Ha insegnato a Palermo la bellezza della musica: addio a Paolo Emilio Carapezza
Giovedì 28 agosto si è spento il musicologo Paolo Emilio Carapezza, professore emerito dell’Università di Palermo: vi raccontiamo chi era, il cordoglio della città

Paolo Emilio Carapezza
Ha insegnato a generazioni la bellezza della musica: giovedì 28 agosto si è spento a 87 anni il musicologo Paolo Emilio Carapezza, professore emerito dell’Università di Palermo, negli anni Sessanta tra gli organizzatori delle Settimane internazionali di nuova musica di Palermo, insieme ad Antonino Titone e Francesco Agnello.
Nato a Roma, nell’immediato dopoguerra si era trasferito a Palermo con la famiglia.
È stato assistente di Luigi Rognoni all'Università di Palermo, è stato tra gli organizzatori delle Settimane internazionali di nuova musica di Palermo (1960-68). Con Antonino Titone ha fondato a Palermo nel 1963 la rivista "Collage".
Nel 1970 è succeduto a Rognoni ricoprendo gli incarichi di docente di Storia della musica e fino al 2000 è stato direttore dell'Istituto di Storia della musica dell'Ateneo palermitano.
Ha diretto diverse collane tra cui "Musiche rinascimentali siciliane", la collana che ha consentito la riscoperta di grandi musicisti siciliani come Sigismondo d'India, Antonio il Verso e Pietro Vinci.
Palermo piange la sua scomparsa e su Facebook arrivano i messaggi di cordoglio.
Tra questi c'è quello di Amici della Musica: Il mondo della musica perde una delle personalità più importanti: si è spento Paolo Emilio Carpezza, professore emerito dell'Università degli Studi di Palermo, socio onorario dell'Associazione Siciliana Amici della Musica.
A lungo presidente degli Amici del Teatro Massimo di Palermo, organizzatore insieme a Nino Titone delle Settimane di Nuova Musica negli anni Sessanta, maestro e promotore di compositori come Salvatore Sciarrino e Federico Incardona.
L'Associazione Siciliana Amici della Musica esprime il proprio cordoglio stringendosi alla famiglia e a tutti i suoi colleghi e discepoli (termine a lui molto caro)».
Anche l'associazione Amici del Teatro Massimo è addolorata per questa perdita: «Gli Amici del Teatro Massimo porgono l'estremo saluto al professor Paolo Emilio Carapezza, fondatore, presidente onorario e presidente per tanti anni, ricordandone il tratto gentile e amabile, l'entusiasmo e l'apertura verso i giovani, il rigore scientifico, la passione intellettuale.
Innumerevoli le attività significative varate sotto la sua presidenza, dal Premio Sedici Maggio ai cicli di lezioni musicali. Si associano al dolore della moglie Mariangela, dei figli Claudio e Francesco e di tutti i familiari ed amici.
«Paolo Emilio Carapezza, posso dire con qualche presunzione il mio Maestro, è stata tra quelle persone che lasciano il segno - scrive Daniele Ficola -.
Non certo per manifestazioni di potere o di inutile presenzialismo, ma per quello che di più alto nel mondo della cultura e dell'insegnamento una persona possa rappresentare.
Un uomo, oltre che un musicologo e docente di straordinarie capacità, che ha sempre cercato di valorizzare al massimo nei suoi studenti, soprattutto in quelli che manifestavano più interesse, ciò che di meglio potevano offrire tralasciando carenze o mancanze.
Io sono stato uno tra quelli. I suoi stimoli e le sue lezioni hanno formato in me, e non solo, un modo di pensare e di agire sia nel campo professionale che intellettuale che sono diventati una maniera di essere e di operare.
E inutile ripercorre qui la sua vita pubblica e scientifica, sarebbe impossibile, ma certamente Paolo Emilio è stato e sarà uno tra i più grandi.
Un forte abbraccio a Claudio, Francesco e Mariangela».
«Ieri ci chiedevamo con un amico se ci sarà mai tregua - scrive Ilaria Grippaudo -. Anche oggi la risposta è no. Il nostro maestro, colui che ha inciso su tutti noi come nessun altro.
E grazie al quale ci siamo costruiti, ricostruendoci ogni giorno. “Speriamo che la ricostruzione continui non tanto di pietre quanto di civiltà e di cultura"».
Nato a Roma, nell’immediato dopoguerra si era trasferito a Palermo con la famiglia.
È stato assistente di Luigi Rognoni all'Università di Palermo, è stato tra gli organizzatori delle Settimane internazionali di nuova musica di Palermo (1960-68). Con Antonino Titone ha fondato a Palermo nel 1963 la rivista "Collage".
Nel 1970 è succeduto a Rognoni ricoprendo gli incarichi di docente di Storia della musica e fino al 2000 è stato direttore dell'Istituto di Storia della musica dell'Ateneo palermitano.
Ha diretto diverse collane tra cui "Musiche rinascimentali siciliane", la collana che ha consentito la riscoperta di grandi musicisti siciliani come Sigismondo d'India, Antonio il Verso e Pietro Vinci.
Palermo piange la sua scomparsa e su Facebook arrivano i messaggi di cordoglio.
Tra questi c'è quello di Amici della Musica: Il mondo della musica perde una delle personalità più importanti: si è spento Paolo Emilio Carpezza, professore emerito dell'Università degli Studi di Palermo, socio onorario dell'Associazione Siciliana Amici della Musica.
A lungo presidente degli Amici del Teatro Massimo di Palermo, organizzatore insieme a Nino Titone delle Settimane di Nuova Musica negli anni Sessanta, maestro e promotore di compositori come Salvatore Sciarrino e Federico Incardona.
L'Associazione Siciliana Amici della Musica esprime il proprio cordoglio stringendosi alla famiglia e a tutti i suoi colleghi e discepoli (termine a lui molto caro)».
Anche l'associazione Amici del Teatro Massimo è addolorata per questa perdita: «Gli Amici del Teatro Massimo porgono l'estremo saluto al professor Paolo Emilio Carapezza, fondatore, presidente onorario e presidente per tanti anni, ricordandone il tratto gentile e amabile, l'entusiasmo e l'apertura verso i giovani, il rigore scientifico, la passione intellettuale.
Innumerevoli le attività significative varate sotto la sua presidenza, dal Premio Sedici Maggio ai cicli di lezioni musicali. Si associano al dolore della moglie Mariangela, dei figli Claudio e Francesco e di tutti i familiari ed amici.
«Paolo Emilio Carapezza, posso dire con qualche presunzione il mio Maestro, è stata tra quelle persone che lasciano il segno - scrive Daniele Ficola -.
Non certo per manifestazioni di potere o di inutile presenzialismo, ma per quello che di più alto nel mondo della cultura e dell'insegnamento una persona possa rappresentare.
Un uomo, oltre che un musicologo e docente di straordinarie capacità, che ha sempre cercato di valorizzare al massimo nei suoi studenti, soprattutto in quelli che manifestavano più interesse, ciò che di meglio potevano offrire tralasciando carenze o mancanze.
Io sono stato uno tra quelli. I suoi stimoli e le sue lezioni hanno formato in me, e non solo, un modo di pensare e di agire sia nel campo professionale che intellettuale che sono diventati una maniera di essere e di operare.
E inutile ripercorre qui la sua vita pubblica e scientifica, sarebbe impossibile, ma certamente Paolo Emilio è stato e sarà uno tra i più grandi.
Un forte abbraccio a Claudio, Francesco e Mariangela».
«Ieri ci chiedevamo con un amico se ci sarà mai tregua - scrive Ilaria Grippaudo -. Anche oggi la risposta è no. Il nostro maestro, colui che ha inciso su tutti noi come nessun altro.
E grazie al quale ci siamo costruiti, ricostruendoci ogni giorno. “Speriamo che la ricostruzione continui non tanto di pietre quanto di civiltà e di cultura"».
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