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Giovani teatranti alla ribalta di Palermo: tra progetti e premi, la storia di Babel Crew

Nasce a Palermo l'associazione che mette insieme artisti come attori, danzatori, documentaristi ma anche progettisti, comunicatori e amministrativi

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 6 dicembre 2018

La Babel Crew

Sono tantissimi i progetti di inclusione nati sul capoluogo isolano, tra questi c'è anche il progetto Amunì, nato per formare stranieri ai mestieri artistici e tecnici del teatro.

Il progetto nato in seno alla Babel Crew vince quest'anno il premio MigrArti del Mibac (Ministero della Cultura), scelto tra una rosa di cinque progetti nazionali selezionati.

La Babel Crew non è una compagnia teatrale classica bensì, come amano definirsi, è un vero e proprio equipaggio di una nave, con all'interno tante professionalità diverse e competenti.

È composta da dieci under 40 siciliani che dal 2000 al 2010 erano sparsi per il mondo e collaboravano di volta in volta su vari progetti.

Poi nel 2011 nasce l'associazione di Babel che mette insieme artisti come attori, danzatori, documentaristi ma anche progettisti, comunicatori e amministrativi.

«Ci siamo messi insieme per completarci a vicenda - dice Giuseppe Provinzano, uno dei fondatori e presidente dell'associazione - dal 2011 abbiamo prodotto dieci spettacoli di teatro, tre di danza, un documentario, due cortometraggi, per noi è importante mischiare i nostri linguaggi».

Nel 2016 ottengono anche uno spazio ai Cantieri culturali alla Zisa, lo "Spazio Franco" che riescono a restaurare e ad allestire grazie ad un bando del dipartimento della Gioventù della presidenza del consiglio rivolto ad under 35.

«È uno spazio, un laboratorio per la creazione contemporanea, - aggiunge Provinzano - non un altro teatro dove fare spettacoli punto e basta. "Franco" perché vogliamo essere liberi e sinceri sulla nostra programmazione per fare cose che negli altri spazi non si possono fare. Ci siamo presi diverse soddisfazioni ad esempio nel 2018 il Mibac ha riconosciuto Babel come impresa di produzione under 35, sono state solamente sette in tutta Italia e noi l'unica unica sotto Napoli».

Nel 2017 il progetto Amunì (la compagnia teatrale di migranti) era stato selezionato insieme ad altri 25 progetti simili sempre grazie a MigrArti e ha goduto di un sostegno economico per due anno.

La compagnia Amunì è formata da nove ragazzi dai 17 ai 28 anni che arrivano dal Mali, Sri Lanca, Nigeria, Tunisia, Marocco, Bangladesh, Cile, Isole Mauritius e anche un ragazzo di Ballarò.

Quest'anno vincono il Premio MigrArti grazie ad uno spettacolo teatrale dall'evocativo titolo "Volver", una storia di imigrazione dalla Sicilia verso l'Argentina avvenuta circa cento anni fa, più precisamente dopo il terremoto di Messina, quando tante comunità del messinese migrarono oltre oceano per sfuggire a miseria e povertà.

La storia si mescola con la nascita del tango e a interpretare i due protagonisti Nico e Rosetta due ragazzi siciliani fratello e sorella sono nella scena un ragazzo del Mali e una ragazza marocchina: Bandiougou Diawara e Hajar Lahmam.

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