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Gira il mondo ma la sua città resta Palermo: la storia di Felicia, la "Maria Callas" siciliana

Nata a Palermo, è qui che ha scelto di vivere nonostante il suo lavoro la porta spesso all'estero. Paragonata alla Callas tanto da ricevere un premio in suo onore

Anna Brisciano
Collaboratrice
  • 6 marzo 2024

Il soprano palermitano Felicia Bongiovanni

«Una donna eclettica, emancipata e una cantante lirica col cuore aperto ai problemi dei più fragili». Così si descrive Felicia Bongiovanni, soprano siciliano che il 7 marzo riceverà il prestigioso premio "Maria Callas" di New York. Da sempre abbraccia la vita con una missione: divulgare il canto lirico in tutto il mondo e diffondere attraverso esso bene e amore.

Nata a Palermo e cresciuta a forza di pane e lirica, Felicia si appassiona alla musica fin dalla più giovane età: da bambina osserva la madre suonare il piano e ascolta tutti i dischi di musica lirica del padre.

Fa il suo debutto con lo Zecchino d'Oro al Teatro Don Orione di Palermo, e nel coro dei bambini della Bohème al Teatro Ponchielli di Cremona. Inizia a studiare canto a 16 anni, frequentando il primo anno di Conservatorio a Palermo, sotto la guida di Luisa Sarlo, per poi diplomarsi al Conservatorio di Bologna col Maestro Magiera.

Per qualche anno fa parte del coro del Teatro Comunale di Bologna, solo successivamente intraprende la carriera da solista. Nonostante le vengano affidate inizialmente parti minori, la critica apprezza il suo talento fin da subito.
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È proprio la somiglianza e il frequente paragone con la famosa cantante lirica Maria Callas che le fa spiccare il volo: «Sono stata scelta per intonare i brani più famosi della Callas all’interno delle mostre in suo onore, per la mia capacità di passare da un repertorio più colorito a uno più drammatico in poco tempo, come solo Maria Callas sapeva fare».

La passione di Felicia Bongiovanni va oltre l’interesse personale, non è fine a sé stessa. L’obiettivo primario del soprano è divulgare la musica lirica nei Paesi dove quest’ultima è sconosciuta. Proprio per questo inizia a collaborare con il ministero degli Esteri e anche con istituzioni universitarie straniere e personaggi come il Premio Nobel per la pace Muhammad Yunus.

Nel 2016 le viene data l’opportunità di cantare in presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la sua visita di stato in Etiopia, per l'inaugurazione del Teatro Giuseppe Verdi ad Addis Abeba. Qualche anno dopo nel 2023, su invito dell’ambasciata italiana, si esibisce al Ciputra Artpreneur di Jakarta, nei concerti organizzati in occasione del centenario di Maria Callas.

Tra le opere più importanti che interpreta durante la sua carriera: "La Traviata", "Tosca", "Don Giovanni", "Rigoletto", "Don Pasquale" e "Aida". L’artista si sente così tanto affine emotivamente e caratterialmente ai personaggi che interpreta, che la gente inizia a dire che «Felicia ha l’anima nella voce».

Durante la sua carriera cerca di avvicinarsi anche al mondo dei più giovani, attraverso diverse incursioni liriche nella musica pop. Collabora più volte con la Rai. Nel 2006, in onore dei Queen, fa un remake di “Who Wants to Live Forever” con Andrea Mingardi.

Successivamente si esibisce sempre in Rai con Michele Placido, Giancarlo Giannini, Skin, I Nomadi e Peppino di Capri. Collabora anche con Eros Ramazzotti.

Nel gennaio del 2023 canta in prima mondiale “I Dimenticati”, opera di cui la Bongiovanni è sia protagonista che autrice, e che ha come temi principali la cultura dello scarto, la sostenibilità e il sostegno nei confronti dei cosiddetti "ultimi", i più fragili.

Non è casuale che la scelta dei temi rispecchi i valori di cui l’artista si fa portatrice attraverso la propria voce: «Se da un punto di vista tecnico mi rifaccio a Maria Callas, da un punto di vista umano al Vangelo – spiega Felicia Bongiovanni - Voglio diffondere suoi valori: la fratellanza, la solidarietà, il non prevaricare l’altro, col fine di migliorare il mondo in cui vivo».

Continua la cantante: «Una delle ragioni per cui amo l’opera lirica è perché è intrisa di valori cristiani e umani. Ci sono tante aree che sono vere e proprie preghiere. C’è questo senso di infinito e di precarietà dell’uomo che si rivolge al sovrannaturale». Una precarietà e un senso di prevaricazione fra uomini contro cui il soprano siciliano ha sempre lottato durante la sua carriera.

La strada non è stata sempre tutta in discesa, ma è stata proprio la sua vocazione verso il bene a darle la forza di continuare: «È un mondo competitivo dove è difficile far sentire la propria voce, ma ho percepito di aver ricevuto un dono da Dio e ho sempre avuto la necessità di onorarlo veicolando attraverso la mia musica i valori umani in cui credo», afferma Felicia.

Sono diversi i riconoscimenti che la cantante ha ricevuto durante la sua carriera, ma uno fra i più importanti è sicuramente il premio “Maria Callas” di New York che riceve il 7 marzo.

«Per me non è solo il coronamento di un sogno visto il legame con Maria Callas, ma è un vero e proprio premio alla carriera e alla lotta che ho portato avanti in campo sociale e culturale», conclude il soprano Bongiovanni.
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