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Giganteschi murales dipinti a Ragusa per tutti: come cambia una città con la street art

Basta un festival internazionale di arte pubblica per cambiare il volto di un luogo: murales dopo murales artisti di ogni parte del mondo ridipingono Ragusa

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 16 gennaio 2019

C'è un festival internazionale di arte pubblica a Ragusa che sta cambiando il volto della città. In quattro edizioni di "Festiwall" sono 23 le opere d'arte di grandi dimensioni che hanno invaso la città rendendola ancora più accattivante da visitare e da esplorare.

Artisti da tutto il mondo specializzati in street art si danno appuntamento ogni anno a settembre in Sicilia e murales dopo murales stanno trasformando la città in un museo a cielo aperto.

Ma non è solo arte quella che da qualche anno si trova sui muri di Ragusa, o meglio, l'arte è uno strumento per denunciare gli abusi edilizi che per molti anni si sono perpetrati nella città più a Sud d'Europa.

Ogni anno Festiwall decide di intervenire su un'area specifica, un festival itinerante che mette il dito nella piaga di una ferita: un'urbanizzazione selvaggia e senza regole.

«Vogliamo puntare il dito sull'allargamento a macchia d'olio del cemento nella città senza regole - racconta Vincenzo Cascone, uno dei fondatori del festival e direttore artistico sin dalla prima edizione - quartiere dopo quartiere, opera dopo opera, niente è lasciato al caso. Siamo partiti il primo anno dal quartiere Sud Est poi siamo passati alla seconda edizione nell'area delle case popolari. Il terzo anno ci siamo concentrati sul centro storico, l'ultima incursione è stata in Viale Europa, l'area delle scuole nella zona nord della città».

La quinta edizione (nel 2019) si sintonizzerà con la zona industriale di Ragusa, luogo altamente frequentato dai lavoratori ma esteticamente abbandonato e trascurato.

«Gli interventi artistici - aggiunge Cascone - vorrebbero andare anche in questa direzione, quella del miglioramento del tessuto urbano dal punto di vista estetico».

Le grandi opere si estendono non solo in verticale ma anche in orizzontale, la scorsa edizione è stato invaso dai colori anche il piazzale del liceo scientifico di Ragusa, grazie all'artista statunitense Hense.

Installazioni site specific, dove però ogni artista è libero di esprimere il proprio estro, il proprio modo di fare arte e il proprio modo di inserire il suo segno all'interno del contesto urbano in cui si inserisce: tramite i colori, tramite le forme astratte o realistiche, grazie al riuso di materiale di riciclo recuperati nel luogo stesso dove viene realizzata l'opera.

La scorsa edizione gli artisti coinvolti sono stati, oltre Hense (Usa):Mohamed L’Ghacham (Spagna/Marocco), Alexey Luka (Russia), Telmo Miel (Olanda), Pastel (Argentina), Dimitris Taxis (Grecia).

Ad aprire la nuova edizione 2019 di Festiwall è un artista che non è nuovo alla città (ha partecipato all'edizione 2017 di Festiwall) e attualmente al lavoro su un muro vicino alla sede di Avis Ragusa, in occasione dei quarant'anni dall'apertura del centro di prelievi: Guido Van Helten con un'opera dedicata al dono.

La generosità intima e individuale, che sul muro diventa sociale, diffusa, patrimonio collettivo e condivisibile da tutti.

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