stato e cosa fece il palermitano Federico Carlo Gravina principe di Montevago

Balarm
La redazione
  • 18 dicembre 2021

Federico Carlo Gravina

Nella storia, quella che si impara sui libri, c’è un palermitano che va ricordato per le azioni e i riconoscimenti ottenuti nella sua carriera militare: stiamo parlando di Federico Carlo Gravina, principe di Montevago.

Nato a Palermo da una famiglia di nobili origini fece carriera nella Marina Militare spagnola, conquistando il ruolo di ammiraglio e la stima di molti personaggi illustri della sua epoca, tra cui lo stesso Napoleone Bonaparte.

La casa di famiglia era Palazzo Arezzo, situato all’incrocio tra il Cassaro e via Roma, dove da subito Federico, contrariamente ai fratelli, mostrò interesse per la carriera militare.

Dopo gli studi svolti a Roma, appena, maggiorenne fu ammesso nella marina spagnola con il grado di guardiamarina, uno dei primi gradi da ufficiale, e fu assegnato al dipartimento di Cadice.

Bastarono pochi anni per scalare le posizioni del corpo militare iberico, partecipando contestualmente, ad importanti spedizioni navali in Spagna, a Santo Domingo, Brasile, Argentina, Haiti, Algeria e a Costantinopoli.
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In queste campagne mostrò sempre il suo valore sul campo e le sue spiccate abilità di comando.

Per questi e altri meriti, come dicevamo, Napoleone Bonaparte gli conferì la Legion d’Onore, la massima onorificenza della Repubblica Francese, e gli regalò delle preziose armi intarsiate in oro oggi custodite presso Palazzo delle Aquile.
Ma i rapporti con il generale francese non si esaurirono solo in questa circostanza, come vi diremo fra poco.

Tra le campagne militari a cui prese parte il principe di Montevago, nel 1793 si ricorda l’eroica difesa di Tolone dall’assedio delle forze repubblicane francesi, durante la quale rimase ferito. Una volta guarito fu promosso Tenente Generale della Real Marina di Spagna all’età di 37 anni.

Nel 1797 la Spagna decise di allearsi con la Francia per osteggiare la potenza militare britannica e Federico Gravina iniziò ad intrattenere rapporti di collaborazione con i più alti funzionari militari francesi, guadagnandone la stima.
Fu così che nel 1802, dopo la stipula della pace di Amiens, Gravina ottenne il permesso di tornare a Palermo, per far visita ai suoi genitori.

Conosciuto e stimato da tutti, proprio in Sicilia conobbe anche il viceammiraglio inglese Horatio Nelson, che qualche anno dopo avrebbe fronteggiato nella celeberrima battaglia di Trafalgar.

Successivamente venne richiamato a Parigi per svolgere il ruolo di ambasciatore del Re di Spagna; qui rinsaldò il rapporto di reciproca stima con Napoleone Bonaparte, arrivando a partecipare, come ambasciatore, anche alla sua incoronazione, firmando a nome del re Carlo IV l’alleanza Franco-Spagnola del 1805.

Una fama, dicevamo, che varcò i confini raggiungendo anche la costa dell’Alaska, dove giunse l’esploratore spagnolo Jacinto Caamaño che, scoprendo nuove isole, decise di intitolarle proprio a lui, chiamandole Islas Gravina.

Alla sua morte fu sepolto nel Panteòn de Marinos illustres, a San Fernando, in Spagna, mentre a Palermo tracce storiche della sua figura si trovano grazie ad una targa posta nel palazzo in cui è nato e ad una strada a lui dedicata.
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