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Gibellina ritorna "Ibbiddina": come nasce il primo gioco da tavolo sulla storia della città

La figura "madre" del gioco si chiama Ibbidina, dall’antico nome in dialetto siciliano che gli anziani davano alla città di Gibellina. Ecco di che cosa si tratta

Balarm
La redazione
  • 19 maggio 2026

Il gioco da tavolo "I-be-Dna" ideato dagli studenti di Gibellina

Immaginate un luogo siciliano e suggestivo diventare un gioco da tavolo. È successo davvero a Gibellina, luogo simbolo di rinascita nell'Isola, nell'ambito delle iniziative che la vedono Capitale dell'Arte Contemporanea del 2026. La figura "madre" del gioco si chiama Ibbidina, dall’antico nome in dialetto siciliano che gli anziani davano alla città di Gibellina. Attorno a questa signora – una rappresentazione digitale di una donna – si è mossa la costruzione di “I-be-DNA”, il primo gioco da tavolo realizzato sulla storia della città.

L’idea è stata degli alunni di prima e seconda media del plesso “Salomone-Marino” di Borgetto (Palermo) e ieri il gioco è stato presentato a Gibellina durante il primo appuntamento di restituzione delle opere realizzate dalle scuole siciliane che hanno aderito al bando promosso dall’Assessorato regionale all’istruzione.

Ma non è un semplice gioco ma una scoperta della storia della città accessibile anche a bambini e ragazzi «così la memoria l’abbiamo trasformata in esperienza interattiva», spiega la docente Antonella Giaimo che ha seguito i ragazzi insieme ai colleghi Isabella Sassano, Massimo Barbaro, Valentina Oliveri e Angela Randazzo.

Il lancio di dadi, le schede di quattro colori coi quesiti sulla storia della città a cui rispondere e poi i pezzi di un Cretto in miniatura da comporre se si risponde esattamente ai quesiti, sino ad arrivare a completare l’opera. «Al termine del gioco ci sarà solo un vincitore morale che troverà, tra i pezzi del Cretto, il bollino del futuro», spiega la professoressa.
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