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Ha solo 21 anni ma ha già le idee chiare: la svolta di Filippo, resta in Sicilia (e ce la fa)

Ha 21 anni ma è già protagonista di una storia di successo nel suo paesino nel Trapanese. Un posto particolare in cui scommettere (solo) sulla cultura

Jana Cardinale
Giornalista
  • 15 luglio 2023

Filippo Triolo

I libri come farmacia dell'anima, capaci di curare, nutrire e confortare qualsiasi carenza, disturbo o bisogno. Dando la possibilità di viaggiare nella memoria e nel futuro. Spalancando un mondo che è fatto di visioni, di sogni, e di realtà, per costruire un laboratorio di bellezza nei propri luoghi, senza dover fuggire altrove.

Il lungo cammino di Filippo Triolo - 21enne di Salemi - tra i libri e quelle possibilità di indagare prospettive di crescita diverse, le "finestre di opportunità", per un benessere culturale condiviso, e trovare le risposte alle mille domande della vita, inizia nel 2019, da quella che da subito lui chiamò "rivoluzione culturale": è partita dai banchi di scuola, ed è diventata la direzione artistica di un Festival oggi riconosciuto di interesse dal Ministero della Cultura.

«La scuola... bisogna puntare su quei banchi. Con un comitato studentesco promotore di eventi di grande spessore culturale e in controtendenza rispetto al passato, ho pensato fosse il modo migliore per celebrare l’ottantesimo anno di vita del Liceo Classico Francesco D'Aguirre di Salemi che frequentavo.
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Un lavoro che è andato oltre le aule del Liceo, che ha guardato al territorio e alla società. Merito della dirigente scolastica, Francesca Accardo, che ci concesse allora tutta la libertà possibile e che, nel gennaio 2018, ci rese semplice organizzare e presentare a Salemi il lavoro della vincitrice del premio strega Helena Janeczek.

Partecipò tutta la comunità scolastica, il corpo docente, e furono due i testi analizzati: "La ragazza con la Leica" e "Lezioni di tenebra".

Quella rivoluzione culturale l’ho sognata sin dai banchi di scuola, e non perché vi dormissi, ma perché lo facevo con ardore ad occhi aperti. Penso che la scuola sia il luogo deputati ai sogni».

La scuola, come incubatrice del proprio presente e del proprio futuro, luogo deputato a insegnarci come affrontare la vita.

E a Salemi la scrittrice Helena Janeczek sostenne che l’unico modo di tentare di salvarsi dalla barbarie è l’affermazione e la rivendicazione di una qualsiasi forma di libertà, e di essere sempre informati, di leggere, per vincere l’ignoranza, essere vigili e lottare contro ogni forma di nuovo fascismo che si ripresenti. Filippo si dichiara un ragazzo fortunato.

«Sono nato e cresciuto in una casa piena di libri – dice - che trovavo anche nell’uovo di Pasqua. Con mio padre, che era un grande lettore, macinavamo chilometri di strada per partecipare a Festival e premi letterari internazionali; facevamo viaggi per conoscere premi Nobel che arrivavano dall’altra parte del mondo, e vivevamo il piacere della lettura.

Oggi le percentuali e le classifiche Istat che ci relegano a fanalino di coda quanto ai numero di lettori, ci svela una realtà tragica in cui le famiglie non hanno evidentemente gli strumenti e la conoscenza adeguati per educare alla lettura, ed è lì che le scuole potrebbero fare tanto, così come gli operatori culturali, che dovrebbero accorgersi di questo vuoto e fare luce, riempirlo di storia e meraviglia, per far sì che avvenga l’incontro tra il libro, la storia, e il bambino che magari non ne ha mai aperto uno».

Una grande storia d’amore, per Salemi e la letteratura, che cresce ogni giorno e parte da lontano, nonostante la giovanissima età. «Ho vissuto la mia infanzia in un paese che era diventando di grande fervore artistico, con la Salemi amministrata da Vittorio Sgarbi, il cui assessore alla creatività era Oliviero Toscani.

Una Salemi che mi e ci bombardava di stimoli artistici, musicali, letterari. In quegli anni ho scoperto quanto la cultura, l’arte e la bellezza possano arricchire. Il liceo Classico d’Aguirre ha saputo ascoltare i suoi alunni e le loro idee come nessuna altra scuola.

Tutto quello che ho fatto con l’Associazione “Liber…i”, fondata nel 2019, nasce da una parola sognata che con il lavoro, la fatica e il sacrificio, ha preso vita. Oggi è il Festival, quello che volevamo, una è rivoluzione culturale accessibile tra i banchi e poi in paese». Immancabile, e ripetuto, il riferimento al padre.

«I libri mi hanno salvato la vita e dato la forza di andare avanti. Quando mio padre morì avrei dovuto presentare un libro, "Addio Fantasmi" di Nadia Terranova, autrice che da allora è diventata sorella, amica… .

I libri sono stati i miei migliori compagni. Sono figlio unico di una coppia matura, ma non ho mai sofferto la solitudine perché per amici ho scelto i protagonisti dei miei libri. Parlo di libri per mio padre, che oggi dall’alto vede il sogno di suo figlio realizzato e sono certo che, come ogni genitore, è orgoglioso del fatto che abbia preso forma e si sia concretizzato.

Penso che sarebbe felice di sapere che dal 2019 ad oggi abbiamo messo su un Festival che è arrivato alla terza edizione, che negli anni è stato riconosciuto di interesse culturale per l’immagine della Sicilia, da parte della Regione, e quest’anno patrocinato dal Ministero della Cultura.Stiamo lavorando tanto».

Filippo ricorda i tanti momenti magici vissuti nel corso degli anni, tra cui l’aver presentato l’esordio narrativo dell’attore Luigi Lo Cascio, ma anche Nadia Terranova e Stefania Auci, che definisce vere amiche. E Tea Ranno, che ha ambientato a Salemi due suoi romanzi che chiudono la trilogia dell’Amurusanza, con intere pagine collocate proprio a Salemi.

«Sono legatissimo alla mia città e voglio restarci e lavorare per questo paese e per la sua comunità. Il mio grande sogno è fare del Salìber Fest il più importante Festival di narrativa della provincia di Trapani perché credo che si possa candidare a diventare l’evento letterario di punta della Sicilia occidentale.

Abbiamo le carte in regole. Questo è un paese che ci accoglie e il nostro è un bellissimo Festival itinerante.

Da bambino – aggiunge – avevo due sogni: fare lo scrittore e amministrare il mio paese o comunque contribuire alla sua amministrazione. Non ho scritto ma continuo a sognare i miei sogni e sono felice che da quattro anni sto a stretto contatto con gli scrittori, e di fare la cosa più bella che si possa fare ossia politica culturale.

Ogni volta che scommettiamo su una visione la facciamo. Sono felice dell’immensa generosità gratuita della cultura, il darsi agli altri con vero piacere e dare agli altri delle possibilità».

C’è anche tanta gratitudine da parte di Filippo per chi ha creduto in lui: Massimo Maugeri. che l’ha voluto con sé nel blog "Letteratitudine" del gruppo l’Espresso.

Giuseppe Prode, direttore artistico del Festival di Saggistica di Marsala "38° Parallelo", che l’ha battezzato iniziandolo a questo mondo, il regista Giacomo Bonagiuso, con cui ha intrattenuto conversazioni illuminanti, Vincenzo Di Stefano per gli spazi che gli ha dato nel suo "Sikano Fest" a Santa Ninfa, il direttore d’orchestra Rosario Rosa, anche per la conduzione dei suoi concerti, e la Fondazione Orestiadi, dove tutto è cominciato con il suo percorso di scuola lavoro nel 2018.

Oggi ha ancora un sogno: «Mi impegnerò affinché il libro del medico Alessandro Catania, dal titolo ‘Gli illusi’ abbia l’importanza storica che merita.

È un impegno già preso e la mia sarà una vera e propria crociata perché venga riconosciuto il valore letterario di questo testo ambientato a Salemi che potrebbe inserirsi in una trilogia e quadrilogia del Risorgimento siciliano, a partire da "I Viceré" di De Roberto, proseguendo con "I vecchi e i giovani" di Pirandello, toccando, appunto, "Gli Illusi", che contiene una descrizione minuziosa delle colline salemitane, e concludendosi con ‘Il Gattopardo’ di Tomasi di Lampedusa».

Infine, un progetto cui tiene tantissimo, perché coniuga l'amore per la letteratura con quello per Salemi: il Bed&Book 'A parma’, una locazione turistica di stampo letterario, dove ha riunito tutta la narrativa siciliana e si diverte a consigliare ai turisti, soprattutto stranieri, i romanzi siciliani.

Il luogo ideale per un soggiorno immersivo nell'arte e nella letteratura che è anche un percorso cromatico che dall'oro dei campi di grano del Maestro Gianbecchina, o delle pennellate del salemitano Giampiero Grassa, passa al giallo vivace di Carla Accardi fino a quello dei limoni recisi realizzati da Guttuso per arrivare all'azzurro di cielo e mare dipinti da Piero Guccione.

Dove, ovviamente, non mancano i libri, dalla sezione per bambini e ragazzi fino alla saggistica e alla narrativa per adulti.
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