Un "luogo sacro" di rinascita: inizia Gibellina Capitale dell'Arte Contemporanea
Dura due giorni la cerimonia inaugurale col ministro della Cultura e l'assessore ai Beni culturali che celebrano la città che fa dell’arte uno strumento di rigenerazione urbana
Una foto di Gibellina Nuova
Gibellina torna a comunicare attraverso l’arte. Lo fa nel giorno più carico di memoria, quello che richiama il terremoto del 1968, trasformando una ferita storica in un segno di futuro. «Gibellina non poteva che essere la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea per le stesse ragioni per cui si costruisce un tempio: perché il luogo in cui lo si costruisce è sacro». Lo ha detto il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, inaugurando Gibellina Capitale dell'arte contemporanea 2026, iniziativa promossa dal Dipartimento per le Attività Culturali del MiC con la Direzione Generale Creatività Contemporanea per valorizzare l’arte contemporanea come strumento di rigenerazione urbana, sociale, culturale e territoriale.
Questa terra «ha saputo rigenerarsi e fare di un’immane tragedia qualcosa di sacro, intonato alla bellezza e all’arte - ha continuato Giuli -. La Stella di ingresso al Belice, l’istallazione simbolica di Pietro Consagra, è il simbolo della nostra Repubblica, una porta d’ingresso nelle istituzioni italiane, nell’anima dell’Italia, che è rappresentata da una stella, quella della dea Venere. È una legge di amore, di attrazione, che compendia la forza e la tradizione della nostra Magna Grecia».
E poi il ministro ha aggiunto: «Il Cretto di Burri, nel suo essere biancheggiante e a volte imbronciato a seconda dei tagli di luce, è l’espressione più potente, non soltanto del fatto che una città ha preso coscienza di sé attraverso un tragico terremoto, ma che attraverso l’arte ha inverato ciò che diceva il grande poeta Hölderlin: “Dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva”. E cos’è che salva? L’arte, la cultura, la creatività, la possibilità di trasformare una tragedia del genere in una luce di grandezza».
Gibellina è il primo Comune italiano a ricevere questo nuovo e prestigioso titolo. Un riconoscimento che premia una visione: l’arte contemporanea come strumento di rigenerazione urbana, sociale e culturale. La scelta della data ovviamente non è casuale. L’anniversario del sisma che devastò la Valle del Belìce diventa oggi un punto di partenza simbolico.
Lo ha sottolineato l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato: «Simbolo autentico di rinascita, forza e resilienza, Gibellina rappresenta un unicum nel panorama culturale nazionale e internazionale. Un luogo che, sin dalla sua ricostruzione, ha saputo trasformare la ferita della distruzione in un potente laboratorio di sperimentazione artistica, diventando una vera e propria chiamata a raccolta per artisti poliedrici provenienti da tutto il mondo. Oggi incarna pienamente quella vocazione multiculturale e contemporanea che le è valso il riconoscimento di Capitale dell’arte contemporanea, un modello virtuoso capace di essere esportato e raccontato oltre i confini regionali».
«In questo percorso - ha aggiunto Scarpinato - il governo Schifani, con una dotazione di 3 milioni di euro, ha saputo e voluto cogliere prontamente questa opportunità, investendo con convinzione in un progetto strategico per la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano. Si apre così una stagione nuova e decisiva, di straordinario valore culturale e di grande attrattività turistica, ma soprattutto un’occasione concreta di sviluppo, crescita e promozione per l’intero territorio, nel segno della bellezza, della memoria e dell’innovazione».
Ma Gibellina «è molto più di un luogo: è un’idea di rinascita. Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 significa riconoscere il coraggio di una città che ha trasformato la ferita del terremoto in un linguaggio universale fatto di arte, memoria e futuro - Questo il commento di Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia-. Qui l’arte non è ornamento, ma identità viva, capace di unire storia, sperimentazione e comunità. Gibellina continua a dimostrare che la cultura può essere un atto di resistenza e di speranza, un ponte tra ciò che è stato e ciò che può ancora nascere».
Il 15 gennaio è solo la prima di due giornate di celebrazioni che culmina col concerto di Max Gazzè che porta sul palco di Gibellina "Musicae Loci", il progetto live musicale e culturale che ha unito le sue note con le orchestre popolari e le tradizioni locali. L'artista è in concerto venerdì 16 gennaio 2026 in Piazza 15 gennaio 1968 con appuntamento d'inizio alle ore 21.00 e ingresso gratuito.
Questa terra «ha saputo rigenerarsi e fare di un’immane tragedia qualcosa di sacro, intonato alla bellezza e all’arte - ha continuato Giuli -. La Stella di ingresso al Belice, l’istallazione simbolica di Pietro Consagra, è il simbolo della nostra Repubblica, una porta d’ingresso nelle istituzioni italiane, nell’anima dell’Italia, che è rappresentata da una stella, quella della dea Venere. È una legge di amore, di attrazione, che compendia la forza e la tradizione della nostra Magna Grecia».
E poi il ministro ha aggiunto: «Il Cretto di Burri, nel suo essere biancheggiante e a volte imbronciato a seconda dei tagli di luce, è l’espressione più potente, non soltanto del fatto che una città ha preso coscienza di sé attraverso un tragico terremoto, ma che attraverso l’arte ha inverato ciò che diceva il grande poeta Hölderlin: “Dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva”. E cos’è che salva? L’arte, la cultura, la creatività, la possibilità di trasformare una tragedia del genere in una luce di grandezza».
Gibellina è il primo Comune italiano a ricevere questo nuovo e prestigioso titolo. Un riconoscimento che premia una visione: l’arte contemporanea come strumento di rigenerazione urbana, sociale e culturale. La scelta della data ovviamente non è casuale. L’anniversario del sisma che devastò la Valle del Belìce diventa oggi un punto di partenza simbolico.
Lo ha sottolineato l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato: «Simbolo autentico di rinascita, forza e resilienza, Gibellina rappresenta un unicum nel panorama culturale nazionale e internazionale. Un luogo che, sin dalla sua ricostruzione, ha saputo trasformare la ferita della distruzione in un potente laboratorio di sperimentazione artistica, diventando una vera e propria chiamata a raccolta per artisti poliedrici provenienti da tutto il mondo. Oggi incarna pienamente quella vocazione multiculturale e contemporanea che le è valso il riconoscimento di Capitale dell’arte contemporanea, un modello virtuoso capace di essere esportato e raccontato oltre i confini regionali».
«In questo percorso - ha aggiunto Scarpinato - il governo Schifani, con una dotazione di 3 milioni di euro, ha saputo e voluto cogliere prontamente questa opportunità, investendo con convinzione in un progetto strategico per la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano. Si apre così una stagione nuova e decisiva, di straordinario valore culturale e di grande attrattività turistica, ma soprattutto un’occasione concreta di sviluppo, crescita e promozione per l’intero territorio, nel segno della bellezza, della memoria e dell’innovazione».
Ma Gibellina «è molto più di un luogo: è un’idea di rinascita. Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 significa riconoscere il coraggio di una città che ha trasformato la ferita del terremoto in un linguaggio universale fatto di arte, memoria e futuro - Questo il commento di Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia-. Qui l’arte non è ornamento, ma identità viva, capace di unire storia, sperimentazione e comunità. Gibellina continua a dimostrare che la cultura può essere un atto di resistenza e di speranza, un ponte tra ciò che è stato e ciò che può ancora nascere».
Il 15 gennaio è solo la prima di due giornate di celebrazioni che culmina col concerto di Max Gazzè che porta sul palco di Gibellina "Musicae Loci", il progetto live musicale e culturale che ha unito le sue note con le orchestre popolari e le tradizioni locali. L'artista è in concerto venerdì 16 gennaio 2026 in Piazza 15 gennaio 1968 con appuntamento d'inizio alle ore 21.00 e ingresso gratuito.
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